anneheche blog

Odi et Amo

Questo è il mio Libro

"Lesbo è un'isola del Mar Egeo", Borelli editore, collana Pizzo Nero, 166 pagine, 12 euro. E' una storia d'amore, di sesso e di passione. Lo spunto di partenza del romanzo è dato dall'incontro della protagonista con Maddalena, una ragazza conosciuta al mare, che la seduce, iniziandola all'amore saffico. La vicenda si svolge fra Milano e Cannes, il Giappone e la Brianza, alla ricerca di un sentimento puro che sembra non possa appartenere al karma di Alessandra... Lo trovate nelle migliori librerie; se non dovesse esserci, sarà sufficiente ordinarlo. Comunque, è reperibile anche su IBS: basta digitare il mio nome e cognome, oppure il titolo del libro.

LA RECENSIONE DI LUNA70: “Lesbo è un’isola del Mar Egeo” è il romanzo d’esordio di Alessandra Bianchi. Il tema trattato è piuttosto attuale: la storia di una ragazza che si rende conto di sentirsi attratta sessualmente dalle donne e le sue prime esperienze d’amore e di sesso, nonché i turbamenti che ne derivano. Il linguaggio è semplice e scorrevole, cattura l’attenzione del lettore sin dalle prime righe senza mai stancare; le descrizioni sono brevi e concise ma si inseriscono nel contesto con precisione ed accuratezza. Anche le scene erotiche sono ben delineate, senza mai risultare volgari o banali e i personaggi sono decisamente credibili al punto da non riuscire a distinguere dove comincia la finzione e finisce la realtà. Il lettore è portato, pagina dopo pagina, a provare simpatia per la protagonista, a gioire e soffrire con lei come durante l’episodio in cui è vittima di uno stupro, o quando per la follia di una psicopatica prima rischia di perdere il lavoro e successivamente la donna che ama fino ad arrivare a un finale che è un crescendo di suspense e paura. Insomma, per essere un romanzo erotico che non è di certo il genere preferito dall’autrice (Alessandra predilige gli horror alla maniera di Stephen King, che più volte nomina all’interno della sua opera) beh non posso far altro che complimentarmi con lei per la sua bravura..

LA RECENSIONE DI MARLENEINNOIR:

Coesistono in esso descrizioni paesaggistiche e naturali sublimi , moti della psiche ed emozionali dei personaggi principali descritti in modo magistrale e , non da meno , avventura umana , sentimenti veri , con uno stile assolutamente personale che la contraddistingue assolutamente . “Lesbo è un’isola del Mar Egeo ” è un libro intriso di tutto questo , c’è una grande scorrevolezza , si “beve” tutto d’un fiato , si respira , si sente dentro , si sentono le emozioni dell’autrice che ne diventa la protagonista perchè scrive in prima persona e si avvertono le atmosfere giocate tra varie ambientazioni rurali o urbane . Avendo conosciuto Alessandra Bianchi non mi ritengo fortunata solo perchè io sono sicura che avrà il successo che merita con questa sua opera , ma anche e soprattutto perchè ho avuto l’occasione di conoscere (seppur solo mediaticamente) una persona con un alto livello culturale e soprattutto uno spessore spirituale e morale incredibile , una sensibilità non comune.

LA RECENSIONE DI VINCE:

Ho terminato il tuo libro domenica, ecco cosa ne penso. DIFETTI: Un paio di ripetizioni e, in qualche occasione, arrivi troppo presto al "succo". PREGI: Scrittura scorrevole,chiara,che coinvolge il lettore. Mi è piaciuta,in particolare, la seconda metà del libro:l'ho letteralmente divorata! Giudizio finale:Very bello... Ora, però,aspetto il seguito.

LA RECENSIONE DI GIOVE181:

Ho finito pochi minuti fa di leggere il tuo libro. L'ho trovato bello e intrigante. Mi ha fatto scoprire un mondo che non conoscevo anche se spero non sia tutto così. L'immagine complessiva del mondo omosessuale femminile che ne deriva non è forse dei migliori. Non so quanta realtà vi sia nel tuo racconto ma nell'esperienza che descrivi a volte, spesso, sembra che la donna sia merce di se stessa. Ideale tanto combattuto nei confronti dell'uomo. Il racconto è scorrevole e sono contento di averlo letto.

LA RECENSIONE DI UNDERWETBASTARD:

Ieri mattina mi è arrivato il tuo libro, come un bimbo a natale mi ci sono tuffato e in un'apnea durata un paio d'ore scarse l'ho letteralmente divorato. Bello, mi è piaciuto molto, nonostante i molti momenti cupi e decadenti della tua storia che spero ardentemente essere stati meno drammatici di come li hai descritti. Lo stile fresco e scorrevole ne fa un piacevole romanzo, le vicende erotiche narrate nei dettagli (anche se spesso fini a loro stesse) scatenano nel lettore emozioni molto forti e l'immaginazione vola a quei letti madidi di sudore e sesso. E' comunque un ottimo lavoro che merita le luci della ribalta.

LA RECENSIONE DI MONICA8000:

Volevo dirti che ho finito di leggere il tuo libro. E' bellissimo! Come fai a essere così scorrevole? Se scrivessi di spionaggio saresti una Ken Follett. E la sai una cosa? Le ultime pagine mi hanno fatto venire il mal di pancia per lo stress! Complimenti, sei grande!

LA RECENSIONE DI BRIANZOLITUDINE:

Mi è piaciuto molto il finale, narrazione con sorpresa che non mi aspettavo. Poi la tua prosa è davvero incantevole.

LA RECENSIONE DI LADYSACKVILLE:

Sincera, sincera, sincera!!! Ti ho seguita per mano avida di sapere che cosa sarebbe successo in seguito, mi sono comunque ritrovata costretta a bloccarmi più volte nel corso della lettura. Ci sono certi aspetti che mi hanno fatto molto male (confesso: fino a portarmi alle lacrime), altri che erano talmente poetici da meritare una rilettura, alcuni, invece, mi hanno divertita tantissimo (la cura che dedichi al vestiario e alle scarpe dà molta verità alla tua storia – detto tra noi condivido i tuoi gusti ^^). Nell’autodistruzione del tuo personaggio avrei preferito, a tratti, una maggiore introspezione, ma non è una critica! L’hai già resa molto bene così, ma c’è una tale profondità in alcuni punti del romanzo, che quando manca, si percepisce subito la differenza e sembra quasi che qualcosa ti abbia trattenuta. Che dire alla fine?! Ti ho letta passando in rassegna tutte le sensazioni possibili e immaginabili. “Trasmettere” e scuotere le anime è un po’ l’obiettivo di ogni artista (uno dei miei più grandi piaceri è far ridere o piangere il mio pubblico a teatro!). Tu con me hai fatto questo ed altro, mi hai davvero emozionata. Ti ammiro moltissimo Alessandra, sia per la tua bravura, che per il tuo coraggio. Sappi che hai una grande fan.

LA RECENSIONE DI LADYLILITH:

Ieri ho ricevuto il tuo libro...l'ho finito SUBITO!!ci ho messo circa due ore e mezza...ok,forse ho fatto male a divorarlo,ma se un romanzo mi piace non vedo l'ora di finirlo!! E', per dirla alla Isabella Santacroce,very coinvolgente ;-) mi è piaciuta molto la figura di tuo padre. grandioso anche il capo americano. Barbara è semplicemente odiosa.sei stata fin troppo paziente con lei. Mi ha indignata la vicenda giudiziaria a seguito della violenza. Tra le donne che hai descritto mi è piaciuta la francesina, Isabelle se non sbaglio. Invece Maddalena insomma...forse perchè sono di parte e odio come ha trattato Alessandra... nel romanzo varie persone ammirano le tue gambe...ricordi che anch'io avevo notato questo tuo (bel) particolare?

LA RECENSIONE DI FAMOHPSSE:

E’ stato bello leggerti. Avere delle pagine in mano che diventano una persona. Essere coinvolti nei momenti che segnano. Seguire l’abbandono a se stessi quando questo giunge per incontrollabile corrente. Sesso come vita, puro in quanto solamente tale. Pieno, senza spazi per altro. Determinante, perché barca con cui fare i conti per arrivare alla propria isola, per arrivare a quel che si vuole d’altro. E’ stato bello leggerti e coglierti donna nelle tue sensibilità, nelle tue fragilità e risolutezze. Nel tuo modo d’essere sfrontato e vulnerabile, naturalmente femminile. A prescindere. LESBO E’ UN’ISOLA DEL MARE EGEO ha pagine calde, di buon fuoco, visive nei nudi, con punte di emozioni senza via di fuga. Ci sei dentro con il tuo vissuto, omo o etero che sia, e lo trasmetti e lo partecipi come ad un amico, che diviene amico, e l’ultima pagina suona come un arrivederci.

LA RECENSIONE DI SILENES:

...è un libro che leggi d'un fiato...la via del piacere per scappare dagli abissi del dolore...per frantumare lo specchio dell'anima...

LA RECENSIONE DI MAURAROCK:

E'un romanzo, di quelli che si leggono velocissimamente, perchè non ti va di fermarti ed aspettare. Un interessante e soggettiva spiegazione dell'omosessualità, priva di retorica sul maschio solo sesso - calcio -bistecca, si evita il maschio ma si comprende l'uomo. Folkloristiche le sensazioni di una donna, profondamente rispettosa dell'universo femminile, che oltre a far parte di questo, lo ama, lo desidera e vuole assaporare il gusto della donna, intesa come femmina, intesa come amante e come Amore. Viscerale, straziante ed eccitante. Amare, come solo una Donna, sa fare.

LA RECENSIONE DI BLUEYES9:

La volontà quanto l'immaginazione sono ingenuità terrene,costantemente in rilievo,in questo mirabile,romanzo a sfondo erotico.Le circostanze,crude,vicine tanto da sfiorarci,intense come assaporate dalle nostre stesse labbra,vengono espresse,ottenendo una narrazione scorrevole,in forma avvolgente ed essenziale.Non temono di certo la franchezza,le parole della scrittrice,se non,quella,schietta,della passione stessa,condotta per mano in caduta libera,verso isole inesplorate.Nella mente di Alessandra le intime carezze fanno da culla,apparentemente imprigionate,dai primi smarrimenti d'amore,lasciandole quell'amaro in bocca che la trascinerà al limite dell'apparente rassegnazione agli eventi,fino al completo accoglimento delle sue emozioni.Tra incertezze abbandoni e donne interessate a corrompergli il cuore e lo spirito,ci sarà anche chi saprà viverla proprio come ciò a cui lei ambisce...?La si vedrà ,nelle ultime tracce di sè,donare tutte le sue virtù, ad una donna degna di ogni stima?

LA RECENSIONE DI MOON:

Lesbo è un’isola del Mar Egeo di Alessandra Bianchi (Borelli editore), ormai diventato icona cartacea dei circoli lesbo del web, ma non solo, racconta la scoperta dell’omosessualità femminile di una bambina. Che si scopre ragazza e poi donna. La vita dell’autrice, in parte romanzata, si dipana in direzioni spazio-temporali e geografiche diverse, in più percorsi mentali, perdendosi in un abisso di momentanea perversione…un’immersione nel torbido per poi riaffiorare in superficie. Da Milano a Cannes al lago di Como e zone limitrofe, l’esistenza di una donna che ha scelto di parlare scrivere raccontare in prima persona la sua diversità senza falsi pudori. La protagonista esplora le strade dell’eros, cerca se stessa, la sua dimensione. E forse alla fine si trova…. Bello il finale aperto…. Ci sarà un seguito?

LA RECENSIONE DI JOLIE78:

Ciao, non ho mai scritto in questo sito e nemmeno in un blog, ho letto di te e pur non avendo ancora terminato il tuo libro ho sentito di doverti cercare per farti i miei complimenti. Ho letto le recensioni che ti hanno scritto e io non ritengo di essere all'altezza per replicare meglio di quanto non abbiano già fatto...però volevo dirti che sin dalle primissime pagine mi sono emozionata, la facilità di lettura, il trasporto che trasmetti nelle tue parole, i racconti travolgenti e così intensi a tratti angoscianti e strazianti mi hanno avvolto, rapito e inebriato. Raramente un solo libro riesce a trasmettermi tanto...leggo abbastanza e di vario genere ma tu per essere un'"esordiente" sei davvero molto brava. Ti faccio i miei complimenti....spero di rileggerti presto...ma ovviamente solo dopo una degna ispirazione! :-) Un bacio

LA RECENSIONE DI FABIOART:

Ho letto il tuo libro durante un viaggio, e mi hai lasciato senza parole... cosa peraltro non particolarmente facile! Non so quanto di quello che hai scritto appartenga alla realtá e quanto all'immaginazione (non sta a me credere o non credere), ma lascia che ti dica che in un caso ammiro la forza che dimostri, anche se travestita da fragilitá; nell'altro lo splendido percorso che fantasia e sensibilità hanno compiuto per comunicare in modo gentile concetti tanto pesanti. Se il tuo libro è la risultante delle due cose assieme, allora siamo davanti ad un'opera che definire "romanzo" è riduttivo. Perdona la frammentarietá di questo messaggio, ma sto scrivendo dal palmare: non volevo attendere un istante di piú per scriverti. Ti ammiro. Sinceramente e spudoratamente! Scherzi a parte: sull'Eurostar mi sono bevuto il tuo libro in un solo fiato. Bello! Mi piace. Ha una prosa scorrevole, avvolgente... mi sembrava quasi di ascoltare un'amica che si raccontava davanti ad una birra col caminetto acceso. Tutta la stima di questo mondo, Ale... Tutta la stima.

LA RECENSIONE DI GATTOQUATTO:

La prima sensazione che si è impadronita di me durante la lettura del libro di Sandra è stata di disagio: disagio per essere maschio. Invero in tutto il romanzo l’unica figura maschile che si salva dal naufragio è quella del padre della protagonista (se si esclude un accenno finale ad un incontro estemporaneo con un amico, volutamente lasciato in sospeso dall’autrice). A parte il drammatico episodio dello stupro di gruppo rimasto impunito, vi sono figure maschili che appaiono qua e là sospese nel vuoto, come semplici comparse. Né avrebbe potuto essere altrimenti. Non m’interessa in questa riflessione ripercorrere le tappe dell’odissea della protagonista nell’universo femminile delle sue amanti, amiche, o rivali che siano. Certo Alessandra intraprende il viaggio alla ricerca di sé, un viaggio irto di pericoli, che rischia di portarla ad una morte precoce, assurda ed improbabile come il suo disperato viaggio nell’ignoto (questa è una delle soluzioni proposte al termine del viaggio)…e più volte mi è venuto in mente, scorrendo le peregrinazioni della giovane donna verso gli abissi dei sensi nei quali è intenzionalmente sprofondata per poi riemergere con coraggio ad un nuovo incipit, l’esordio dantesco: “nel mezzo del cammin di nostra vita m’incamminai per una selva oscura, che la diritta via era smarrita”. Non m’interessa neppure il masochismo della ragazza che, pur avendo una soglia del dolore molto bassa, assume come viatico per la catarsi la sofferenza fisica disperatamente cercata nel piacere dei sensi, nell’impervio connubio tra eros e thanatos. Qui mi preme invece sottolineare come il romanzo si dipani in mille rivoli di sensazioni, emozioni, escursioni naturalistiche e baccanali, abiezioni e riscatti, in una sorta di panacea della sofferenza, di allegoria della sopravvivenza, di esaltazione della solitudine interiore…con piglio sicuro e padronanza stilistica la Bianchi porta il lettore a compromettersi con l’autolesionismo della protagonista, a diventarne complice, a subirne le conseguenze morali ed emotive. E poi ci sono i luoghi, non i luoghi comuni, ma i luoghi che, per uno strano scherzo del destino, conosco per averli visitati o perché sono quelli dove vivo attualmente. Dai più remoti, come l’isola di Mitilene, dove trascorsi una delle più intense vacanze della mia vita, a Cannes, dove non riuscivo mai a sostare con la mia auto, finché un giorno non scoprii un parcheggio incustodito lungo una stradina angusta, descritta da Alessandra come la strada delle streghe (un’idea narrativa rimasta incompiuta). Attraverso le esperienze profonde od estemporanee di Sandra mi sono sentito un testimone scomodo, scomodo in quanto maschio e, come tale, fuori dalle regole del gioco, e tuttavia coinvolto nel tourbillon erotico ed autodistruttivo che conduce Sandra all’appuntamento col suo destino. E poi la Brianza, dove vivo attualmente; i boschi dell’entroterra lecchese, i parchi, il rumore del silenzio tra le foglie di platani e faggi messi lì a proteggere con una fugace parentesi la protagonista dai marosi e dalle tempeste provocate delle delazioni anonime di un’amante gelosa.. Da ultima, la nostra madre patria, una Milano che ho rinnegato molti anni fa, quando capii che da bere restava soltanto l’acqua putrida dei Navigli, e l’inquinamento ambientale e delle coscienze. Un racconto che non accusa mai momenti di “stanca”, e non solo grazie al “facile” espediente delle descrizioni erotiche (peraltro mai volgari), ma anche, anzi, soprattutto perché i personaggi sono dipinti con pochi, ma efficaci tratti di pennello nella loro essenzialità. Alessandra Bianchi non perde mai di vista la dimensione interiore dei suoi personaggi, la loro conflittualità emotiva ed esistenziale, non si lascia mai prendere la mano dalle descrizioni più crudelmente erotiche, il suo progetto è chiaro e coerente nella sua complessa semplicità. Dunque, un libro che si “beve” tutto d’un fiato e che, soprattutto, ci induce istintivamente a riflettere una volta di più su noi stessi e sul senso della nostra vita.

LA RECENSIONE DI ARGENIOGIULIANA:

Il libro di Alessandra mi ha lasciato un retrogusto di disagio e rabbia: disagio poiché nella sofferenza femminile mi ci ritrovo al cento per cento e rabbia nei confronti del “branco”. Indipendentemente dal percorso esistenziale della protagonista, vi è un solo e unico punto sul quale mi soffermerò. L’auto distruzione e l’autolesionismo sono gli ingredienti che pervadono dall’inizio alla fine il romanzo, lasciando uno spiraglio di luce e speranza unicamente alla fine del libro. Lo stupro di gruppo è stato il passaggio più doloroso da affrontare durante la lettura, non tanto perché vi abbia ravvisato similitudini di esperienza ma perchè ho provato l’insano bisogno di uccidere materialmente gli aggressori. Probabilmente per una questione che mi appartiene per nascita e per l’istinto feroce che mi assale immediato, nei riguardi di un certo atteggiamento criminale maschile. La ricerca d’amore autentico spinge una giovane donna a sfiorare lungamente il crinale sottile che esiste tra la vita e la morte. Secondo il mio modestissimo punto di vista, vi è un equivoco macroscopico all’origine del bisogno amoroso. Tutto passa attraverso la pura attrazione fisica immediata, quasi questa ragazza non fosse null’altro che corpo-materia. Probabilmente ciò è dovuto alla giovane età di tutti i protagonisti e la necessità di sperimentare si allaccia alla condizione anagrafica. Sfiorare il disastro produce una quantità di endorfine distillate purissime ma, alla lunga, annienta. Vi sono tutti gli ingredienti per immaginare una pellicola tristissima e attuale. La storia trova brevi respiri nella descrizioni di luoghi che conosco e Alessandra mi ci accompagna per mano mentre continuo a lacrimare dentro, non tanto per presunti rimpianti della mia vita passata, ma per il terribile decorso della sua. A tratti ho provato l’impulso di spingerla fuori dalla storia che narra, di prenderla per un braccio e darle due potenti ceffoni. Immancabilmente mi ritrovavo a fare l’esatto contrario e, proteggerla, era l’unica sensazione reale che mi pervadeva. Il libro è scritto con uno stile semplice e fluido, quasi vi fosse l’intenzione voluta di dar spazio solo agli avvenimenti terribili, alle delusioni costanti. Più che erotico, il romanzo mi è apparso spaventosamente drammatico. Va letto senza pregiudizio di sorta, ponendo attenzione all’anima della protagonista che pur nella sua immensa fragilità, nasconde un istinto di sopravvivenza notevole.

LA RECENSIONE DI IRINAP:

“Saffo era una grande poetessa ma è passata alla storia perché era lesbica”. Questa la frase con la quale Alessandra Bianchi apre il suo libro… ed è solo l’inizio, un incipit storico, semplice, diretto, privo di virtuosismi. E così Alessandra colpisce per la prima volta… e di colpi di scena, batticuori, battaglie se ne ritrovano fino all’ultima pagina di “Lesbo è un’isola del Mar Egeo”. Può non piacere il suo stile, personalmente lo trovo scorrevole, da mangiare con gli occhi e l’immaginazione in poche ore e… genuino. Non ci è dato sapere quanto sia stato davvero vissuto dall’Autrice e quanto, invece, sia frutto della sua fantasia… ma si tratta comunque di episodi narrati in prima persona, assolutamente verosimili e che si susseguono velocemente uno dietro l’altro e uno tira l’altro, come le ciliegie. Episodi che aprono l’universo, o meglio, una parte dell’universo della personalità della protagonista e di una parte della sua vita, sicuramente non banale… costellata non solo di persone che agiscono nel bene o nel male, ma anche di descrizioni, sensazione a fior di pelle, brevi attimi di poesia e riflessioni sincere. Il romanzo è ricco di immagini piccanti le quali non cadono mai e poi mai nella volgarità, ma conservano intriso nell’inchiostro il sentimento autentico della protagonista e dei personaggi che l’accopagnano. Erotico? Non solo, il racconto è Vita in quanto tocca molteplici corde del cuore e della mente, quelle di ognuno di noi, facendole vibrare talvolta rumorosamente, talvolta con delicatezza… e questo spesso a prescindere dal fatto che le corde appartengano a un essere omosessuale o ad uno eterosessuale… perché siamo tutti uomini con le stesse debolezze e con quelle dinamiche sotterranee tanto simili che poi si manifestano in maniera molto diversa, a seconda del proprio vissuto, del luogo in cui si vive… a seconda delle sorprese, belle o brutte, che la vita inesorabilmente riserva a tutti senza fare troppe distinzioni. Ed è così che rimane impresso, durante la lettura di “Lesbo è un’isola del Mar Egeo”, il percorso ramificato di un’anima giovane in cerca di se stessa, che conosce l’Amore nel corpo di altre donne, che conosce il sesso nel corpo di altre donne e ancora: la protagonista alterna momenti di gioia ad altri di perdizione, attraversa strade trasgressive, impervie ed oscure e poi giunge in radure incantate e il ciclo ricomincia: autodistruzione e rinascita, come lava che cola lungo i pendii dello spirito per lasciare spazio poi, col tempo, ad una natura sempre più rigogliosa. Ondivaga: l’Alessandra del libro è ondivaga, si mette a nudo, sembra voglia sfogarsi, sembra voler farsi ascoltare a tutti i costi e incanalare messaggi di vita, chiari e forti, tra le righe, riga dopo riga. E colpisce davvero fino all’ultimo pensiero… un pensiero, a dire il vero, sospeso: sembra non avere fine il romanzo e il senso pare quello di voler continuare, sorridendo e sanguinando, mentre un rimescolamento interiore, irrefrenabile, quasi incomprendibile, getta l’inconscio nel passato a spolverare le antiche radici.

LA RECENSIONE DI FAUS:

Questo romanzo è classificato come erotico,ma dentro c'è molto, molto di più. L'erotismo prevale su tutto,un erotismo di classe, sensuale, intrigante, a volte molto crudo e schietto, da farti venir voglia di essere donna per poter amare un'altra donna!!! Il romanzo scorre veloce, le pagine frusciano come seta pregiata, regalando emozioni e sensazioni sublimi. Ma il bello arriva solo leggendo ... ci si accorge che non c'è solo erotismo. E' un'opera completa, puoi leggere di dolcezza, eros, autodistruzione, malinconia, dolore, amore, tragedia, vita quotidiana, leggerissime gocce di thriller in una "scena". Sì, scena, perchè mentre scorre la lettura, nella mente le parole diventano scene animate, che ti portano da Milano a Cannes, in un turbinio di sesso, mare, cibo, droga, tanto da rendere sconvolgente la lettura in certi passaggi. Come scrissi nel blog di Alessandra, a volte sentivo l'esigenza di abbracciare la protagonista del romanzo,per consolarla quando era triste, per sussurrarle nelle orecchie che certe scelte di vita la stavano portando al baratro, per farle sentire il calore di un gesto amico. Come ammesso da Alessandra, il romanzo è un misto tra autobiografia ed invenzione, e il lettore si pone spesso la fatidica domanda: "Le sarà successo davvero questo? E questo?" L'unica pecca che si può sottolineare è la velocità con cui vengono descritti gli amplessi,spesso si vorrebbe leggerne all'infinito,con descrizione dettagliata di ogni piccolo particolare. Ma questo credo che sia un difetto di noi ometti, che quando entriamo in "Pig Version" ci piacerebbe sapere per filo e per segno l'evolversi dell'atto sessuale. Che poi nel romanzo ci sono due tipi di atti sessuali (come spesso amo specificare anche io): "Scopare" e "fare all'amore". E Alessandra ci tiene molto a far capire al lettore se si trova di fronte ad un semplice appagamento sessuale o ad un amplesso tra due donne che si amano, e ci riesce benissimo. La descrizione di una scopata è evidente dallo stile di scrittura,sbrigativo,senza peli sulla lingua, quasi fosse un cerotto da strappare via. Invece il fare l'amore è descritto con passione,ardore,in maniera tale che quasi si riescono a sentire i battiti del cuore della protagonista che aumentano, il respiro che diventa affannoso, fino all'esplosione dell'orgasmo, e poi ancora, e ancora, e ancora... C'è altro da dire? Consiglio vivamente questo libro a tutti,perchè è scritto davvero bene. Dimenticavo:avrei scritto la stessa recensione anche se non avessi conosciuto l'autrice,ci tengo a precisarlo :-)

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domenica, 30 settembre 2007
Postato da anneheche

LauraDI PASSAGGISEGRETI E ANNEHECHE

ANNEHECHE:

Laura raggiunse la stazione Termini con un'unica valigia che conteneva lo stretto necessario.
Il resto glielo avrebbe spedito Luigi al nuovo indirizzo. Si fermò al bar per bere un caffè. "Perchè finisce un amore?", si chiese quasi distrattamente mentre sorseggiava la bevanda calda. Non era semplice trovare una risposta. I motivi potevano essere vari e diversi, a seconda dei casi: e ogni singolo caso era differente dagli altri.
Troppi silenzi che avevano sostituito le allegre risate. Un muro nato chissà come che aveva separato le loro anime. Binari che ormai correvano in direzioni opposte. E infine l'esplosione: la rabbia di lui, le parole gelide e taglienti che l'avevano sconvolta.
"Sono stanca di piangere.", pensò avviandosi al treno. Ma forse aveva esaurito la scorta di lacrime, perchè ormai i suoi occhi erano perfettamente asciutti. Laura amava ancora Luigi, lo aveva sempre amato sin da quel lontano primo giorno. Come per una crudele beffa del destino si erano conosciuti proprio lì, alla stazione; le era scivolato di mano il fazzoletto e lui prontamente lo aveva raccolto. Era stato sufficiente uno sguardo, un sorriso, il primo di una serie infinita. Luigi era buono, intelligente e sensibile. Da subito l'aveva fatta sentire una regina, e per lunghi anni era riuscito a proteggerla dal mondo, dalle miserie, dalla sua sensibilità eccessiva. Le aveva scaldato il cuore, condivendo con lei ogni attimo possibile; di volta in volta, si era trasformato in giullare, in principe, in ragazzino innamorato, rendendola immensamente felice. E poi...
"Cosa ho sbagliato?", si domandò sapendo già in partenza che non sarebbe mai riuscita a darsi una risposta. Forse il colpevole era il tempo che l'aveva resa meno bella. Probabilmente Luigi aveva un'amante. "Eppure non sono brutta.", si disse rendendosi immediatamente conto di quanto vacuo fosse quel pensiero. "Sono meno intelligente di lui." Ma questa era una considerazione ancora più sciocca, dato che stavano insieme da otto anni.
La sua mente corse verso il baratro nero del futuro che la attendeva; immaginò notti insonni e risvegli amari. Avevano sempre fatto la prima colazione assieme, uno dei momenti più belli delle loro giornate. Un bacio prima di uscire, un bacio alla sera quando lui tornava. Spesso si presentava con un fiore, sempre con un sorriso. Quanto le sarebbero mancati quei sorrisi? Non osava pensarci. Si rese conto che le tremavano le gambe. Respirò profondamente, con uno sforzo di volontà cambiò corso ai suoi pensieri.
Lentamente si diresse verso il suo scompartimento. Ma ogni passo era pesante, infinitamente pesante. Si sarebbe trovata un nuovo lavoro. A Milano c'erano sicuramente molte opportunità. Avrebbe frequentato una palestra, si sarebbe impegnata nel volontariato, avrebbe cercato di conoscere gente. La sua vita sarebbe cambiata: addirittura forse in meglio. Quella palese assurdità la ricondusse sull'orlo delle lacrime; non era vero che la scorta era finita, in realtà non finisce mai, simile al più grande fra gli oceani.
Salì sul treno, prese posto e tirò fuori dalla borsa un libro, sapendo già che non sarebbe riuscita a leggere. Intanto, idee confuse si mescolavano a immagini del passato. Curiosamente la più nitida era quella relativa alla prima colazione. Se fosse riuscita a cancellarla dal cuore, probabilmente avrebbe risolto ogni problema. O almeno avrebbe compiuto un primo importante passo. Analizzò quel pensiero, valutandolo e lo giudicò sensato, benchè di difficile attuazione.
Poi scoppiò in lacrime.
Fu in quel momento che una mano si posò delicatamente sulla sua spalla.
Non aveva bisogno di voltarsi per sapere a chi apparteneva quella mano.

PASSAGGISEGRETI:

Levata dal sonno, sfioro labbra
spalmate di caffè e rugiada
Ricordo.
Occhiata furtiva nell'intimità
e sguardo dolce d'un riso celeste
Rivedo.
Parole mescolate
dal suono distinto dell'addio
Riascolto.
Nuovo incontro,
infinito lavacro d'ambrosia
Rivivo.
E con te,
scorra il mio tempo ...

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sabato, 29 settembre 2007
Postato da anneheche

Francesco TottiNon ho parole!!!

Tutta sfortuna :(      

Ehm ci sono amici che si preoccupano...mi riferisco alla partita :D

Poi cancello!

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venerdì, 28 settembre 2007
Postato da anneheche

darklady"Negli abissi del tempo esisteva una grande sacerdotessa.", disse Faus portando alla bocca un cucchiaio colmo di carne e di verdura lessata. Alla fine, aveva deposto le arie da finto burbero invitando le due donne a cena e a fermarsi per la notte. "Era molto saggia e disponeva di vasti poteri. Aveva riunito attorno a sè alcune discepole, che indirizzava lungo la via del bene, elargendo loro preziosi consigli e sottoponendole a un impegnativo addestramento. La migliore di esse si chiamava Ethelweis: aveva già appreso gran parte delle conoscenze della sacerdotessa, e un giorno sarebbe diventata la sua erede. Molto dotata era anche una bellissima giovane di nome Lilith. Ma Lilith era la seconda e, avendo un immenso orgoglio, mal sopportava quella condizione. Incominciò a odiare Ethelweis, a spiare ogni suo movimento; con l'inganno le carpì molte informazioni. Poi, una notte..."
Faus si interruppe per versarsi del vino, bevve un'abbondante sorsata, dopodichè si asciugò la bocca con il dorso della mano. Chiara stava pensando che, benchè brutto oltre ogni limite, il Fabbro non era assolutamente antipatico: la sua era solo una facciata, forse dovuta alla vita solitaria che conduceva. Sughart era silenziosa e assorta.
"Una notte buia d'inverno", riprese Faus, "Lilith si recò nella camera di Ethelweis. Entrò furtivamente, senza fare il minimo rumore, si avvicinò al letto, le strappò il cuscino da sotto la testa e la soffocò, premendoglielo sul viso con tutta la forza del suo giovane corpo. Ethelweis cercò di difendersi, ma era stata colta alla sprovvista: presto smise di dibattersi abbandonandosi alla morte. Lilith era felice. Aveva eliminato la sua rivale, adesso lei sarebbe succeduta alla sacerdotessa. Ma fu vista uscire dalla camera di Ethelweis e denunciata alla saggia madre. Venne processata e condannata a morte. Sarebbe stata uccisa a frustate: tutte le discepole della sacerdotessa si sarebbero alternate allo scudiscio. Si trattava di una morte terribilmente dolorosa, ma la sua colpa era molto grave e certamente non meritava alcun genere di pietà. Inutilmente Lilith pianse e supplicò, inginocchiandosi per terra e spazzando il pavimento con i lunghi capelli. Fu condotta fuori e legata ad un albero. La prima frustata le strappò un grido di dolore, ma..."
Faus si interruppe nuovamente per versarsi ancora da bere. Se dall'esterno la sua casa appariva fatiscente, all'interno invece era piacevole e arredata in modo confortevole. Un ceppo di legno ardeva nel caminetto, la tavola era riccamente imbandita, candele sapientemente disposte ai quattro lati della stanza diffondevano luce e un gradevole profumo. Chiara sorseggiò il vino, trovandolo squisito.
"Ma non ci fu una seconda frustata. Lilith aveva appreso molto, conosceva la magia, anche se a fin di male. Una quantità di corvi calò all'improvviso dal cielo, puntando agli occhi delle ragazze. Lilith fu liberata, si impadronì di uno scudiscio e, facendosi largo fra le fanciulle che tentavano inutilmente di opporsi all'assalto degli uccelli, raggiunse la sacerdotessa. La uccise lentamente. Mentre la saggia madre si contorceva per la sofferenza, la mente di Lilith entrava in lei, scandagliando la sua anima e impadronendosi di tutto il suo sapere. Quando la sacerdotessa spirò, Lilith era divenuta fortissima. Liberò una malvagia risata di vendetta e giurò che avrebbe servito per sempre il male. "Non mi chiamo più Lilith!", gridò all'esercito di corvi. "Da oggi io sono Mermaid, tuttavia mi conosceranno con il nome di Dark."
Faus scosse gravemente la testa. "Non potete nulla contro di lei. Ecco perchè non vi darò l'ultima spada rimastami."

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mercoledì, 26 settembre 2007
Postato da anneheche

Chiara è al mare con la sorella Stefania. Le due ragazze trovano un anello che trasporta Chiara in un altro mondo. Qui la attende Sughart, una fata in lotta con la strega Dark. Chiara apprende che un'antica profezia indica che solo una persona venuta da fuori può sfidare Dark. Le due donne partono alla volta del castello della strega. Dopo aver sconfitto un mago, servitore di Dark, Sughart annuncia alla ragazza che le procurerà una spada magica...

Quando Chiara e Sughart entrarono nel bosco di Toradir, il sole splendeva alto nel cielo.
"Questo è uno dei pochi luoghi ancora immuni dal potere di Dark.", disse la dama. "E qui troveremo la tua spada." Chiara si guardò intorno. Lo scenario era fiabesco: alberi sconosciuti e bellissimi si stagliavano ai lati del sentiero che stavano percorrendo; non c'era neve e sembrava di essere in primavera, dato che in ogni dove spuntavano fiori dai mille colori frammisti a ciuffi di erba tenera. L'aria era dolce e profumata.
Si inoltrarono nella foresta per un lungo tratto, poi in prossimità di una grande faggio svoltarono verso occidente, seguendo una pista più stretta e disagevole. "Ormai siamo quasi arrivate.", disse Sughart indicando una collina che svettava sulla vegetazione a circa mezzo miglio di distanza. "Lì vive Faus."
All'improvviso Sughart si fermò bruscamente. Aveva l'espressione vigile e attenta. Si guardò intorno, mentre Chiara la imitava chiedendosi cosa avesse sentito la dama. Ma il bosco sembrava deserto; dopo qualche istante la fata riprese il cammino, seguita dalla ragazza. Chiara non osava parlare, ma adesso aveva paura: era come se un vento gelido fosse entrato in lei, e quella sensazione di freddo la sgomentava perchè le rammentava gli artigli del Male. Ricordò il corvo che aveva assalito la dama: era un essere malvagio e crudele, tuttavia la fata lo aveva ucciso. Quel pensiero la rasserenò; Sughart era molto potente e l'avrebbe protetta. La sgradevole sensazione di gelo svanì, e la giornata parve riempirsi di nuovi colori.

Non distante da loro, celata alla vista da una grande quercia, una donna le osservava. Era alta, bruna, avvolta in un mantello nero. Che andassero pure dal Fabbro! Al momento opportuno Dark si sarebbe occupata di loro. Ceinwyn fece un sorriso sprezzante e scomparve nel folto degli alberi.

Sughart e Chiara raggiunsero la sommità della collina mentre il sole incominciava a calare. Videro una piccola casa di pietra dall'aspetto fatiscente. Seduto su un ceppo, davanti alla porta, sedeva un vecchio dall'aspetto ributtante. Stava fumando la pipa con aria accigliata. La dama lo informò del motivo della sua visita.
Faus rovesciò la testa all'indietro ridendo. Poi sgarbatamente disse: "Perdi il tuo tempo, Sughart. E' da tempo immemorabile che non costruisco più spade!"

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giovedì, 20 settembre 2007
Postato da anneheche

earringVermeerFaceva freddo e il lago del Segrino era avvolto nella nebbia, ma Irina non aveva paura.
Guardava davanti a sè scorgendo quel poco che poteva vedere, mentre i suoi pensieri percorrevano strade sconosciute e inedite. Aveva smesso di ricordare e preferiva accogliere quasi passivamente impressioni ed emozioni che sembravano provenire dalla mente di un'altra persona. Irina era caustica, brillante e spiritosa. Dotata di un alto spessore intellettivo, lo aveva messo al servizio di molteplici attività, anche e soprattutto sociali. Lavorava con i bambini. Scriveva. Forse amava. Ma adesso tutto questo non contava più. Venendo in macchina da Como aveva osservato dal finestrino la sera che si rivestiva di bruma. Una strana associazione di idee le aveva fatto pensare all'ultimo haiku che aveva scritto..."cascata di pensieri mi incenerisce", ma quelle parole, quei versi riflettevano solo in parte il vuoto del suo cuore: esso era simile a un abisso che reclamava la sua anima.
Irina amava l'autunno. Le foglie ingiallite che cadevano dagli alberi creando sentieri sorprendentemente fiabeschi, l'atmosfera colma di pace che racchiudeva l'aspettativa dell'inverno, le piante che respiravano piano in attesa della carezza della neve. L'odore delle caldarroste, il fumo che saliva lento nel cielo, i boschi che assaporavano gli ultimi raggi di sole donando alla vista paesaggi superbi che solo un grande pittore avrebbe saputo cogliere. Oppure un poeta dotato di fervida immaginazione. L'estate era calda e frenetica, l'autunno sereno e riflessivo. Irina fissò lo sguardo sullo specchio d'acqua, avvertendo che il gelo che aveva sommerso il suo cuore lentamente veniva sostituito da una sensazione di profonda calma. In quella calma poteva cercare e trovare nuovi significati che forse fino a quella sera le erano sempre sfuggiti. Il vento sibilava ma non era un rumore che intimoriva, non un richiamo di lupi bensì l'eterna saggezza della natura troppo spesso oltraggiata dall'uomo. Il lontano richiamo di un uccello. Uno scoiattolo che passò furtivo. Poi il silenzio, che racchiudeva in sè musiche sublimi. Lei poteva sentirle. Sorrise.
Irina dalle bionde trecce. Lo so: in realtà i tuoi capelli sono castani, lunghi, mossi, in perfetta armonia con gli occhi cui appartengono sfumature verdi, marroni e grigie. Ma nel mio immaginario rimani la fanciulla dalle bionde trecce. Adesso ti alzi, spolverando il vestito, e ti allontani lentamente dall'acqua.
Non ti avrà. Nè questa notte nè mai
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mercoledì, 19 settembre 2007
Postato da anneheche

anne- post these rules;

- each person tagged must post eight random facts about themeselves;

- tags should be written in a post dedicated to;

- at the end of the post eight or more people have to be tagged and named;

- go to their page and leave a comment telling them they've being tagged!

(postare le regole, parlare di otto fatti a caso che riguardino se stessi in un post dedicato, scegliere altre otto persone da taggare e dire loro che sono taggate).

1 Perchè non posterò più la Luce Verde.
Benchè io sia fermamente convinta della assoluta irresponsabilità di un autore, dopo lunga meditazione ho deciso di sospendere la pubblicazione di questa serie per un motivo che ora proverò a spiegare. La storia era giunta a un momento decisivo: in cambio dei sogni regalati, la misteriosa entità adesso avrebbe chiesto il pagamento di un prezzo. Dato che questo prezzo riguardava alcuni aspetti piuttosto torbidi della vita in rete, e che su Splinder purtroppo esiste anche una piccola minoranza (piccola se rapportata all'elevato numero di blog, meno piccola se intesa come valore assoluto) di persone scarsamente affidabili, non intendevo suggerire mio malgrado idee sommamente negative che avrebbero potuto causare atti irresponsabili. E' con rammarico che abbandono questa serie (forse avrei dovuto pensarci prima di incominciarla, ma all'epoca il mio blog non era così frequentato nè si erano verificati alcuni fatti strani su Splinder), tuttavia mi sembra la scelta più giusta e corretta. In ogni caso, le puntate già editate della Luce Verde rimarranno su questo sito; e in fondo, seppur incompiute, possono avere comunque un senso. Chi dovesse leggerle si sceglierà una conclusione personale della vicenda.

2 Desidero ringraziare ancora una volta gli amici che hanno comprato e letto il mio libro, "Lesbo è un'isola del Mar Egeo". Ricordo che è reperibile nelle migliori librerie; se non fosse fisicamente presente basterà ordinarlo, in negozio oppure sul portale Ibs. In questo secondo caso, sarà sufficiente digitare il titolo del romanzo o il mio nome e cognome. Poi come non rivolgere un caloroso grazie a chi ha parlato del mio libro nel suo blog? Vorrei fare i nomi, ma sicuramente scorderei qualcuno e  non sarebbe davvero una cosa carina!

3 Credo proprio che questo sia l'anno buono! Magggica tricolore?!

4 Quattro è il mio numero preferito, perciò mi fermo qui (anche perchè il mio template è pieno di informazioni su di me) ringraziando i blogger che mi hanno linkata :))) Prima, però, voglio raccontarvi una cosa divertente. Spesso, quando sono da un cliente e lui sta visionando il campionario o magari facendo una telefonata, mi impossesso del suo pc e leggo e commento i post dei miei amici. Poi gli faccio vedere il mio blog: è un metodo infallibile per vendere. Perchè di me potete  tranquillamente dire che non so scrivere, ma non che non so vendere cravatte!

wwwsplinder è linkato da 159 blog:

antiobnublilux, fraildreams, moksha20, singlexscelta, bulumba, manuelaarcore, lorilaiy, lanarratrice,  lorilaiy, arietta, fiorespontaneo, semiprendi, vince1475, carugo22060, oltreilboscoditoradir, salzach, lavoretti, taanith, pensierorumoroso, andrealazzaripercarrara, silenes, vitadasingle, ticklingblog, pioggiadaprile, pennarossa, bloblogblog, ilneodecadentismo, avantgardemusic, glioda, serendipidity, andrealazzaripercarrara, blogzob, kkarl, florathewarrior, ugc, cpr, valeriuscorvus, ipensieridelcuore, nonsoloio, quellochemifrega, amoriecatastrofi, deepadventures, incontriravvicinati, mp3staffparty, famohpsse, socrateaquilani, spherikamente, robertopellegrino, catetom, ildivanodellaheedellalu, mumblepatatrac, puma74, contenebbia, silvii, versetti, soffiodimaggio, farmacoultravioletto, adorabileparmigiana, gramignamaligna, claudiabg, adelaramos, antonella1029, casalingaprecaria, oizo, avantgardemusic, caffegrazie, myownalienplanet, graffiati, viverefelici, scarabocchiodicomicomix, lag0scur0, dalloway66, ak47, magentaeffect, candychicsoap, terminator, lolitadream, brianzolitudine, musicamiaealtro, raccontiincompiuti, erotikaneve, labbradimiele, iltitto, equilibriostrapazzato, pachucha, arachnide, marleneinnoir, vocedelventoice, passaggisegreti, alexvictims, raggiox, apepam, estremaimmagine, sugarandcoffee, irrisolta, lallylake, fatazuccherina, mariagrazia81, rainboy, amicosegreto06, vionne, grakula, antares666, topidacombattimento, lellaonme, amezzanotteinpunto, lacioccolateria, nonlovolevofare, fichipersempre, abenobashi, myscatteredtales, arwen06, ferrosbattuto, arken, alessandro3001, amabilmente, sagapotora, catsaldclaude, luna70, santamargherita, lacucinadimeg, magnolia75, cuckdago, sandraoale, pensierovagante, cicirinello, caffenero, eroticouomo, elementum, lat0nasc0st0, alekskuntz, evaneschens, pegaso48, tittyna, smack100, ondecorteradio, biker, spyrocomics, bambinecattive, monicamarghetti, postfiction, giselleb, stanzetta-degli-orrori, koko, criptolelle, mattianlaseppia, icesun249, univers, lunamarmotta, mistiques, senzaunnome, franksaul, miaschiava, blueviola, nemolina, uomolibero83, loandre, skarbie, wwwgoodnightmoon

Scelgo quindi quattro persone (e non otto): Ladylilith, LadySackville, Ceinwyn, Faus.

PS La donna nella foto è la "vera" Anne Heche...a scanso di equivoci ;)

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domenica, 16 settembre 2007
Postato da anneheche

RSCN2972Manuela uscì dalla metropolitana, risalì i gradini che portavano a San Babila e imboccò corso Vittorio Emanuele. Si era vestita in modo casual: un paio di scarpe da ginnastica, jeans a vita bassa e un giubbotto sportivo. Dato che era una splendida ragazza, attirava comunque gli sguardi dei passanti; ci era abituata e, a seconda del suo umore, la cosa poteva infastidirla o colmarla di segreto orgoglio.
Camminando a passo sostenuto, raggiunse il luogo dell'appuntamento. Guardò l'orologio e vide che era in anticipo di qualche minuto. Meglio così: si sarebbe preparata mentalmente all'incontro.
Era da molto tempo che lo sognava, ma le erano occorsi infiniti sforzi per ottenerlo e, adesso che si trovava vicina alla meta, si sentiva agitata e quasi confusa. Aveva commesso una sciocchezza? Avrebbe dovuto ascoltare gli ammonimenti di Davide? Trasse un profondo sospiro, mentre involontariamente scrollava le spalle. Era sempre stata abituata a lottare per ottenere ciò che voleva, sapeva di non essere soltanto attraente ma anche intelligente e perspicace, e il desiderio di incontrare Mister Charlie era del tutto legittimo. Alla fine lui aveva ceduto, acconsentendo a conoscerla di persona: solo questo contava!
Come spesso accade, era entrata nel blog di Mister Charlie del tutto casualmente. Aveva letto il post, sgranando gli occhi per la meraviglia. Si trattava di un racconto bellissimo, scritto a tinte pastello, deliziosamente surreale e ricco di insegnamenti nascosti. Aveva lasciato un commento entusiasta, e il giorno dopo Mister Charlie era venuto da lei a ricambiare la visita. Il blog di Manuela, ManuFollia, era un diario vivace e spontaneo. Mister Charlie l'aveva gratificata con una nota di apprezzamento. Da quel giorno, lei aveva letto e commentato tutti i suoi post, rimanendo sempre più affascinata da un talento che, a suo giudizio, non aveva eguali in Splinder. Era stato inevitabile scrivergli un messaggio privato, al quale lui aveva risposto...
Manuela si guardò intorno per vedere se Davide stava arrivando. Le aveva garantito di essere una persona puntuale, e la regolare cadenza con cui pubblicava i suoi racconti (inevitabilmente, al mercoledì e alla domenica) deponeva in tal senso. Sapeva che avrebbe visto un uomo anziano, basso di statura, piuttosto grasso, con una giacca blu e dei pantaloni di flanella. Un uomo che lei sentiva di amare, perchè non aveva mai cercato la bellezza fine a se stessa, bensì l'ingegno, la sensibilità, la cultura e la bontà d'animo. E Davide possedeva ampiamente queste quattro caratteristiche: decine di pvt stavano a testimoniarlo. Mister Charlie l'aveva messa in guardia. Un conto era la rete, altro la vita reale. Anche lui sentiva di amarla, ma la delusione che lei avrebbe provato vedendolo avrebbe spento sul nascere quel rapporto idealizzato e virtuale. Non esisteva un futuro per loro, se non a livello di amicizia. Caparbiamente Manuela aveva insistito, ribadendo che sapeva quello che voleva; a venticinque anni non era più una ragazzina, e aveva le idee molto chiare. Certo: sarebbe stato meglio se Davide fosse stato più giovane, o almeno non obeso e flaccido (così si era descritto); tuttavia per lei l'amore nasceva dall'anima e non dal basso ventre.
Cambiò piede d'appoggio, chiedendosi se per caso lui non avesse cambiato idea. Era in ritardo di dieci minuti. Osservò le persone che le passavano accanto, ma nessuno era anziano, piccolo e grasso. Non c'erano giacche blu nei paraggi, nè pantaloni di flanella. Dopo venti minuti di attesa incominciò a innervosirsi. Benchè fosse una mattinata invernale, il sole splendeva alto nel cielo e iniziava a far caldo. Manuela sbuffò.
A un tratto un bel giovane di circa trent'anni le si avvicinò. Era moro, alto, con gli occhi verdi attraversati da pagliuzze dorate. In un altro momento l'avrebbe sicuramente attratta. Sembrava intimidito. Lei lo guardò con fare interrogativo, visto che non accennava a parlare e si limitava a fissarla. Finalmente lui parve trovare il coraggio. Sorrise e disse:"Il tuo post di ieri era splendido!"
Poi Mister Charlie la prese per mano
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