Odi et Amo
Odio : la falsità, la cattiveria, il razzismo
Amo : scrivere al pc, scalza e con una bottiglia di acqua minerale Evian a portata di mano, per lasciar scorrere la mia fantasia; inventare storie, creare personaggi, immaginare amori. Guardare le stelle di notte. Esplorare i boschi. Camminare a piedi nudi sulla sabbia
La mia musica : Led Zeppelin, Jefferson Airplane, Pink Floyd, Grateful Dead, Rolling Stones, Alanis Morissette, Kate Bush, Cranberries
I miei libri : Delitto e Castigo, Il Signore degli Anelli, Il Maestro e Margherita, Una Giornata di Ivan Denisovic, Il Vecchio e il Mare, L'Ombra del Vento, Il Pendolo di Foucault, La Collina dei Conigli, Il Potere della Spada, It, I Pilastri della Terra, La Variante di Luneburg
Questo è il mio Libro
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"Un giorno, in un villaggio sperduto, un bambino che avrà fame verrà individuato da un computer mondiale e riceverà aiuto. Quel giorno le azioni delle società che fabbricano armi varrano meno di zero. Questa è l'evoluzione della comunicazione, il potere sottile della comunicazione globale."
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"Ma l'uomo, l'uomo orgoglioso,ammantato di una breve autorità, sommamente ignorante di ciò di cui si crede più sicuro, nella sua essenza fragile, come uno scimmione collerico, compie tali trucchi fantastici, al cospetto dell'alto cielo, che gli angeli piangono." William Shakespeare
"Se i tuoi desideri, Alceo, fossero puri e nobili e la tua lingua adatta per esprimerli, nessun ritegno di impedirebbe di farlo."
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“Fare all’amore non significa scopare, a meno che non si voglia dare un’intonazione scherzosa a quel termine: fare all’amore vuol dire amare. E quella notte Maddy mi amò con la passione e il sentimento di una donna innamorata. Quando raggiunsi l’orgasmo, compresi istintivamente che era il più bello e il più intenso della mia vita."
Alessandra Bianchi: "Lesbo è un'isola del Mar Egeo"
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Non sono capace di scrivere poesie, so solo giocare con le rime. Tuttavia le mie poche poesie nascono direttamente dal cuore, e quando raggiungono l'animo di qualcuno ne sono contenta.
RACCOLTI DAL SENTIERO Ogni tanto ripropongo un post, a condizione che siano trascorsi almeno dodici mesi dalla prima pubblicazione. Nel web, infatti, un anno è una distanza siderale: arrivano nuovi amici e scompaiono vecchi lettori.
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In una notte di pioggia la macchina di Fabrizio si guasta. Fabrizio raggiunge una casa nel bosco dove vivono due splendide donne, Simona e Monica. Nascerà un gioco molto pericoloso.
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"Quando incontrai Giulio non ero interessata a conoscere un uomo. Meno che mai ad intraprendere una relazione. Lo stato di single presenta molti vantaggi, specie se si ha la fortuna di poter contare su due buone amiche, di essere soddisfatta e realizzata nel lavoro, e di avere interessi culturali sufficienti a dare un senso a molte serate." Per Elisa sarebbe stato meglio non incontrarlo mai...
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Chi Sono

Mi chiamo Alessandra Bianchi. Amo ballare, nuotare, il sole, il mare e il vento. Ho scritto un romanzo,"Lesbo è un'isola del Mar Egeo"
(Borelli Editore, collana Pizzo Nero), che è reperibile nelle migliori librerie; se non dovesse esserci, sarà sufficiente dire di ordinarlo. Altrimenti potete cercarlo sul portale IBS che accetta pagamenti anche in contrassegno. Il libro costa 12 euro.
Il mio secondo blog si chiama IL BLOG DI SANDRA (sandraoale.splinder.com)
Nel Cammino
In *loading* si sono soffermati
Le Recensioni Del Mio Libro

LA RECENSIONE DI LUNA70:
“Lesbo è un’isola del Mar Egeo” è il romanzo d’esordio di Alessandra Bianchi.
Il tema trattato è piuttosto attuale: la storia di una ragazza che si rende conto di sentirsi attratta sessualmente dalle donne e le sue prime esperienze d’amore e di sesso, nonché i turbamenti che ne derivano. Il linguaggio è semplice e scorrevole, cattura l’attenzione del lettore sin dalle prime righe senza mai stancare; le descrizioni sono brevi e concise ma si inseriscono nel contesto con precisione ed accuratezza. Anche le scene erotiche sono ben delineate, senza mai risultare volgari o banali e i personaggi sono decisamente credibili al punto da non riuscire a distinguere dove comincia la finzione e finisce la realtà. Il lettore è portato, pagina dopo pagina, a provare simpatia per la protagonista, a gioire e soffrire con lei come durante l’episodio in cui è vittima di uno stupro, o quando per la follia di una psicopatica prima rischia di perdere il lavoro e successivamente la donna che ama fino ad arrivare a un finale che è un crescendo di suspense e paura.
Insomma, per essere un romanzo erotico che non è di certo il genere preferito dall’autrice (Alessandra predilige gli horror alla maniera di Stephen King, che più volte nomina all’interno della sua opera) beh non posso far altro che complimentarmi con lei per la sua bravura..
LA RECENSIONE DI MARLENEINNOIR:
Coesistono in esso descrizioni paesaggistiche e naturali sublimi, moti della psiche ed emozionali dei personaggi principali descritti in modo magistrale e, non da meno, avventura umana, sentimenti veri, con uno stile assolutamente personale che la contraddistingue assolutamente . “Lesbo è un’isola del Mar Egeo ” è un libro intriso di tutto questo, c’è una grande scorrevolezza, si “beve” tutto d’un fiato, si respira, si sente dentro, si sentono le emozioni dell’autrice che ne diventa la protagonista perchè scrive in prima persona e si avvertono le atmosfere giocate tra varie ambientazioni rurali o urbane .
Avendo conosciuto Alessandra Bianchi non mi ritengo fortunata solo perchè io sono sicura che avrà il successo che merita con questa sua opera, ma anche e soprattutto perchè ho avuto l’occasione di conoscere (seppur solo mediaticamente) una persona con un alto livello culturale e soprattutto uno spessore spirituale e morale incredibile, una sensibilità non comune.
LA RECENSIONE DI VINCE:
Ho terminato il tuo libro domenica, ecco cosa ne penso.
DIFETTI: Un paio di ripetizioni e, in qualche occasione, arrivi troppo presto al "succo".
PREGI: Scrittura scorrevole,chiara,che coinvolge il lettore. Mi è piaciuta,in particolare, la seconda metà del libro:l'ho letteralmente divorata!
Giudizio finale:Very bello...
Ora, però,aspetto il seguito.
LA RECENSIONE DI GIOVE181:
Ho finito pochi minuti fa di leggere il tuo libro. L'ho trovato bello e intrigante. Mi ha fatto scoprire un mondo che non conoscevo anche se spero non sia tutto così. L'immagine complessiva del mondo omosessuale femminile che ne deriva non è forse dei migliori. Non so quanta realtà vi sia nel tuo racconto ma nell'esperienza che descrivi a volte, spesso, sembra che la donna sia merce di se stessa. Ideale tanto combattuto nei confronti dell'uomo. Il racconto è scorrevole e sono contento di averlo letto.
LA RECENSIONE DI UNDERWETBASTARD:
Ieri mattina mi è arrivato il tuo libro, come un bimbo a natale mi ci sono tuffato e in un'apnea durata un paio d'ore scarse l'ho letteralmente divorato.
Bello, mi è piaciuto molto, nonostante i molti momenti cupi e decadenti della tua storia che spero ardentemente essere stati meno drammatici di come li hai descritti.
Lo stile fresco e scorrevole ne fa un piacevole romanzo, le vicende erotiche narrate nei dettagli (anche se spesso fini a loro stesse) scatenano nel lettore emozioni molto forti e l'immaginazione vola a quei letti madidi di sudore e sesso. E' comunque un ottimo lavoro che merita le luci della ribalta.
LA RECENSIONE DI MONICA8000:
Volevo dirti che ho finito di leggere il tuo libro. E' bellissimo! Come fai a essere così scorrevole? Se scrivessi di spionaggio saresti una Ken Follett. E la sai una cosa? Le ultime pagine mi hanno fatto venire il mal di pancia per lo stress! Complimenti, sei grande!
LA RECENSIONE DI BRIANZOLITUDINE:
Mi è piaciuto molto il finale, narrazione con sorpresa che non mi aspettavo. Poi la tua prosa è davvero incantevole.
LA RECENSIONE DI LADYSACKVILLE:
Sincera, sincera, sincera!!!
Ti ho seguita per mano avida di sapere che cosa sarebbe successo in seguito, mi sono comunque ritrovata costretta a bloccarmi più volte nel corso della lettura. Ci sono certi aspetti che mi hanno fatto molto male (confesso: fino a portarmi alle lacrime), altri che erano talmente poetici da meritare una rilettura, alcuni, invece, mi hanno divertita tantissimo (la cura che dedichi al vestiario e alle scarpe dà molta verità alla tua storia – detto tra noi condivido i tuoi gusti ^^).
Nell’autodistruzione del tuo personaggio avrei preferito, a tratti, una maggiore introspezione, ma non è una critica! L’hai già resa molto bene così, ma c’è una tale profondità in alcuni punti del romanzo, che quando manca, si percepisce subito la differenza e sembra quasi che qualcosa ti abbia trattenuta.
Che dire alla fine?! Ti ho letta passando in rassegna tutte le sensazioni possibili e immaginabili. “Trasmettere” e scuotere le anime è un po’ l’obiettivo di ogni artista (uno dei miei più grandi piaceri è far ridere o piangere il mio pubblico a teatro!). Tu con me hai fatto questo ed altro, mi hai davvero emozionata. Ti ammiro moltissimo Alessandra, sia per la tua bravura, che per il tuo coraggio. Sappi che hai una grande fan.
LA RECENSIONE DI LADYLILITH:
Ieri ho ricevuto il tuo libro...l'ho finito SUBITO!! ci ho messo circa due ore e mezza...ok, forse ho fatto male a divorarlo,ma se un romanzo mi piace non vedo l'ora di finirlo!!
E', per dirla alla Isabella Santacroce,very coinvolgente ;-)
mi è piaciuta molto la figura di tuo padre.
grandioso anche il capo americano.
Barbara è semplicemente odiosa. sei stata fin troppo paziente con lei.
Mi ha indignata la vicenda giudiziaria a seguito della violenza.
Tra le donne che hai descritto mi è piaciuta la francesina, Isabelle se non sbaglio.
Invece Maddalena insomma...forse perchè sono di parte e odio come ha trattato Alessandra...
nel romanzo varie persone ammirano le tue gambe...ricordi che anch'io avevo notato questo tuo (bel) particolare?
LA RECENSIONE DI FAMOHPSSE:
E’ stato bello leggerti. Avere delle pagine in mano che diventano una persona.
Essere coinvolti nei momenti che segnano. Seguire l’abbandono a se stessi quando questo giunge per incontrollabile corrente. Sesso come vita, puro in quanto solamente tale. Pieno, senza spazi per altro. Determinante, perché barca con cui fare i conti per arrivare alla propria isola, per arrivare a quel che si vuole d’altro.
E’ stato bello leggerti e coglierti donna nelle tue sensibilità, nelle tue fragilità e risolutezze. Nel tuo modo d’essere sfrontato e vulnerabile, naturalmente femminile. A prescindere.
LESBO E’ UN’ISOLA DEL MARE EGEO ha pagine calde, di buon fuoco, visive nei nudi, con punte di emozioni senza via di fuga. Ci sei dentro con il tuo vissuto, omo o etero che sia, e lo trasmetti e lo partecipi come ad un amico, che diviene amico, e l’ultima pagina suona come un arrivederci.
LA RECENSIONE DI SILENES:
...è un libro che leggi d'un fiato...la via del piacere per scappare dagli abissi del dolore...per frantumare lo specchio dell'anima...
LA RECENSIONE DI MAURAROCK:
E'un romanzo, di quelli che si leggono velocissimamente, perchè non ti va di fermarti ed aspettare. Un interessante e soggettiva spiegazione dell'omosessualità, priva di retorica sul maschio solo sesso - calcio -bistecca, si evita il maschio ma si comprende l'uomo. Folkloristiche le sensazioni di una donna, profondamente rispettosa dell'universo femminile, che oltre a far parte di questo, lo ama, lo desidera e vuole assaporare il gusto della donna, intesa come femmina, intesa come amante e come Amore. Viscerale, straziante ed eccitante. Amare, come solo una Donna, sa fare.
LA RECENSIONE DI BLUEYES9:
La volontà quanto l'immaginazione sono ingenuità terrene, costantemente in rilievo, in questo mirabile, romanzo a sfondo erotico. Le circostanze, crude, vicine tanto da sfiorarci,intense come assaporate dalle nostre stesse labbra, vengono espresse, ottenendo una narrazione scorrevole,in forma avvolgente ed essenziale. Non temono di certo la franchezza, le parole della scrittrice, se non, quella, schietta, della passione stessa, condotta per mano in caduta libera, verso isole inesplorate. Nella mente di Alessandra le intime carezze fanno da culla,apparentemente imprigionate, dai primi smarrimenti d'amore, lasciandole quell'amaro in bocca che la trascinerà al limite dell'apparente rassegnazione agli eventi, fino al completo accoglimento delle sue emozioni. Tra incertezze abbandoni e donne interessate a corrompergli il cuore e lo spirito, ci sarà anche chi saprà viverla proprio come ciò a cui lei ambisce...? La si vedrà , nelle ultime tracce di sè, donare tutte le sue virtù, ad una donna degna di ogni stima?
LA RECENSIONE DI MOON:
Lesbo è un’isola del Mar Egeo di Alessandra Bianchi (Borelli editore), ormai diventato icona cartacea dei circoli lesbo del web, ma non solo, racconta la scoperta dell’omosessualità femminile di una bambina. Che si scopre ragazza e poi donna. La vita dell’autrice, in parte romanzata, si dipana in direzioni spazio-temporali e geografiche diverse, in più percorsi mentali, perdendosi in un abisso di momentanea perversione…un’immersione nel torbido per poi riaffiorare in superficie. Da Milano a Cannes al lago di Como e zone limitrofe, l’esistenza di una donna che ha scelto di parlare scrivere raccontare in prima persona la sua diversità senza falsi pudori. La protagonista esplora le strade dell’eros, cerca se stessa, la sua dimensione. E forse alla fine si trova…. Bello il finale aperto…. Ci sarà un seguito?
LA RECENSIONE DI JOLIE78:
Ciao, non ho mai scritto in questo sito e nemmeno in un blog, ho letto di te e pur non avendo ancora terminato il tuo libro ho sentito di doverti cercare per farti i miei complimenti. Ho letto le recensioni che ti hanno scritto e io non ritengo di essere all'altezza per replicare meglio di quanto non abbiano già fatto...però volevo dirti che sin dalle primissime pagine mi sono emozionata, la facilità di lettura, il trasporto che trasmetti nelle tue parole, i racconti travolgenti e così intensi a tratti angoscianti e strazianti mi hanno avvolto, rapito e inebriato. Raramente un solo libro riesce a trasmettermi tanto...leggo abbastanza e di vario genere ma tu per essere un'"esordiente" sei davvero molto brava. Ti faccio i miei complimenti....spero di rileggerti presto...ma ovviamente solo dopo una degna ispirazione! :-) Un bacio
LA RECENSIONE DI FABIOART:
Ho letto il tuo libro durante un viaggio, e mi hai lasciato senza parole... cosa peraltro non particolarmente facile! Non so quanto di quello che hai scritto appartenga alla realtá e quanto all'immaginazione (non sta a me credere o non credere), ma lascia che ti dica che in un caso
ammiro la forza che dimostri, anche se travestita da fragilitá; nell'altro lo splendido percorso che fantasia e sensibilità hanno compiuto per comunicare in modo gentile concetti tanto pesanti. Se il tuo libro è la risultante delle due cose assieme, allora siamo davanti ad un'opera che definire "romanzo" è riduttivo. Perdona la frammentarietá di questo messaggio, ma sto scrivendo dal palmare: non volevo attendere un istante di piú per scriverti.
Ti ammiro. Sinceramente e spudoratamente!
Scherzi a parte: sull'Eurostar mi sono bevuto il tuo libro in un solo fiato.
Bello! Mi piace. Ha una prosa scorrevole, avvolgente... mi sembrava quasi di ascoltare un'amica che si raccontava davanti ad una birra col caminetto acceso.
Tutta la stima di questo mondo, Ale... Tutta la stima.
LA RECENSIONE DI GATTOQUATTO:
La prima sensazione che si è impadronita di me durante la lettura del libro di Sandra è stata di disagio: disagio per essere maschio. Invero in tutto il romanzo l’unica figura maschile che si salva dal naufragio è quella del padre della protagonista (se si esclude un accenno finale ad un incontro estemporaneo con un amico, volutamente lasciato in sospeso dall’autrice). A parte il drammatico episodio dello stupro di gruppo rimasto impunito, vi sono figure maschili che appaiono qua e là sospese nel vuoto, come semplici comparse. Né avrebbe potuto essere altrimenti. Non m’interessa in questa riflessione ripercorrere le tappe dell’odissea della protagonista nell’universo femminile delle sue amanti, amiche, o rivali che siano. Certo Alessandra intraprende il viaggio alla ricerca di sé, un viaggio irto di pericoli, che rischia di portarla ad una morte precoce, assurda ed improbabile come il suo disperato viaggio nell’ignoto (questa è una delle soluzioni proposte al termine del viaggio)…e più volte mi è venuto in mente, scorrendo le peregrinazioni della giovane donna verso gli abissi dei sensi nei quali è intenzionalmente sprofondata per poi riemergere con coraggio ad un nuovo incipit, l’esordio dantesco: “nel mezzo del cammin di nostra vita m’incamminai per una selva oscura, che la diritta via era smarrita”. Non m’interessa neppure il masochismo della ragazza che, pur avendo una soglia del dolore molto bassa, assume come viatico per la catarsi la sofferenza fisica disperatamente cercata nel piacere dei sensi, nell’impervio connubio tra eros e thanatos. Qui mi preme invece sottolineare come il romanzo si dipani in mille rivoli di sensazioni, emozioni, escursioni naturalistiche e baccanali, abiezioni e riscatti, in una sorta di panacea della sofferenza, di allegoria della sopravvivenza, di esaltazione della solitudine interiore…con piglio sicuro e padronanza stilistica la Bianchi porta il lettore a compromettersi con l’autolesionismo della protagonista, a diventarne complice, a subirne le conseguenze morali ed emotive. E poi ci sono i luoghi, non i luoghi comuni, ma i luoghi che, per uno strano scherzo del destino, conosco per averli visitati o perché sono quelli dove vivo attualmente. Dai più remoti, come l’isola di Mitilene, dove trascorsi una delle più intense vacanze della mia vita, a Cannes, dove non riuscivo mai a sostare con la mia auto, finché un giorno non scoprii un parcheggio incustodito lungo una stradina angusta, descritta da Alessandra come la strada delle streghe (un’idea narrativa rimasta incompiuta). Attraverso le esperienze profonde od estemporanee di Sandra mi sono sentito un testimone scomodo, scomodo in quanto maschio e, come tale, fuori dalle regole del gioco, e tuttavia coinvolto nel tourbillon erotico ed autodistruttivo che conduce Sandra all’appuntamento col suo destino. E poi la Brianza, dove vivo attualmente; i boschi dell’entroterra lecchese, i parchi, il rumore del silenzio tra le foglie di platani e faggi messi lì a proteggere con una fugace parentesi la protagonista dai marosi e dalle tempeste provocate delle delazioni anonime di un’amante gelosa.. Da ultima, la nostra madre patria, una Milano che ho rinnegato molti anni fa, quando capii che da bere restava soltanto l’acqua putrida dei Navigli, e l’inquinamento ambientale e delle coscienze. Un racconto che non accusa mai momenti di “stanca”, e non solo grazie al “facile” espediente delle descrizioni erotiche (peraltro mai volgari), ma anche, anzi, soprattutto perché i personaggi sono dipinti con pochi, ma efficaci tratti di pennello nella loro essenzialità. Alessandra Bianchi non perde mai di vista la dimensione interiore dei suoi personaggi, la loro conflittualità emotiva ed esistenziale, non si lascia mai prendere la mano dalle descrizioni più crudelmente erotiche, il suo progetto è chiaro e coerente nella sua complessa semplicità.
Dunque, un libro che si “beve” tutto d’un fiato e che, soprattutto, ci induce istintivamente a riflettere una volta di più su noi stessi e sul senso della nostra vita.
LA RECENSIONE DI ARGENIOGIULIANA:
Il libro di Alessandra mi ha lasciato un retrogusto di disagio e rabbia: disagio poiché nella sofferenza femminile mi ci ritrovo al cento per cento e rabbia nei confronti del “branco”. Indipendentemente dal percorso esistenziale della protagonista, vi è un solo e unico punto sul quale mi soffermerò.
L’auto distruzione e l’autolesionismo sono gli ingredienti che pervadono dall’inizio alla fine il romanzo, lasciando uno spiraglio di luce e speranza unicamente alla fine del libro. Lo stupro di gruppo è stato il passaggio più doloroso da affrontare durante la lettura, non tanto perché vi abbia ravvisato similitudini di esperienza ma perchè ho provato l’insano bisogno di uccidere materialmente gli aggressori. Probabilmente per una questione che mi appartiene per nascita e per l’istinto feroce che mi assale immediato, nei riguardi di un certo atteggiamento criminale maschile. La ricerca d’amore autentico spinge una giovane donna a sfiorare lungamente il crinale sottile che esiste tra la vita e la morte. Secondo il mio modestissimo punto di vista, vi è un equivoco macroscopico all’origine del bisogno amoroso.
Tutto passa attraverso la pura attrazione fisica immediata, quasi questa ragazza non fosse null’altro che corpo-materia.
Probabilmente ciò è dovuto alla giovane età di tutti i protagonisti e la necessità di sperimentare si allaccia alla condizione anagrafica. Sfiorare il disastro produce una quantità di endorfine distillate purissime ma, alla lunga, annienta. Vi sono tutti gli ingredienti per immaginare una pellicola tristissima e attuale. La storia trova brevi respiri nella descrizioni di luoghi che conosco e Alessandra mi ci accompagna per mano mentre continuo a lacrimare dentro, non tanto per presunti rimpianti della mia vita passata, ma per il terribile decorso della sua. A tratti ho provato l’impulso di spingerla fuori dalla storia che narra, di prenderla per un braccio e darle due potenti ceffoni. Immancabilmente mi ritrovavo a fare l’esatto contrario e, proteggerla, era l’unica sensazione reale che mi pervadeva.
Il libro è scritto con uno stile semplice e fluido, quasi vi fosse l’intenzione voluta di dar spazio solo agli avvenimenti terribili, alle delusioni costanti.
Più che erotico, il romanzo mi è apparso spaventosamente drammatico.
Va letto senza pregiudizio di sorta, ponendo attenzione all’anima della protagonista che pur nella sua immensa fragilità, nasconde un istinto di sopravvivenza notevole.
LA RECENSIONE DI IRINAP:
“Saffo era una grande poetessa ma è passata alla storia perché era lesbica”.
Questa la frase con la quale Alessandra Bianchi apre il suo libro… ed è solo l’inizio, un incipit storico, semplice, diretto, privo di virtuosismi. E così Alessandra colpisce per la prima volta… e di colpi di scena, batticuori, battaglie se ne ritrovano fino all’ultima pagina di “Lesbo è un’isola del Mar Egeo”.
Può non piacere il suo stile, personalmente lo trovo scorrevole, da mangiare con gli occhi e l’immaginazione in poche ore e… genuino. Non ci è dato sapere quanto sia stato davvero vissuto dall’Autrice e quanto, invece, sia frutto della sua fantasia… ma si tratta comunque di episodi narrati in prima persona, assolutamente verosimili e che si susseguono velocemente uno dietro l’altro e uno tira l’altro, come le ciliegie. Episodi che aprono l’universo, o meglio, una parte dell’universo della personalità della protagonista e di una parte della sua vita, sicuramente non banale… costellata non solo di persone che agiscono nel bene o nel male, ma anche di descrizioni, sensazione a fior di pelle, brevi attimi di poesia e riflessioni sincere.
Il romanzo è ricco di immagini piccanti le quali non cadono mai e poi mai nella volgarità, ma conservano intriso nell’inchiostro il sentimento autentico della protagonista e dei personaggi che l’accopagnano. Erotico? Non solo, il racconto è Vita in quanto tocca molteplici corde del cuore e della mente, quelle di ognuno di noi, facendole vibrare talvolta rumorosamente, talvolta con delicatezza… e questo spesso a prescindere dal fatto che le corde appartengano a un essere omosessuale o ad uno eterosessuale… perché siamo tutti uomini con le stesse debolezze e con quelle dinamiche sotterranee tanto simili che poi si manifestano in maniera molto diversa, a seconda del proprio vissuto, del luogo in cui si vive… a seconda delle sorprese, belle o brutte, che la vita inesorabilmente riserva a tutti senza fare troppe distinzioni.
Ed è così che rimane impresso, durante la lettura di “Lesbo è un’isola del Mar Egeo”, il percorso ramificato di un’anima giovane in cerca di se stessa, che conosce l’Amore nel corpo di altre donne, che conosce il sesso nel corpo di altre donne e ancora: la protagonista alterna momenti di gioia ad altri di perdizione, attraversa strade trasgressive, impervie ed oscure e poi giunge in radure incantate e il ciclo ricomincia: autodistruzione e rinascita, come lava che cola lungo i pendii dello spirito per lasciare spazio poi, col tempo, ad una natura sempre più rigogliosa. Ondivaga: l’Alessandra del libro è ondivaga, si mette a nudo, sembra voglia sfogarsi, sembra voler farsi ascoltare a tutti i costi e incanalare messaggi di vita, chiari e forti, tra le righe, riga dopo riga. E colpisce davvero fino all’ultimo pensiero… un pensiero, a dire il vero, sospeso: sembra non avere fine il romanzo e il senso pare quello di voler continuare, sorridendo e sanguinando, mentre un rimescolamento interiore, irrefrenabile, quasi incomprendibile, getta l’inconscio nel passato a spolverare le antiche radici.
LA RECENSIONE DI FAUS:
Da poco ho finito di leggere un romanzo, uno splendido romanzo.
Diciamo che l'ho praticamente divorato in un giorno...
Premetto che non leggo molto il genere erotico, ma nella mia libreria figura qualcosa di appartenente al genere, e ho letto romanzi che mi son fatto prestare da amici ed amiche.
Diciamo che non è il mio genere preferito, si potrebbe adattare in questo caso "Letto uno,letti tutti".
Beh, parole sbagliatissime,almeno in questo caso!
Avevo letto qualcosa sul blog dell'autrice, ma un conto è leggere attraverso un monitor (che già riusciva a regalare alcune emozioni), altro discorso è quando puoi avere tra le mani la copia cartacea.
Sto parlando del romanzo
Lesbo è un'isola del mar Egeo
di Alessandra Bianchi.
Questo romanzo è classificato come erotico,ma dentro c'è molto,molto di più.
L'erotismo prevale su tutto, un erotismo di classe, sensuale, intrigante, a volte molto crudo e schietto, da farti venir voglia di essere donna per poter amare un'altra donna!!!
Il romanzo scorre veloce, le pagine frusciano come seta pregiata,regalando emozioni e sensazioni sublimi.
Ma il bello arriva solo leggendo...ci si accorge che non c'è solo erotismo.
E' un'opera completa, puoi leggere di dolcezza,eros,autodistruzione, malinconia, dolore, elevazione dei sensi, amore, tragedia, vita quotidiana,leggerissime gocce di thriller in una "scena".
Sì, scena,perchè mentre scorre la lettura, nella mente le parole diventano scene animate,che ti portano da Milano a Cannes, in un turbinio di sesso, mare, cibo, droga, tanto da rendere sconvolgente la lettura in certi passaggi.
Come scrissi nel blog di Alessandra, a volte sentivo l'esigenza di abbracciare la protagonista del romanzo, per consolarla quando era triste,per sussurrarle nelle orecchie che certe scelte di vita la stavano portando al baratro, per farle sentire il calore di un gesto amico.
Come ammesso da Alessandra,il romanzo è un misto tra autobiografia ed invenzione,e il lettore si pone spesso la fatidica domanda: "Le sarà successo davvero questo? E questo?"
L'unica pecca che si può sottolineare è la velocità con cui vengono descritti gli amplessi, spesso si vorrebbe leggerne all'infinito, con descrizione dettagliata di ogni piccolo particolare.
Ma questo credo che sia un difetto di noi ometti, che quando entriamo in "Pig Version" ci piacerebbe sapere per filo e per segno l'evolversi dell'atto sessuale.
Che poi nel romanzo ci sono due tipi di atti sessuali (come spesso amo specificare anche io): "Scopare" e "fare all'amore".
E Alessandra ci tiene molto a far capire al lettore se si trova di fronte ad un semplice appagamento sessuale o ad un amplesso tra due donne che si amano, e ci riesce benissimo.
La descrizione di una scopata è evidente dallo stile di scrittura, sbrigativo, senza peli sulla lingua, quasi fosse un cerotto da strappare via. Invece il fare l'amore è descritto con passione,ardore, in maniera tale che quasi si riescono a sentire i battiti del cuore della protagonista che aumentano,il respiro che diventa affannoso,fino all'esplosione dell'orgasmo,e poi ancora,e ancora,e ancora...
C'è altro da dire?
Consiglio vivamente questo libro a tutti,perchè è scritto davvero bene.
Dimenticavo: avrei scritto la stessa recensione anche se non avessi conosciuto l'autrice, ci tengo a precisarlo :-)
LA RECENSIONE DI ETHELWEIS:
Oggi posto cari amici una dedica alla mia amica Anneheche
Voglio sottolineare la bravura del suo lavoro:
"Lesbo è un isola del Mar Egeo"
di Alessandra Bianchi.
Se amate la letteratura erotica o semplicemente un buon
libro,non potete perderlo.
La mia opinione:
Lesbo è un isola del Mar Egeo è un libro che si legge tutto d'un fiato,
uno scorrere di pagine che cattura il cuore e coinvolge.E' ben strutturato, e l'autrice ci trascina in un turbine di frammenti di vita vissuta, dalle luci alle ombre con una naturalezza disarmante. Condito da deliziose e intense pagine erotiche, colpisce particolarmente per la fluidità e la bellezza di certi passaggi, delicati e sentimentali.
Un ottimo lavoro, che merita attenzione e che parla d'amore, carne, odio, gioia e dolore,tutti gli ingredienti che accompagnano la vita di ognuno di noi.
Brava Ale! Ti abbraccio.
Quando arrivava il mese di luglio, la famiglia di Corinne abbandonava Strasburgo per trasferirsi in una grande tenuta nel sud della Francia. Vicino alla casa padronale vi era una fattoria, e quell'anno il fattore era nuovo. Corinne aveva sedici anni e non era vergine. Sei mesi prima si era offerta a un giovane, suo compagno di scuola, che le aveva riservato una profonda delusione. Non avrebbe saputo dare un nome a quell'esperienza: ma certamente non si era dimostrata nemmeno lontana parente di quanto aveva letto e sognato su certi libri proibiti, trafugati dalla biblioteca paterna. Corinne aveva i capelli neri, lucidi come pietra bagnata; occhi grigi che potevano incredibilmente sfumare nell'azzurro cupo; e un viso affilato che non sarebbe stato esatto definire bello, specie per la perenne smorfia imbronciata che assumeva la sua bocca, peraltro troppo piccola. Tuttavia non era lontana dalla soglia della bellezza, e in taluni casi l'aveva senza dubbio varcata. Ad esempio, quando sorrideva e i lineamenti del volto si distendevano, gli occhi brillavano di una luce ironica o forse soltanto divertita, e la bocca abbandonava la consueta postura. In quei momenti Corinne era bella. Ma si trattava di momenti rari, di episodi che si presentavano inaspettati e che presto sarebbero stati dimenticati. Corinne era esile, sottile figura che attraversava il mondo in cerca di una ragione che non riteneva di poter trovare. Si lasciava vivere, affrontando i compiti che le venivano richiesti in virtù di un'intelligenza eccezionale, ma senza riservare ad essi un impegno che esulasse dalla routine. Sapeva tradurre dal latino senza vocabolario, all'impronta; e scriveva temi straordinari, benchè inevitabilmente colmi di tristezza esistenziale.
Durante il mese di luglio Corinne camminava per la tenuta. Osservava i campi fustigati dal sole, la vegetazione arsa, il cielo immobile e pesante che sovrastava la campagna. A volte, si recava presso un laghetto, scrutava l'acqua di un colore indefinibile, annusava l'odore dell'estate e si perdeva in pensieri privi di tempo, astratte comete di un firmamento interiore totalmente privo di stelle. Capitava che facesse il bagno. Rimaneva a lungo immersa in quella che più che altro era una pozzanghera e lanciava sguardi distratti al volo degli uccelli. Un giorno, Corinne conobbe Nathalie, la figlia del nuovo fattore. Era una ragazza bionda, robusta, con occhi nocciola che presentavano ombre verdi, un corpo completamente sviluppato sebbene avesse appena un anno in più di Corinne, gambe lunghe e ben fatte, benchè forse troppo muscolose. D'estate Nathalie aiutava il padre, lavorava nei campi e accudiva gli animali. Come indole era l'opposto di Corinne: solare, allegra e sfacciata. Amava la vita, in tutte le sue forme: le piaceva mangiare, ridere, scherzare, e il duro impegno fisico non la spaventava minimamente. Le due giovani, tanto diverse fra loro, si presero in simpatia.
( continua )
