anneheche blog

Odi et Amo

Questo è il mio Libro

"Lesbo è un'isola del Mar Egeo", Borelli editore, collana Pizzo Nero, 166 pagine, 12 euro. E' una storia d'amore, di sesso e di passione. Lo spunto di partenza del romanzo è dato dall'incontro della protagonista con Maddalena, una ragazza conosciuta al mare, che la seduce, iniziandola all'amore saffico. La vicenda si svolge fra Milano e Cannes, il Giappone e la Brianza, alla ricerca di un sentimento puro che sembra non possa appartenere al karma di Alessandra... Lo trovate nelle migliori librerie; se non dovesse esserci, sarà sufficiente ordinarlo. Comunque, è reperibile anche su IBS: basta digitare il mio nome e cognome, oppure il titolo del libro.

LA RECENSIONE DI LUNA70: “Lesbo è un’isola del Mar Egeo” è il romanzo d’esordio di Alessandra Bianchi. Il tema trattato è piuttosto attuale: la storia di una ragazza che si rende conto di sentirsi attratta sessualmente dalle donne e le sue prime esperienze d’amore e di sesso, nonché i turbamenti che ne derivano. Il linguaggio è semplice e scorrevole, cattura l’attenzione del lettore sin dalle prime righe senza mai stancare; le descrizioni sono brevi e concise ma si inseriscono nel contesto con precisione ed accuratezza. Anche le scene erotiche sono ben delineate, senza mai risultare volgari o banali e i personaggi sono decisamente credibili al punto da non riuscire a distinguere dove comincia la finzione e finisce la realtà. Il lettore è portato, pagina dopo pagina, a provare simpatia per la protagonista, a gioire e soffrire con lei come durante l’episodio in cui è vittima di uno stupro, o quando per la follia di una psicopatica prima rischia di perdere il lavoro e successivamente la donna che ama fino ad arrivare a un finale che è un crescendo di suspense e paura. Insomma, per essere un romanzo erotico che non è di certo il genere preferito dall’autrice (Alessandra predilige gli horror alla maniera di Stephen King, che più volte nomina all’interno della sua opera) beh non posso far altro che complimentarmi con lei per la sua bravura..

LA RECENSIONE DI MARLENEINNOIR:

Coesistono in esso descrizioni paesaggistiche e naturali sublimi , moti della psiche ed emozionali dei personaggi principali descritti in modo magistrale e , non da meno , avventura umana , sentimenti veri , con uno stile assolutamente personale che la contraddistingue assolutamente . “Lesbo è un’isola del Mar Egeo ” è un libro intriso di tutto questo , c’è una grande scorrevolezza , si “beve” tutto d’un fiato , si respira , si sente dentro , si sentono le emozioni dell’autrice che ne diventa la protagonista perchè scrive in prima persona e si avvertono le atmosfere giocate tra varie ambientazioni rurali o urbane . Avendo conosciuto Alessandra Bianchi non mi ritengo fortunata solo perchè io sono sicura che avrà il successo che merita con questa sua opera , ma anche e soprattutto perchè ho avuto l’occasione di conoscere (seppur solo mediaticamente) una persona con un alto livello culturale e soprattutto uno spessore spirituale e morale incredibile , una sensibilità non comune.

LA RECENSIONE DI VINCE:

Ho terminato il tuo libro domenica, ecco cosa ne penso. DIFETTI: Un paio di ripetizioni e, in qualche occasione, arrivi troppo presto al "succo". PREGI: Scrittura scorrevole,chiara,che coinvolge il lettore. Mi è piaciuta,in particolare, la seconda metà del libro:l'ho letteralmente divorata! Giudizio finale:Very bello... Ora, però,aspetto il seguito.

LA RECENSIONE DI GIOVE181:

Ho finito pochi minuti fa di leggere il tuo libro. L'ho trovato bello e intrigante. Mi ha fatto scoprire un mondo che non conoscevo anche se spero non sia tutto così. L'immagine complessiva del mondo omosessuale femminile che ne deriva non è forse dei migliori. Non so quanta realtà vi sia nel tuo racconto ma nell'esperienza che descrivi a volte, spesso, sembra che la donna sia merce di se stessa. Ideale tanto combattuto nei confronti dell'uomo. Il racconto è scorrevole e sono contento di averlo letto.

LA RECENSIONE DI UNDERWETBASTARD:

Ieri mattina mi è arrivato il tuo libro, come un bimbo a natale mi ci sono tuffato e in un'apnea durata un paio d'ore scarse l'ho letteralmente divorato. Bello, mi è piaciuto molto, nonostante i molti momenti cupi e decadenti della tua storia che spero ardentemente essere stati meno drammatici di come li hai descritti. Lo stile fresco e scorrevole ne fa un piacevole romanzo, le vicende erotiche narrate nei dettagli (anche se spesso fini a loro stesse) scatenano nel lettore emozioni molto forti e l'immaginazione vola a quei letti madidi di sudore e sesso. E' comunque un ottimo lavoro che merita le luci della ribalta.

LA RECENSIONE DI MONICA8000:

Volevo dirti che ho finito di leggere il tuo libro. E' bellissimo! Come fai a essere così scorrevole? Se scrivessi di spionaggio saresti una Ken Follett. E la sai una cosa? Le ultime pagine mi hanno fatto venire il mal di pancia per lo stress! Complimenti, sei grande!

LA RECENSIONE DI BRIANZOLITUDINE:

Mi è piaciuto molto il finale, narrazione con sorpresa che non mi aspettavo. Poi la tua prosa è davvero incantevole.

LA RECENSIONE DI LADYSACKVILLE:

Sincera, sincera, sincera!!! Ti ho seguita per mano avida di sapere che cosa sarebbe successo in seguito, mi sono comunque ritrovata costretta a bloccarmi più volte nel corso della lettura. Ci sono certi aspetti che mi hanno fatto molto male (confesso: fino a portarmi alle lacrime), altri che erano talmente poetici da meritare una rilettura, alcuni, invece, mi hanno divertita tantissimo (la cura che dedichi al vestiario e alle scarpe dà molta verità alla tua storia – detto tra noi condivido i tuoi gusti ^^). Nell’autodistruzione del tuo personaggio avrei preferito, a tratti, una maggiore introspezione, ma non è una critica! L’hai già resa molto bene così, ma c’è una tale profondità in alcuni punti del romanzo, che quando manca, si percepisce subito la differenza e sembra quasi che qualcosa ti abbia trattenuta. Che dire alla fine?! Ti ho letta passando in rassegna tutte le sensazioni possibili e immaginabili. “Trasmettere” e scuotere le anime è un po’ l’obiettivo di ogni artista (uno dei miei più grandi piaceri è far ridere o piangere il mio pubblico a teatro!). Tu con me hai fatto questo ed altro, mi hai davvero emozionata. Ti ammiro moltissimo Alessandra, sia per la tua bravura, che per il tuo coraggio. Sappi che hai una grande fan.

LA RECENSIONE DI LADYLILITH:

Ieri ho ricevuto il tuo libro...l'ho finito SUBITO!!ci ho messo circa due ore e mezza...ok,forse ho fatto male a divorarlo,ma se un romanzo mi piace non vedo l'ora di finirlo!! E', per dirla alla Isabella Santacroce,very coinvolgente ;-) mi è piaciuta molto la figura di tuo padre. grandioso anche il capo americano. Barbara è semplicemente odiosa.sei stata fin troppo paziente con lei. Mi ha indignata la vicenda giudiziaria a seguito della violenza. Tra le donne che hai descritto mi è piaciuta la francesina, Isabelle se non sbaglio. Invece Maddalena insomma...forse perchè sono di parte e odio come ha trattato Alessandra... nel romanzo varie persone ammirano le tue gambe...ricordi che anch'io avevo notato questo tuo (bel) particolare?

LA RECENSIONE DI FAMOHPSSE:

E’ stato bello leggerti. Avere delle pagine in mano che diventano una persona. Essere coinvolti nei momenti che segnano. Seguire l’abbandono a se stessi quando questo giunge per incontrollabile corrente. Sesso come vita, puro in quanto solamente tale. Pieno, senza spazi per altro. Determinante, perché barca con cui fare i conti per arrivare alla propria isola, per arrivare a quel che si vuole d’altro. E’ stato bello leggerti e coglierti donna nelle tue sensibilità, nelle tue fragilità e risolutezze. Nel tuo modo d’essere sfrontato e vulnerabile, naturalmente femminile. A prescindere. LESBO E’ UN’ISOLA DEL MARE EGEO ha pagine calde, di buon fuoco, visive nei nudi, con punte di emozioni senza via di fuga. Ci sei dentro con il tuo vissuto, omo o etero che sia, e lo trasmetti e lo partecipi come ad un amico, che diviene amico, e l’ultima pagina suona come un arrivederci.

LA RECENSIONE DI SILENES:

...è un libro che leggi d'un fiato...la via del piacere per scappare dagli abissi del dolore...per frantumare lo specchio dell'anima...

LA RECENSIONE DI MAURAROCK:

E'un romanzo, di quelli che si leggono velocissimamente, perchè non ti va di fermarti ed aspettare. Un interessante e soggettiva spiegazione dell'omosessualità, priva di retorica sul maschio solo sesso - calcio -bistecca, si evita il maschio ma si comprende l'uomo. Folkloristiche le sensazioni di una donna, profondamente rispettosa dell'universo femminile, che oltre a far parte di questo, lo ama, lo desidera e vuole assaporare il gusto della donna, intesa come femmina, intesa come amante e come Amore. Viscerale, straziante ed eccitante. Amare, come solo una Donna, sa fare.

LA RECENSIONE DI BLUEYES9:

La volontà quanto l'immaginazione sono ingenuità terrene,costantemente in rilievo,in questo mirabile,romanzo a sfondo erotico.Le circostanze,crude,vicine tanto da sfiorarci,intense come assaporate dalle nostre stesse labbra,vengono espresse,ottenendo una narrazione scorrevole,in forma avvolgente ed essenziale.Non temono di certo la franchezza,le parole della scrittrice,se non,quella,schietta,della passione stessa,condotta per mano in caduta libera,verso isole inesplorate.Nella mente di Alessandra le intime carezze fanno da culla,apparentemente imprigionate,dai primi smarrimenti d'amore,lasciandole quell'amaro in bocca che la trascinerà al limite dell'apparente rassegnazione agli eventi,fino al completo accoglimento delle sue emozioni.Tra incertezze abbandoni e donne interessate a corrompergli il cuore e lo spirito,ci sarà anche chi saprà viverla proprio come ciò a cui lei ambisce...?La si vedrà ,nelle ultime tracce di sè,donare tutte le sue virtù, ad una donna degna di ogni stima?

LA RECENSIONE DI MOON:

Lesbo è un’isola del Mar Egeo di Alessandra Bianchi (Borelli editore), ormai diventato icona cartacea dei circoli lesbo del web, ma non solo, racconta la scoperta dell’omosessualità femminile di una bambina. Che si scopre ragazza e poi donna. La vita dell’autrice, in parte romanzata, si dipana in direzioni spazio-temporali e geografiche diverse, in più percorsi mentali, perdendosi in un abisso di momentanea perversione…un’immersione nel torbido per poi riaffiorare in superficie. Da Milano a Cannes al lago di Como e zone limitrofe, l’esistenza di una donna che ha scelto di parlare scrivere raccontare in prima persona la sua diversità senza falsi pudori. La protagonista esplora le strade dell’eros, cerca se stessa, la sua dimensione. E forse alla fine si trova…. Bello il finale aperto…. Ci sarà un seguito?

LA RECENSIONE DI JOLIE78:

Ciao, non ho mai scritto in questo sito e nemmeno in un blog, ho letto di te e pur non avendo ancora terminato il tuo libro ho sentito di doverti cercare per farti i miei complimenti. Ho letto le recensioni che ti hanno scritto e io non ritengo di essere all'altezza per replicare meglio di quanto non abbiano già fatto...però volevo dirti che sin dalle primissime pagine mi sono emozionata, la facilità di lettura, il trasporto che trasmetti nelle tue parole, i racconti travolgenti e così intensi a tratti angoscianti e strazianti mi hanno avvolto, rapito e inebriato. Raramente un solo libro riesce a trasmettermi tanto...leggo abbastanza e di vario genere ma tu per essere un'"esordiente" sei davvero molto brava. Ti faccio i miei complimenti....spero di rileggerti presto...ma ovviamente solo dopo una degna ispirazione! :-) Un bacio

LA RECENSIONE DI FABIOART:

Ho letto il tuo libro durante un viaggio, e mi hai lasciato senza parole... cosa peraltro non particolarmente facile! Non so quanto di quello che hai scritto appartenga alla realtá e quanto all'immaginazione (non sta a me credere o non credere), ma lascia che ti dica che in un caso ammiro la forza che dimostri, anche se travestita da fragilitá; nell'altro lo splendido percorso che fantasia e sensibilità hanno compiuto per comunicare in modo gentile concetti tanto pesanti. Se il tuo libro è la risultante delle due cose assieme, allora siamo davanti ad un'opera che definire "romanzo" è riduttivo. Perdona la frammentarietá di questo messaggio, ma sto scrivendo dal palmare: non volevo attendere un istante di piú per scriverti. Ti ammiro. Sinceramente e spudoratamente! Scherzi a parte: sull'Eurostar mi sono bevuto il tuo libro in un solo fiato. Bello! Mi piace. Ha una prosa scorrevole, avvolgente... mi sembrava quasi di ascoltare un'amica che si raccontava davanti ad una birra col caminetto acceso. Tutta la stima di questo mondo, Ale... Tutta la stima.

LA RECENSIONE DI GATTOQUATTO:

La prima sensazione che si è impadronita di me durante la lettura del libro di Sandra è stata di disagio: disagio per essere maschio. Invero in tutto il romanzo l’unica figura maschile che si salva dal naufragio è quella del padre della protagonista (se si esclude un accenno finale ad un incontro estemporaneo con un amico, volutamente lasciato in sospeso dall’autrice). A parte il drammatico episodio dello stupro di gruppo rimasto impunito, vi sono figure maschili che appaiono qua e là sospese nel vuoto, come semplici comparse. Né avrebbe potuto essere altrimenti. Non m’interessa in questa riflessione ripercorrere le tappe dell’odissea della protagonista nell’universo femminile delle sue amanti, amiche, o rivali che siano. Certo Alessandra intraprende il viaggio alla ricerca di sé, un viaggio irto di pericoli, che rischia di portarla ad una morte precoce, assurda ed improbabile come il suo disperato viaggio nell’ignoto (questa è una delle soluzioni proposte al termine del viaggio)…e più volte mi è venuto in mente, scorrendo le peregrinazioni della giovane donna verso gli abissi dei sensi nei quali è intenzionalmente sprofondata per poi riemergere con coraggio ad un nuovo incipit, l’esordio dantesco: “nel mezzo del cammin di nostra vita m’incamminai per una selva oscura, che la diritta via era smarrita”. Non m’interessa neppure il masochismo della ragazza che, pur avendo una soglia del dolore molto bassa, assume come viatico per la catarsi la sofferenza fisica disperatamente cercata nel piacere dei sensi, nell’impervio connubio tra eros e thanatos. Qui mi preme invece sottolineare come il romanzo si dipani in mille rivoli di sensazioni, emozioni, escursioni naturalistiche e baccanali, abiezioni e riscatti, in una sorta di panacea della sofferenza, di allegoria della sopravvivenza, di esaltazione della solitudine interiore…con piglio sicuro e padronanza stilistica la Bianchi porta il lettore a compromettersi con l’autolesionismo della protagonista, a diventarne complice, a subirne le conseguenze morali ed emotive. E poi ci sono i luoghi, non i luoghi comuni, ma i luoghi che, per uno strano scherzo del destino, conosco per averli visitati o perché sono quelli dove vivo attualmente. Dai più remoti, come l’isola di Mitilene, dove trascorsi una delle più intense vacanze della mia vita, a Cannes, dove non riuscivo mai a sostare con la mia auto, finché un giorno non scoprii un parcheggio incustodito lungo una stradina angusta, descritta da Alessandra come la strada delle streghe (un’idea narrativa rimasta incompiuta). Attraverso le esperienze profonde od estemporanee di Sandra mi sono sentito un testimone scomodo, scomodo in quanto maschio e, come tale, fuori dalle regole del gioco, e tuttavia coinvolto nel tourbillon erotico ed autodistruttivo che conduce Sandra all’appuntamento col suo destino. E poi la Brianza, dove vivo attualmente; i boschi dell’entroterra lecchese, i parchi, il rumore del silenzio tra le foglie di platani e faggi messi lì a proteggere con una fugace parentesi la protagonista dai marosi e dalle tempeste provocate delle delazioni anonime di un’amante gelosa.. Da ultima, la nostra madre patria, una Milano che ho rinnegato molti anni fa, quando capii che da bere restava soltanto l’acqua putrida dei Navigli, e l’inquinamento ambientale e delle coscienze. Un racconto che non accusa mai momenti di “stanca”, e non solo grazie al “facile” espediente delle descrizioni erotiche (peraltro mai volgari), ma anche, anzi, soprattutto perché i personaggi sono dipinti con pochi, ma efficaci tratti di pennello nella loro essenzialità. Alessandra Bianchi non perde mai di vista la dimensione interiore dei suoi personaggi, la loro conflittualità emotiva ed esistenziale, non si lascia mai prendere la mano dalle descrizioni più crudelmente erotiche, il suo progetto è chiaro e coerente nella sua complessa semplicità. Dunque, un libro che si “beve” tutto d’un fiato e che, soprattutto, ci induce istintivamente a riflettere una volta di più su noi stessi e sul senso della nostra vita.

LA RECENSIONE DI ARGENIOGIULIANA:

Il libro di Alessandra mi ha lasciato un retrogusto di disagio e rabbia: disagio poiché nella sofferenza femminile mi ci ritrovo al cento per cento e rabbia nei confronti del “branco”. Indipendentemente dal percorso esistenziale della protagonista, vi è un solo e unico punto sul quale mi soffermerò. L’auto distruzione e l’autolesionismo sono gli ingredienti che pervadono dall’inizio alla fine il romanzo, lasciando uno spiraglio di luce e speranza unicamente alla fine del libro. Lo stupro di gruppo è stato il passaggio più doloroso da affrontare durante la lettura, non tanto perché vi abbia ravvisato similitudini di esperienza ma perchè ho provato l’insano bisogno di uccidere materialmente gli aggressori. Probabilmente per una questione che mi appartiene per nascita e per l’istinto feroce che mi assale immediato, nei riguardi di un certo atteggiamento criminale maschile. La ricerca d’amore autentico spinge una giovane donna a sfiorare lungamente il crinale sottile che esiste tra la vita e la morte. Secondo il mio modestissimo punto di vista, vi è un equivoco macroscopico all’origine del bisogno amoroso. Tutto passa attraverso la pura attrazione fisica immediata, quasi questa ragazza non fosse null’altro che corpo-materia. Probabilmente ciò è dovuto alla giovane età di tutti i protagonisti e la necessità di sperimentare si allaccia alla condizione anagrafica. Sfiorare il disastro produce una quantità di endorfine distillate purissime ma, alla lunga, annienta. Vi sono tutti gli ingredienti per immaginare una pellicola tristissima e attuale. La storia trova brevi respiri nella descrizioni di luoghi che conosco e Alessandra mi ci accompagna per mano mentre continuo a lacrimare dentro, non tanto per presunti rimpianti della mia vita passata, ma per il terribile decorso della sua. A tratti ho provato l’impulso di spingerla fuori dalla storia che narra, di prenderla per un braccio e darle due potenti ceffoni. Immancabilmente mi ritrovavo a fare l’esatto contrario e, proteggerla, era l’unica sensazione reale che mi pervadeva. Il libro è scritto con uno stile semplice e fluido, quasi vi fosse l’intenzione voluta di dar spazio solo agli avvenimenti terribili, alle delusioni costanti. Più che erotico, il romanzo mi è apparso spaventosamente drammatico. Va letto senza pregiudizio di sorta, ponendo attenzione all’anima della protagonista che pur nella sua immensa fragilità, nasconde un istinto di sopravvivenza notevole.

LA RECENSIONE DI IRINAP:

“Saffo era una grande poetessa ma è passata alla storia perché era lesbica”. Questa la frase con la quale Alessandra Bianchi apre il suo libro… ed è solo l’inizio, un incipit storico, semplice, diretto, privo di virtuosismi. E così Alessandra colpisce per la prima volta… e di colpi di scena, batticuori, battaglie se ne ritrovano fino all’ultima pagina di “Lesbo è un’isola del Mar Egeo”. Può non piacere il suo stile, personalmente lo trovo scorrevole, da mangiare con gli occhi e l’immaginazione in poche ore e… genuino. Non ci è dato sapere quanto sia stato davvero vissuto dall’Autrice e quanto, invece, sia frutto della sua fantasia… ma si tratta comunque di episodi narrati in prima persona, assolutamente verosimili e che si susseguono velocemente uno dietro l’altro e uno tira l’altro, come le ciliegie. Episodi che aprono l’universo, o meglio, una parte dell’universo della personalità della protagonista e di una parte della sua vita, sicuramente non banale… costellata non solo di persone che agiscono nel bene o nel male, ma anche di descrizioni, sensazione a fior di pelle, brevi attimi di poesia e riflessioni sincere. Il romanzo è ricco di immagini piccanti le quali non cadono mai e poi mai nella volgarità, ma conservano intriso nell’inchiostro il sentimento autentico della protagonista e dei personaggi che l’accopagnano. Erotico? Non solo, il racconto è Vita in quanto tocca molteplici corde del cuore e della mente, quelle di ognuno di noi, facendole vibrare talvolta rumorosamente, talvolta con delicatezza… e questo spesso a prescindere dal fatto che le corde appartengano a un essere omosessuale o ad uno eterosessuale… perché siamo tutti uomini con le stesse debolezze e con quelle dinamiche sotterranee tanto simili che poi si manifestano in maniera molto diversa, a seconda del proprio vissuto, del luogo in cui si vive… a seconda delle sorprese, belle o brutte, che la vita inesorabilmente riserva a tutti senza fare troppe distinzioni. Ed è così che rimane impresso, durante la lettura di “Lesbo è un’isola del Mar Egeo”, il percorso ramificato di un’anima giovane in cerca di se stessa, che conosce l’Amore nel corpo di altre donne, che conosce il sesso nel corpo di altre donne e ancora: la protagonista alterna momenti di gioia ad altri di perdizione, attraversa strade trasgressive, impervie ed oscure e poi giunge in radure incantate e il ciclo ricomincia: autodistruzione e rinascita, come lava che cola lungo i pendii dello spirito per lasciare spazio poi, col tempo, ad una natura sempre più rigogliosa. Ondivaga: l’Alessandra del libro è ondivaga, si mette a nudo, sembra voglia sfogarsi, sembra voler farsi ascoltare a tutti i costi e incanalare messaggi di vita, chiari e forti, tra le righe, riga dopo riga. E colpisce davvero fino all’ultimo pensiero… un pensiero, a dire il vero, sospeso: sembra non avere fine il romanzo e il senso pare quello di voler continuare, sorridendo e sanguinando, mentre un rimescolamento interiore, irrefrenabile, quasi incomprendibile, getta l’inconscio nel passato a spolverare le antiche radici.

LA RECENSIONE DI FAUS:

Questo romanzo è classificato come erotico,ma dentro c'è molto, molto di più. L'erotismo prevale su tutto,un erotismo di classe, sensuale, intrigante, a volte molto crudo e schietto, da farti venir voglia di essere donna per poter amare un'altra donna!!! Il romanzo scorre veloce, le pagine frusciano come seta pregiata, regalando emozioni e sensazioni sublimi. Ma il bello arriva solo leggendo ... ci si accorge che non c'è solo erotismo. E' un'opera completa, puoi leggere di dolcezza, eros, autodistruzione, malinconia, dolore, amore, tragedia, vita quotidiana, leggerissime gocce di thriller in una "scena". Sì, scena, perchè mentre scorre la lettura, nella mente le parole diventano scene animate, che ti portano da Milano a Cannes, in un turbinio di sesso, mare, cibo, droga, tanto da rendere sconvolgente la lettura in certi passaggi. Come scrissi nel blog di Alessandra, a volte sentivo l'esigenza di abbracciare la protagonista del romanzo,per consolarla quando era triste, per sussurrarle nelle orecchie che certe scelte di vita la stavano portando al baratro, per farle sentire il calore di un gesto amico. Come ammesso da Alessandra, il romanzo è un misto tra autobiografia ed invenzione, e il lettore si pone spesso la fatidica domanda: "Le sarà successo davvero questo? E questo?" L'unica pecca che si può sottolineare è la velocità con cui vengono descritti gli amplessi,spesso si vorrebbe leggerne all'infinito,con descrizione dettagliata di ogni piccolo particolare. Ma questo credo che sia un difetto di noi ometti, che quando entriamo in "Pig Version" ci piacerebbe sapere per filo e per segno l'evolversi dell'atto sessuale. Che poi nel romanzo ci sono due tipi di atti sessuali (come spesso amo specificare anche io): "Scopare" e "fare all'amore". E Alessandra ci tiene molto a far capire al lettore se si trova di fronte ad un semplice appagamento sessuale o ad un amplesso tra due donne che si amano, e ci riesce benissimo. La descrizione di una scopata è evidente dallo stile di scrittura,sbrigativo,senza peli sulla lingua, quasi fosse un cerotto da strappare via. Invece il fare l'amore è descritto con passione,ardore,in maniera tale che quasi si riescono a sentire i battiti del cuore della protagonista che aumentano, il respiro che diventa affannoso, fino all'esplosione dell'orgasmo, e poi ancora, e ancora, e ancora... C'è altro da dire? Consiglio vivamente questo libro a tutti,perchè è scritto davvero bene. Dimenticavo:avrei scritto la stessa recensione anche se non avessi conosciuto l'autrice,ci tengo a precisarlo :-)

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Le Recensioni Del Mio Libro

domenica, 18 maggio 2008
Postato da anneheche

La palestra era bella e moderna, provvista dei più sofisticati macchinari. A quell'ora era molto frequentata, tuttavia era sufficientemente spaziosa per permettere a chiunque di allenarsi tranquillamente, senza fastidiosi assembramenti. Fabrizio osservava Monica. In pantaloncini corti, appariva un autentico schianto: benché avesse già notato che era una donna attraente, non immaginava che avesse un fisico così perfetto, agile e forte al contempo, estremamente femminile ma anche atletica al punto giusto. Era stata lei a proporgli di mangiare un'insalatona nell'orario di pausa. Quella mattina Fabrizio aveva già realizzato un fatturato talmente consistente da consentirgli di trascorrere un pomeriggio in totale relax. Avrebbe mangiato con Monica, visitato il suo ufficio in via Andrea Doria, e poi sarebbe andato a cercare qualche regalo per le due donne. La sua mente tornava spesso al meraviglioso incontro sessuale che aveva avuto con Simona, alle scintille che i loro corpi avevano sprigionato, all'incredibile feeling che si era creato quasi istantaneamente fra loro. Nel bosco Monica glielo aveva predetto, ma lui non aveva creduto a quelle parole, attribuendole a un'immotivata gelosia. E adesso, non riusciva a scordare il corpo della scrittrice, il suo viso incantevole, la sensualità magnetica che possedeva. Chissà com'era Monica a letto? Avrebbe scommesso che, seppur in maniera diversa, aveva una capacità erotica altrettanto prorompente. Ma Simona non era lesbica, ne era certo: Monica, invece, gli sembrava totalmente omosessuale, priva di qualsiasi interesse per il genere maschile.
La giovane donna terminò l'allenamento, gli chiese dieci minuti per una doccia, e raggiunse gli spogliatoi sotto gli occhi incantati di metà palestra.
Fabrizio temeva di essere tempestato da una serie di domande, ma durante il pranzo non si parlò mai di Simona. Nei giorni successivi prese l'abitudine di raggiungerla in palestra per poi andare a mangiare un panino insieme. Monica si comportava sempre in modo simpatico; non ci furono mai allusioni, né indagini maliziose magari camuffate da innocenti osservazioni. Quando rincasavano, tuttavia, la donna cambiava umore, diventando scostante e aggressiva, specie nei confronti della scrittrice. Giovedì sera Monica andò a una cena di lavoro, e il sortilegio si ripropose. Fabrizio e Simona fecero nuovamente l'amore, e fu ancora più bello della prima volta.
Poi arrivò il momento di lasciare quella casa.

Il mercoledì successivo Monica partì per Bologna. Doveva partecipare a un meeting che si sarebbe protratto fino a sabato. Simona scrisse di malavoglia per un paio d'ore, quindi spense il pc. Il romanzo era già finito, stava solo ritoccando alcuni punti. Si alzò dalla scrivania e incominciò ad andare avanti e indietro per la stanza. In quei giorni era stata molto combattuta, aveva cambiato idea mille volte; ma adesso si rendeva conto che non poteva rinunciare a Fabrizio. Non aveva più fatto sesso con Monica, dato che le sembrava profondamente ingiusto: sarebbe stato un doppio tradimento. Avrebbe tradito lei perché sentiva di non amarla più, e avrebbe tradito Fabrizio che desiderava con tutta se stessa. Ormai aveva capito definitivamente di essersi sbagliata: lei voleva un uomo. Quella con Monica era stata solo una parentesi, una parentesi felice e appassionata, tuttavia destinata a finire. Non poteva continuare a ingannare se stessa, né rimandare una decisione che con il passare delle ore, dei minuti, appariva sempre più ineluttabile. Era assurdo stare con Monica per pietà. Lei avrebbe capito e, se così non fosse successo, avrebbe dovuto comunque prendere atto che la loro storia era terminata. Non aveva più futuro.
Prese il cellulare, esitò per un istante, quindi trasse un profondo respiro e digitò il numero di Fabrizio.
"Amore, vieni a prendermi!"
Lui rispose in modo concitato. "Fra due ore sarò da te, tesoro!"
Simona chiuse la comunicazione, sentendosi immensamente felice. Finalmente aveva deciso, e sapeva che quella era la scelta giusta. Uscì dalla camera per farsi un caffè.
All'improvviso sentì  un rumore di passi, poi un forte dolore alla testa.
Scivolò a terra, priva di sensi.

permalink | Leggi i commenti (144)
Commenti
#1   18 Maggio 2008 - 10:17
 
Simona finalmente ha capito di amare Fabrizio,di non essere lesbica,ha fatto un pò di ordine nella sua vita sessuale,giustamente non vuole ingannare Monica, Il finale come sempre mi ha sbalordito, brava scrittrice: Simona ha perso i sensi,spero sia incinta di Fabrizio e non ammalata.
Ma come si può ora attendere un altro post, la scrittrice chiude il post sul momento più bello.
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#2   18 Maggio 2008 - 10:33
 
e bhe ! chissà quanto sta maledendo quel guasto alla macchina . ti ringrazio per disponoibilità
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#3   18 Maggio 2008 - 10:40
 
Sempre molto brava Alessandra!
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#4   18 Maggio 2008 - 10:42
 
Ecco, ora oltre che bello il racconto si fa anche interessante :-)
Complimenti come sempre.
Hai poi svelato il mistero della ns. comune amica?
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#5   18 Maggio 2008 - 10:47
 
@ GIADALUCE purtroppo Splinder non mi aveva preso una frase importante (o forse ho sbagliato io):

"All'improvviso sentì un rumore di passi"

Buona domenica!
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#6   18 Maggio 2008 - 10:49
 
@ BALOTH quel guasto alla macchina è all'origine di tutto. A volte il destino sceglie le sue trame nei modi più impensati. Un abbraccio.
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#7   18 Maggio 2008 - 10:49
 
@ LUCY che deliziosa immagine! Ti ringrazio, carissima :-)
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#8   18 Maggio 2008 - 10:51
 
@ UNDERWETBASTARD siamo arrivati a un punto cruciale.
(Purtroppo non sta troppo bene. Le auguro di rimettersi al più presto perché le voglio bene).
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#9   18 Maggio 2008 - 11:13
 
Siccome io sono drastica,e mi viene da pensare che quel forte dolore alla testa sia causa di una botta che le ha dato Monica,assistendo alla telefonata..
ora la lega e la fa sua prigioniera..
ma arriverà il principe azzurro a salvarla!
che mente contorta ho...
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#10   18 Maggio 2008 - 11:37
 
@ PIOGGIACALDA forse meno contorta della mia ;-)
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#11   18 Maggio 2008 - 11:44
 
Dunque con Fabrizio era "solo" amore... Bene. Allora ha un senso...
Dando erroneamente per scontato che la botta in testa sia opera di Monica, mi è tornato in mente un tuo racconto in cui c'era una Monica tradita (se non sbaglio) e vendicativa. Forse ti ispira il nome! Sempre ammesso che ora sia lei.
:*
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#12   18 Maggio 2008 - 11:44
 
Forse quei passi erano di Tom Bombadil ,passato per caso. Sono ansiosissima. Questo post ion questa domenica uggiosa mi ha donato una splendida domenica.
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#13   18 Maggio 2008 - 11:55
 
@ ARIENDIL naturalmente non posso anticipare nulla. Potrebbe essere Monica o Tom Bombadil oppure una terza persona (magari un lettore deluso).
E' vero invece che il nome Monica mi ispira...
Baci *
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#14   18 Maggio 2008 - 11:56
 
@ GIADALUCE ne sono veramente lieta, cara. La soluzione è rimandata alla prossima puntata. Un abbraccio.
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#15   18 Maggio 2008 - 12:03
 
Stavo impazzendo per ricordare quale fosse il racconto e alla fine l'ho cercato... Avevo fuso due racconti diversi in un'unica storia! Stupendo!
Ci sentiamo, bella!
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#16   18 Maggio 2008 - 12:19
 
@ ARIENDIL se non ricordo male, era un racconto che non ti era piaciuto. Non rammento se la protagonista si chiamasse Monica. Probabilmente, sì. Oppure era un'altra storia ancora?
Ribaci ^^
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#17   18 Maggio 2008 - 12:23
 
Caspita..chi sarà mai stato a tirarle una botta in testa e a farla svenire?? Non è che è stata Monica che l'ha sentita parlare al telefono?? Magari era tornata a casa senza avvisare e l'ha sentita... Bo! Tutto è possibile... Aspetto con ansia il seguito!!
Come sempre sei bravissima!!
Un bacione :-)
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#18   18 Maggio 2008 - 12:34
 
Erano due racconti che non mi erano piaciuti! POLITICALLY INCORRECT e UNA DONNA DEVE SAPER DIFENDERE CIO' CHE E' SUO. Monica era la protagonista del primo, ma il tradimento-omicidio era nel secondo! Ahahah!
Si vede che mi sembrava talmente improbabile che tu avessi potuto scrivere ben due cose che non mi sono piaciute che le ho fatte diventare una sola! ; )

PS: Ho aggiunto il tuo libro su anobii.
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#19   18 Maggio 2008 - 13:04
 
@ WONDERELY grazie, cara! Con il prossimo capitolo scopriremo cosa è successo in quella casa.
Smack :-)
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#20   18 Maggio 2008 - 13:10
 
@ ARIENDIL adesso ricordo! Pensa che POLITICALLY INCORRECT sarebbe dovuta diventare una serie, ma poi tu mi dissuadesti (anch'io mi dissuasi da sola, a dire il vero). Avevo già scritto il secondo episodio...spetta...

Quando Monica conobbe Daniela pensò subito che fosse la vittima perfetta. Le era piaciuto violentare e poi uccidere Lucia, ma meno di altre volte. Lucia non aveva praticamente opposto resistenza, si era lasciata strangolare senza quasi reagire, non aveva dimostrato alcuna dote particolare nemmeno durante l'amplesso con lei e con Max. Si era limitata a godere, comportandosi tuttavia in modo passivo. L'unico momento eccitante di quella notte era legato a una frase: "Per favore, basta! Mi fa schifo!" Era eccitante per due opposte ragioni, la prima che Lucia era stata costretta ad accettare un'esperienza sessuale che non desiderava, la seconda che comunque, in seguito, aveva cambiato idea. Ma non era molto. Ricordava con maggiore piacere Mariella, che aveva tentato di ribellarsi, costringendo Max ad intervenire. L'aveva finita lui, soffocandola con il cuscino. Un ricordo ancora più bello era rappresentato da un incredibile pomeriggio invernale, in cui aveva fatto letteralmente impazzire una certa Rosalba, procurandole non meno di cinque orgasmi.
Daniela era bionda, snella, graziosa. E soprattutto sembrava una donna molto sicura di sè, aveva l'aria decisa e arrogante della top manager in carriera. Inoltre, era sofisticata ed elegante. Monica la invitò a bere un drink a casa sua. Lì avrebbero concluso l'affare che stavano trattando.

Non fu necessario drogarla. Erano soli in casa, e la casa era isolata. Un bosco la separava dal paese più vicino. Benchè si trovasse a soli venti chilometri da Milano, era un luogo appartato e sicuro, ideale per quei particolari svaghi. Monica la invitò ad accomodarsi sul divano davanti al camino; scambiarono quattro chiacchiere sorseggiando tranquillamente un porto. Max comparve all'improvviso. La portarono di peso in camera da letto, il muscoloso nero la spogliò e le legò i polsi, mentre Monica a sua volta si svestiva.
Purtroppo furono sufficienti pochi minuti per capire che Daniela non rappresentava affatto la vittima perfetta. Si contorceva e si dibatteva, ma, a differenza di Lucia, non perché fosse eccitata, bensì per il palese disgusto che provava. Max si accarezzava invano: non c'era niente di intrigante in quello che stava succedendo su quel letto. All'ennesimo tentativo di Monica di baciarla sulla bocca, Daniela le morse a sangue la lingua. Monica la colpì con un violento manrovescio. Da quel momento, la donna subì passivamente la violenza sessuale, senza mai mostrare il minimo segno di eccitazione. Era inutile proseguire. Irritata, Monica le spiegò nei dettagli la sorte che la attendeva. Guardandola negli occhi e leggendo tutto il terrore che provava, finalmente provò un brivido di piacere.
Max andò in bagno e riempì la vasca di acqua calda. Dopo pochi minuti, Monica costrinse Daniela a scendere dal letto e a raggiungere il luogo dove avrebbe concluso i suoi giorni. La donna si lasciò cadere in ginocchio, aggrappandosi alle sue gambe e scongiurandola di risparmiarle la vita: fu l'unico momento veramente intenso di quella serata deludente. Max la sollevò di peso, calandola nella vasca. Mentre Monica si masturbava, le tenne la testa sotto per un minuto. Poi la lasciò respirare. La sospinse nuovamente sotto, e questa volta fece trascorrere due minuti prima di concederle una boccata di ossigeno.
Tre minuti. Daniela riemerse boccheggiando, respirò avidamente, ma non ebbe il tempo per chiedere ancora pietà.
Tutto finì con la quarta immersione. Mentre il nero andava a seppellire la povera donna nel bosco, Monica tornò in camera, pregustando una scopata selvaggia.
Tuttavia era molto delusa. Avrebbe dovuto scegliere la prossima vittima con maggiore attenzione.

PS: grazie!!!
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#21   18 Maggio 2008 - 13:54
 
Letto... Vedi, Ale... Io l'ho sempre detto che tu sei una donna intelligente, tra le altre cose.
: )
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#22   18 Maggio 2008 - 14:01
 
sempre più avvincente anche se non approvo la scelta di Simona
ot in bocca al lupo x oggi :))
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