anneheche blog

Odi et Amo

Questo è il mio Libro

"Lesbo è un'isola del Mar Egeo", Borelli editore, collana Pizzo Nero, 166 pagine, 12 euro. E' una storia d'amore, di sesso e di passione. Lo spunto di partenza del romanzo è dato dall'incontro della protagonista con Maddalena, una ragazza conosciuta al mare, che la seduce, iniziandola all'amore saffico. La vicenda si svolge fra Milano e Cannes, il Giappone e la Brianza, alla ricerca di un sentimento puro che sembra non possa appartenere al karma di Alessandra... Lo trovate nelle migliori librerie; se non dovesse esserci, sarà sufficiente ordinarlo. Comunque, è reperibile anche su IBS: basta digitare il mio nome e cognome, oppure il titolo del libro.

LA RECENSIONE DI LUNA70: “Lesbo è un’isola del Mar Egeo” è il romanzo d’esordio di Alessandra Bianchi. Il tema trattato è piuttosto attuale: la storia di una ragazza che si rende conto di sentirsi attratta sessualmente dalle donne e le sue prime esperienze d’amore e di sesso, nonché i turbamenti che ne derivano. Il linguaggio è semplice e scorrevole, cattura l’attenzione del lettore sin dalle prime righe senza mai stancare; le descrizioni sono brevi e concise ma si inseriscono nel contesto con precisione ed accuratezza. Anche le scene erotiche sono ben delineate, senza mai risultare volgari o banali e i personaggi sono decisamente credibili al punto da non riuscire a distinguere dove comincia la finzione e finisce la realtà. Il lettore è portato, pagina dopo pagina, a provare simpatia per la protagonista, a gioire e soffrire con lei come durante l’episodio in cui è vittima di uno stupro, o quando per la follia di una psicopatica prima rischia di perdere il lavoro e successivamente la donna che ama fino ad arrivare a un finale che è un crescendo di suspense e paura. Insomma, per essere un romanzo erotico che non è di certo il genere preferito dall’autrice (Alessandra predilige gli horror alla maniera di Stephen King, che più volte nomina all’interno della sua opera) beh non posso far altro che complimentarmi con lei per la sua bravura..

LA RECENSIONE DI MARLENEINNOIR:

Coesistono in esso descrizioni paesaggistiche e naturali sublimi , moti della psiche ed emozionali dei personaggi principali descritti in modo magistrale e , non da meno , avventura umana , sentimenti veri , con uno stile assolutamente personale che la contraddistingue assolutamente . “Lesbo è un’isola del Mar Egeo ” è un libro intriso di tutto questo , c’è una grande scorrevolezza , si “beve” tutto d’un fiato , si respira , si sente dentro , si sentono le emozioni dell’autrice che ne diventa la protagonista perchè scrive in prima persona e si avvertono le atmosfere giocate tra varie ambientazioni rurali o urbane . Avendo conosciuto Alessandra Bianchi non mi ritengo fortunata solo perchè io sono sicura che avrà il successo che merita con questa sua opera , ma anche e soprattutto perchè ho avuto l’occasione di conoscere (seppur solo mediaticamente) una persona con un alto livello culturale e soprattutto uno spessore spirituale e morale incredibile , una sensibilità non comune.

LA RECENSIONE DI VINCE:

Ho terminato il tuo libro domenica, ecco cosa ne penso. DIFETTI: Un paio di ripetizioni e, in qualche occasione, arrivi troppo presto al "succo". PREGI: Scrittura scorrevole,chiara,che coinvolge il lettore. Mi è piaciuta,in particolare, la seconda metà del libro:l'ho letteralmente divorata! Giudizio finale:Very bello... Ora, però,aspetto il seguito.

LA RECENSIONE DI GIOVE181:

Ho finito pochi minuti fa di leggere il tuo libro. L'ho trovato bello e intrigante. Mi ha fatto scoprire un mondo che non conoscevo anche se spero non sia tutto così. L'immagine complessiva del mondo omosessuale femminile che ne deriva non è forse dei migliori. Non so quanta realtà vi sia nel tuo racconto ma nell'esperienza che descrivi a volte, spesso, sembra che la donna sia merce di se stessa. Ideale tanto combattuto nei confronti dell'uomo. Il racconto è scorrevole e sono contento di averlo letto.

LA RECENSIONE DI UNDERWETBASTARD:

Ieri mattina mi è arrivato il tuo libro, come un bimbo a natale mi ci sono tuffato e in un'apnea durata un paio d'ore scarse l'ho letteralmente divorato. Bello, mi è piaciuto molto, nonostante i molti momenti cupi e decadenti della tua storia che spero ardentemente essere stati meno drammatici di come li hai descritti. Lo stile fresco e scorrevole ne fa un piacevole romanzo, le vicende erotiche narrate nei dettagli (anche se spesso fini a loro stesse) scatenano nel lettore emozioni molto forti e l'immaginazione vola a quei letti madidi di sudore e sesso. E' comunque un ottimo lavoro che merita le luci della ribalta.

LA RECENSIONE DI MONICA8000:

Volevo dirti che ho finito di leggere il tuo libro. E' bellissimo! Come fai a essere così scorrevole? Se scrivessi di spionaggio saresti una Ken Follett. E la sai una cosa? Le ultime pagine mi hanno fatto venire il mal di pancia per lo stress! Complimenti, sei grande!

LA RECENSIONE DI BRIANZOLITUDINE:

Mi è piaciuto molto il finale, narrazione con sorpresa che non mi aspettavo. Poi la tua prosa è davvero incantevole.

LA RECENSIONE DI LADYSACKVILLE:

Sincera, sincera, sincera!!! Ti ho seguita per mano avida di sapere che cosa sarebbe successo in seguito, mi sono comunque ritrovata costretta a bloccarmi più volte nel corso della lettura. Ci sono certi aspetti che mi hanno fatto molto male (confesso: fino a portarmi alle lacrime), altri che erano talmente poetici da meritare una rilettura, alcuni, invece, mi hanno divertita tantissimo (la cura che dedichi al vestiario e alle scarpe dà molta verità alla tua storia – detto tra noi condivido i tuoi gusti ^^). Nell’autodistruzione del tuo personaggio avrei preferito, a tratti, una maggiore introspezione, ma non è una critica! L’hai già resa molto bene così, ma c’è una tale profondità in alcuni punti del romanzo, che quando manca, si percepisce subito la differenza e sembra quasi che qualcosa ti abbia trattenuta. Che dire alla fine?! Ti ho letta passando in rassegna tutte le sensazioni possibili e immaginabili. “Trasmettere” e scuotere le anime è un po’ l’obiettivo di ogni artista (uno dei miei più grandi piaceri è far ridere o piangere il mio pubblico a teatro!). Tu con me hai fatto questo ed altro, mi hai davvero emozionata. Ti ammiro moltissimo Alessandra, sia per la tua bravura, che per il tuo coraggio. Sappi che hai una grande fan.

LA RECENSIONE DI LADYLILITH:

Ieri ho ricevuto il tuo libro...l'ho finito SUBITO!!ci ho messo circa due ore e mezza...ok,forse ho fatto male a divorarlo,ma se un romanzo mi piace non vedo l'ora di finirlo!! E', per dirla alla Isabella Santacroce,very coinvolgente ;-) mi è piaciuta molto la figura di tuo padre. grandioso anche il capo americano. Barbara è semplicemente odiosa.sei stata fin troppo paziente con lei. Mi ha indignata la vicenda giudiziaria a seguito della violenza. Tra le donne che hai descritto mi è piaciuta la francesina, Isabelle se non sbaglio. Invece Maddalena insomma...forse perchè sono di parte e odio come ha trattato Alessandra... nel romanzo varie persone ammirano le tue gambe...ricordi che anch'io avevo notato questo tuo (bel) particolare?

LA RECENSIONE DI FAMOHPSSE:

E’ stato bello leggerti. Avere delle pagine in mano che diventano una persona. Essere coinvolti nei momenti che segnano. Seguire l’abbandono a se stessi quando questo giunge per incontrollabile corrente. Sesso come vita, puro in quanto solamente tale. Pieno, senza spazi per altro. Determinante, perché barca con cui fare i conti per arrivare alla propria isola, per arrivare a quel che si vuole d’altro. E’ stato bello leggerti e coglierti donna nelle tue sensibilità, nelle tue fragilità e risolutezze. Nel tuo modo d’essere sfrontato e vulnerabile, naturalmente femminile. A prescindere. LESBO E’ UN’ISOLA DEL MARE EGEO ha pagine calde, di buon fuoco, visive nei nudi, con punte di emozioni senza via di fuga. Ci sei dentro con il tuo vissuto, omo o etero che sia, e lo trasmetti e lo partecipi come ad un amico, che diviene amico, e l’ultima pagina suona come un arrivederci.

LA RECENSIONE DI SILENES:

...è un libro che leggi d'un fiato...la via del piacere per scappare dagli abissi del dolore...per frantumare lo specchio dell'anima...

LA RECENSIONE DI MAURAROCK:

E'un romanzo, di quelli che si leggono velocissimamente, perchè non ti va di fermarti ed aspettare. Un interessante e soggettiva spiegazione dell'omosessualità, priva di retorica sul maschio solo sesso - calcio -bistecca, si evita il maschio ma si comprende l'uomo. Folkloristiche le sensazioni di una donna, profondamente rispettosa dell'universo femminile, che oltre a far parte di questo, lo ama, lo desidera e vuole assaporare il gusto della donna, intesa come femmina, intesa come amante e come Amore. Viscerale, straziante ed eccitante. Amare, come solo una Donna, sa fare.

LA RECENSIONE DI BLUEYES9:

La volontà quanto l'immaginazione sono ingenuità terrene,costantemente in rilievo,in questo mirabile,romanzo a sfondo erotico.Le circostanze,crude,vicine tanto da sfiorarci,intense come assaporate dalle nostre stesse labbra,vengono espresse,ottenendo una narrazione scorrevole,in forma avvolgente ed essenziale.Non temono di certo la franchezza,le parole della scrittrice,se non,quella,schietta,della passione stessa,condotta per mano in caduta libera,verso isole inesplorate.Nella mente di Alessandra le intime carezze fanno da culla,apparentemente imprigionate,dai primi smarrimenti d'amore,lasciandole quell'amaro in bocca che la trascinerà al limite dell'apparente rassegnazione agli eventi,fino al completo accoglimento delle sue emozioni.Tra incertezze abbandoni e donne interessate a corrompergli il cuore e lo spirito,ci sarà anche chi saprà viverla proprio come ciò a cui lei ambisce...?La si vedrà ,nelle ultime tracce di sè,donare tutte le sue virtù, ad una donna degna di ogni stima?

LA RECENSIONE DI MOON:

Lesbo è un’isola del Mar Egeo di Alessandra Bianchi (Borelli editore), ormai diventato icona cartacea dei circoli lesbo del web, ma non solo, racconta la scoperta dell’omosessualità femminile di una bambina. Che si scopre ragazza e poi donna. La vita dell’autrice, in parte romanzata, si dipana in direzioni spazio-temporali e geografiche diverse, in più percorsi mentali, perdendosi in un abisso di momentanea perversione…un’immersione nel torbido per poi riaffiorare in superficie. Da Milano a Cannes al lago di Como e zone limitrofe, l’esistenza di una donna che ha scelto di parlare scrivere raccontare in prima persona la sua diversità senza falsi pudori. La protagonista esplora le strade dell’eros, cerca se stessa, la sua dimensione. E forse alla fine si trova…. Bello il finale aperto…. Ci sarà un seguito?

LA RECENSIONE DI JOLIE78:

Ciao, non ho mai scritto in questo sito e nemmeno in un blog, ho letto di te e pur non avendo ancora terminato il tuo libro ho sentito di doverti cercare per farti i miei complimenti. Ho letto le recensioni che ti hanno scritto e io non ritengo di essere all'altezza per replicare meglio di quanto non abbiano già fatto...però volevo dirti che sin dalle primissime pagine mi sono emozionata, la facilità di lettura, il trasporto che trasmetti nelle tue parole, i racconti travolgenti e così intensi a tratti angoscianti e strazianti mi hanno avvolto, rapito e inebriato. Raramente un solo libro riesce a trasmettermi tanto...leggo abbastanza e di vario genere ma tu per essere un'"esordiente" sei davvero molto brava. Ti faccio i miei complimenti....spero di rileggerti presto...ma ovviamente solo dopo una degna ispirazione! :-) Un bacio

LA RECENSIONE DI FABIOART:

Ho letto il tuo libro durante un viaggio, e mi hai lasciato senza parole... cosa peraltro non particolarmente facile! Non so quanto di quello che hai scritto appartenga alla realtá e quanto all'immaginazione (non sta a me credere o non credere), ma lascia che ti dica che in un caso ammiro la forza che dimostri, anche se travestita da fragilitá; nell'altro lo splendido percorso che fantasia e sensibilità hanno compiuto per comunicare in modo gentile concetti tanto pesanti. Se il tuo libro è la risultante delle due cose assieme, allora siamo davanti ad un'opera che definire "romanzo" è riduttivo. Perdona la frammentarietá di questo messaggio, ma sto scrivendo dal palmare: non volevo attendere un istante di piú per scriverti. Ti ammiro. Sinceramente e spudoratamente! Scherzi a parte: sull'Eurostar mi sono bevuto il tuo libro in un solo fiato. Bello! Mi piace. Ha una prosa scorrevole, avvolgente... mi sembrava quasi di ascoltare un'amica che si raccontava davanti ad una birra col caminetto acceso. Tutta la stima di questo mondo, Ale... Tutta la stima.

LA RECENSIONE DI GATTOQUATTO:

La prima sensazione che si è impadronita di me durante la lettura del libro di Sandra è stata di disagio: disagio per essere maschio. Invero in tutto il romanzo l’unica figura maschile che si salva dal naufragio è quella del padre della protagonista (se si esclude un accenno finale ad un incontro estemporaneo con un amico, volutamente lasciato in sospeso dall’autrice). A parte il drammatico episodio dello stupro di gruppo rimasto impunito, vi sono figure maschili che appaiono qua e là sospese nel vuoto, come semplici comparse. Né avrebbe potuto essere altrimenti. Non m’interessa in questa riflessione ripercorrere le tappe dell’odissea della protagonista nell’universo femminile delle sue amanti, amiche, o rivali che siano. Certo Alessandra intraprende il viaggio alla ricerca di sé, un viaggio irto di pericoli, che rischia di portarla ad una morte precoce, assurda ed improbabile come il suo disperato viaggio nell’ignoto (questa è una delle soluzioni proposte al termine del viaggio)…e più volte mi è venuto in mente, scorrendo le peregrinazioni della giovane donna verso gli abissi dei sensi nei quali è intenzionalmente sprofondata per poi riemergere con coraggio ad un nuovo incipit, l’esordio dantesco: “nel mezzo del cammin di nostra vita m’incamminai per una selva oscura, che la diritta via era smarrita”. Non m’interessa neppure il masochismo della ragazza che, pur avendo una soglia del dolore molto bassa, assume come viatico per la catarsi la sofferenza fisica disperatamente cercata nel piacere dei sensi, nell’impervio connubio tra eros e thanatos. Qui mi preme invece sottolineare come il romanzo si dipani in mille rivoli di sensazioni, emozioni, escursioni naturalistiche e baccanali, abiezioni e riscatti, in una sorta di panacea della sofferenza, di allegoria della sopravvivenza, di esaltazione della solitudine interiore…con piglio sicuro e padronanza stilistica la Bianchi porta il lettore a compromettersi con l’autolesionismo della protagonista, a diventarne complice, a subirne le conseguenze morali ed emotive. E poi ci sono i luoghi, non i luoghi comuni, ma i luoghi che, per uno strano scherzo del destino, conosco per averli visitati o perché sono quelli dove vivo attualmente. Dai più remoti, come l’isola di Mitilene, dove trascorsi una delle più intense vacanze della mia vita, a Cannes, dove non riuscivo mai a sostare con la mia auto, finché un giorno non scoprii un parcheggio incustodito lungo una stradina angusta, descritta da Alessandra come la strada delle streghe (un’idea narrativa rimasta incompiuta). Attraverso le esperienze profonde od estemporanee di Sandra mi sono sentito un testimone scomodo, scomodo in quanto maschio e, come tale, fuori dalle regole del gioco, e tuttavia coinvolto nel tourbillon erotico ed autodistruttivo che conduce Sandra all’appuntamento col suo destino. E poi la Brianza, dove vivo attualmente; i boschi dell’entroterra lecchese, i parchi, il rumore del silenzio tra le foglie di platani e faggi messi lì a proteggere con una fugace parentesi la protagonista dai marosi e dalle tempeste provocate delle delazioni anonime di un’amante gelosa.. Da ultima, la nostra madre patria, una Milano che ho rinnegato molti anni fa, quando capii che da bere restava soltanto l’acqua putrida dei Navigli, e l’inquinamento ambientale e delle coscienze. Un racconto che non accusa mai momenti di “stanca”, e non solo grazie al “facile” espediente delle descrizioni erotiche (peraltro mai volgari), ma anche, anzi, soprattutto perché i personaggi sono dipinti con pochi, ma efficaci tratti di pennello nella loro essenzialità. Alessandra Bianchi non perde mai di vista la dimensione interiore dei suoi personaggi, la loro conflittualità emotiva ed esistenziale, non si lascia mai prendere la mano dalle descrizioni più crudelmente erotiche, il suo progetto è chiaro e coerente nella sua complessa semplicità. Dunque, un libro che si “beve” tutto d’un fiato e che, soprattutto, ci induce istintivamente a riflettere una volta di più su noi stessi e sul senso della nostra vita.

LA RECENSIONE DI ARGENIOGIULIANA:

Il libro di Alessandra mi ha lasciato un retrogusto di disagio e rabbia: disagio poiché nella sofferenza femminile mi ci ritrovo al cento per cento e rabbia nei confronti del “branco”. Indipendentemente dal percorso esistenziale della protagonista, vi è un solo e unico punto sul quale mi soffermerò. L’auto distruzione e l’autolesionismo sono gli ingredienti che pervadono dall’inizio alla fine il romanzo, lasciando uno spiraglio di luce e speranza unicamente alla fine del libro. Lo stupro di gruppo è stato il passaggio più doloroso da affrontare durante la lettura, non tanto perché vi abbia ravvisato similitudini di esperienza ma perchè ho provato l’insano bisogno di uccidere materialmente gli aggressori. Probabilmente per una questione che mi appartiene per nascita e per l’istinto feroce che mi assale immediato, nei riguardi di un certo atteggiamento criminale maschile. La ricerca d’amore autentico spinge una giovane donna a sfiorare lungamente il crinale sottile che esiste tra la vita e la morte. Secondo il mio modestissimo punto di vista, vi è un equivoco macroscopico all’origine del bisogno amoroso. Tutto passa attraverso la pura attrazione fisica immediata, quasi questa ragazza non fosse null’altro che corpo-materia. Probabilmente ciò è dovuto alla giovane età di tutti i protagonisti e la necessità di sperimentare si allaccia alla condizione anagrafica. Sfiorare il disastro produce una quantità di endorfine distillate purissime ma, alla lunga, annienta. Vi sono tutti gli ingredienti per immaginare una pellicola tristissima e attuale. La storia trova brevi respiri nella descrizioni di luoghi che conosco e Alessandra mi ci accompagna per mano mentre continuo a lacrimare dentro, non tanto per presunti rimpianti della mia vita passata, ma per il terribile decorso della sua. A tratti ho provato l’impulso di spingerla fuori dalla storia che narra, di prenderla per un braccio e darle due potenti ceffoni. Immancabilmente mi ritrovavo a fare l’esatto contrario e, proteggerla, era l’unica sensazione reale che mi pervadeva. Il libro è scritto con uno stile semplice e fluido, quasi vi fosse l’intenzione voluta di dar spazio solo agli avvenimenti terribili, alle delusioni costanti. Più che erotico, il romanzo mi è apparso spaventosamente drammatico. Va letto senza pregiudizio di sorta, ponendo attenzione all’anima della protagonista che pur nella sua immensa fragilità, nasconde un istinto di sopravvivenza notevole.

LA RECENSIONE DI IRINAP:

“Saffo era una grande poetessa ma è passata alla storia perché era lesbica”. Questa la frase con la quale Alessandra Bianchi apre il suo libro… ed è solo l’inizio, un incipit storico, semplice, diretto, privo di virtuosismi. E così Alessandra colpisce per la prima volta… e di colpi di scena, batticuori, battaglie se ne ritrovano fino all’ultima pagina di “Lesbo è un’isola del Mar Egeo”. Può non piacere il suo stile, personalmente lo trovo scorrevole, da mangiare con gli occhi e l’immaginazione in poche ore e… genuino. Non ci è dato sapere quanto sia stato davvero vissuto dall’Autrice e quanto, invece, sia frutto della sua fantasia… ma si tratta comunque di episodi narrati in prima persona, assolutamente verosimili e che si susseguono velocemente uno dietro l’altro e uno tira l’altro, come le ciliegie. Episodi che aprono l’universo, o meglio, una parte dell’universo della personalità della protagonista e di una parte della sua vita, sicuramente non banale… costellata non solo di persone che agiscono nel bene o nel male, ma anche di descrizioni, sensazione a fior di pelle, brevi attimi di poesia e riflessioni sincere. Il romanzo è ricco di immagini piccanti le quali non cadono mai e poi mai nella volgarità, ma conservano intriso nell’inchiostro il sentimento autentico della protagonista e dei personaggi che l’accopagnano. Erotico? Non solo, il racconto è Vita in quanto tocca molteplici corde del cuore e della mente, quelle di ognuno di noi, facendole vibrare talvolta rumorosamente, talvolta con delicatezza… e questo spesso a prescindere dal fatto che le corde appartengano a un essere omosessuale o ad uno eterosessuale… perché siamo tutti uomini con le stesse debolezze e con quelle dinamiche sotterranee tanto simili che poi si manifestano in maniera molto diversa, a seconda del proprio vissuto, del luogo in cui si vive… a seconda delle sorprese, belle o brutte, che la vita inesorabilmente riserva a tutti senza fare troppe distinzioni. Ed è così che rimane impresso, durante la lettura di “Lesbo è un’isola del Mar Egeo”, il percorso ramificato di un’anima giovane in cerca di se stessa, che conosce l’Amore nel corpo di altre donne, che conosce il sesso nel corpo di altre donne e ancora: la protagonista alterna momenti di gioia ad altri di perdizione, attraversa strade trasgressive, impervie ed oscure e poi giunge in radure incantate e il ciclo ricomincia: autodistruzione e rinascita, come lava che cola lungo i pendii dello spirito per lasciare spazio poi, col tempo, ad una natura sempre più rigogliosa. Ondivaga: l’Alessandra del libro è ondivaga, si mette a nudo, sembra voglia sfogarsi, sembra voler farsi ascoltare a tutti i costi e incanalare messaggi di vita, chiari e forti, tra le righe, riga dopo riga. E colpisce davvero fino all’ultimo pensiero… un pensiero, a dire il vero, sospeso: sembra non avere fine il romanzo e il senso pare quello di voler continuare, sorridendo e sanguinando, mentre un rimescolamento interiore, irrefrenabile, quasi incomprendibile, getta l’inconscio nel passato a spolverare le antiche radici.

LA RECENSIONE DI FAUS:

Questo romanzo è classificato come erotico,ma dentro c'è molto, molto di più. L'erotismo prevale su tutto,un erotismo di classe, sensuale, intrigante, a volte molto crudo e schietto, da farti venir voglia di essere donna per poter amare un'altra donna!!! Il romanzo scorre veloce, le pagine frusciano come seta pregiata, regalando emozioni e sensazioni sublimi. Ma il bello arriva solo leggendo ... ci si accorge che non c'è solo erotismo. E' un'opera completa, puoi leggere di dolcezza, eros, autodistruzione, malinconia, dolore, amore, tragedia, vita quotidiana, leggerissime gocce di thriller in una "scena". Sì, scena, perchè mentre scorre la lettura, nella mente le parole diventano scene animate, che ti portano da Milano a Cannes, in un turbinio di sesso, mare, cibo, droga, tanto da rendere sconvolgente la lettura in certi passaggi. Come scrissi nel blog di Alessandra, a volte sentivo l'esigenza di abbracciare la protagonista del romanzo,per consolarla quando era triste, per sussurrarle nelle orecchie che certe scelte di vita la stavano portando al baratro, per farle sentire il calore di un gesto amico. Come ammesso da Alessandra, il romanzo è un misto tra autobiografia ed invenzione, e il lettore si pone spesso la fatidica domanda: "Le sarà successo davvero questo? E questo?" L'unica pecca che si può sottolineare è la velocità con cui vengono descritti gli amplessi,spesso si vorrebbe leggerne all'infinito,con descrizione dettagliata di ogni piccolo particolare. Ma questo credo che sia un difetto di noi ometti, che quando entriamo in "Pig Version" ci piacerebbe sapere per filo e per segno l'evolversi dell'atto sessuale. Che poi nel romanzo ci sono due tipi di atti sessuali (come spesso amo specificare anche io): "Scopare" e "fare all'amore". E Alessandra ci tiene molto a far capire al lettore se si trova di fronte ad un semplice appagamento sessuale o ad un amplesso tra due donne che si amano, e ci riesce benissimo. La descrizione di una scopata è evidente dallo stile di scrittura,sbrigativo,senza peli sulla lingua, quasi fosse un cerotto da strappare via. Invece il fare l'amore è descritto con passione,ardore,in maniera tale che quasi si riescono a sentire i battiti del cuore della protagonista che aumentano, il respiro che diventa affannoso, fino all'esplosione dell'orgasmo, e poi ancora, e ancora, e ancora... C'è altro da dire? Consiglio vivamente questo libro a tutti,perchè è scritto davvero bene. Dimenticavo:avrei scritto la stessa recensione anche se non avessi conosciuto l'autrice,ci tengo a precisarlo :-)

Mi Parlano

Le Mie Storie

Frasi

Pensieri Che Leggo

Box





Le Mie Storie

Credits


Categorie

Feeds

  • Powered by Splinder

Disclaimer

Chi Sono

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


Nel Cammino


Le Recensioni Del Mio Libro

domenica, 29 aprile 2007
Postato da anneheche

voglio anchMichelle gli aveva regalato un lettore. Le note di Mozart risuonavano nello studio, tracciando suggestive immagini primaverili in perfetta simbiosi con lo splendore incantato di quel pomeriggio illuminato dal sole. Le ragazze del collegio erano quasi tutte fuori, nel parco, a godere il tepore della giornata quasi estiva. Benché Corinne l’avesse rassicurata, Juliette se ne stava in disparte, rimuginando sul forzato sodalizio con Sandrine. La biondina detestava profondamente la sua vecchia alleata: ma si rendeva conto di essere completamente nelle sue mani.

Jasmine si stava allenando furiosamente in palestra, ignorando il caldo e i rivoli di sudore che le colavano addosso.

Nello studio di Leblanc, due corpi avvolti nella penombra si muovevano in sintonia, desiderosi soltanto di dare e ricevere piacere. Michelle aveva gli occhi chiusi; le gambe tornite avvinghiavano la schiena dell’uomo che era dentro di lei con tutta l’arroganza che sembrava aver perso, ma che come per magia era riaffiorata. In principio, Daniel  l’aveva deliziata con la lingua, esplorandola, passando dai piedi all’interno delle cosce, soffermandosi nell’ano, risalendo fino al seno grande e pieno. Poi l’aveva penetrata. Inizialmente si era mosso lentamente, creando un dolce preludio, accompagnato da baci teneri, carezze piene d’amore, sguardi che rivelavano tutta l’intensità della sua passione. Quindi, il ritmo si era fatto incalzante, a tempo con la musica eterna del grande compositore austriaco. Michelle lo assecondava, lo risucchiava; avrebbe voluto averlo lì per sempre. Provava sensazioni di ineguagliabile intensità…era prosa e poesia, arte e misticismo; era un viaggio nel pianeta dell’amore, dove la lussuria si spoglia di ogni connotato lascivo per assurgere a puro piacere dell’anima.

Leblanc le succhiò avidamente un capezzolo; la ragazza lo strinse a sé con tutta la sua forza. Le bocche si incontrarono, le lingue si assaporarono golose. Alla fine il piacere divampò simile a un incendio; alte fiamme si levarono sino al cielo. Il professore e l’alunna raggiunsero l’orgasmo contemporaneamente, e fu il momento più alto della loro relazione. Sarebbero seguiti coccole e frasi bisbigliate, promesse eterne e sorrisi colmi di dolcezza. La musica cessò e il silenzio avvolse il loro amore.

 

Per leggere il riassunto delle puntate precedenti cliccate qui.

permalink | Leggi i commenti (144)
Categorie del post: corinne |Grazie per i vostri commenti (144)(pop-up)
mercoledì, 25 aprile 2007
Postato da anneheche

Nina LoeilouvertCHE BEL BLOG CHE HAI! VIENI A VEDERE IL MIO.

 

Ciò che colpì immediatamente Loeilouvert fu l’odore. Lo conosceva bene: un misto di ferore felino, dovuto alla presenza dei leoni, di esalazioni prodotte dagli elefanti, di sentore di segatura. E poi le luci, l’atmosfera magica che sin da piccola l’aveva irresistibilmente attratta. Il brusio degli spettatori, le esclamazioni colme di stupore dei bambini.

Subito dopo, provò un brivido di eccitazione perché era lei sulla piattaforma, pronta a spiccare il balzo. Ancora una volta avrebbe sfidato la forza di gravità, volteggiando elastica ed elegante, sino a trovare l’approdo nella salda stretta delle mani del suo compagno. Quindi, dopo aver oscillato sotto al tendone, simile a un angelo fatto di carne, si sarebbe lanciata nuovamente, mentre la platea l’avrebbe osservata con il cuore in gola.

Nina Loeilouvert era giovane, e bellissima, le gambe superbamente modellate, le cosce muscolose che non presentavano un filo di grasso, il corpo flessuoso che il body colorato metteva generosamente in risalto. Nina amava quella sfida, Nina era nata per volare. Quel momento superava l’intensità di un orgasmo, era più travolgente del sesso. Avvertì distintamente che i capezzoli erano diventati duri, sentì che si stava bagnando. Poi i riflettori la illuminarono.

Rivolse uno sguardo altezzoso al pubblico sottostante. E volò.

 

permalink | Leggi i commenti (228)
Categorie del post: i miei post preferiti, the green light |Grazie per i vostri commenti (228)(pop-up)
lunedì, 23 aprile 2007
Postato da anneheche

Deep ancoraLa lussuosa clinica era immersa nel verde della campagna francese,  appena oltre la banlieu parigina. Quel giorno era Pasqua e le infermiere stavano festeggiando nella stanza di una di loro con uno spuntino a base di patatine fritte e di champagne acquistato  a buon mercato. I pazienti riposavano tranquillamente, protetti dal silenzio  e dalla natura; l’abitato più vicino distava infatti non meno di cinque chilometri. Fuori delle finestre, si udivano solo i sospiri del vento primaverile che corteggiava i fiori.

Juliette fu destata da un rumore. Aprì gli occhi e vide Sandrine. La ragazza era ferma sull’uscio della camera, la stava osservando con un’espressione che alla biondina parve indecifrabile. Indossava dei pantaloncini corti, calzava scarpe da ginnastica e in testa aveva un cappello nero. Juliette saltò giù dal letto. Odiava Sandrine: forse ancor più di Michelle. Quella stronza l’aveva tradita due volte, prima facendo ascoltare all’intero collegio la sua voce registrata, poi consegnandola a Corinne e alle altre. Se ripensava a quei momenti terribili, quando l’avevano portata nel bosco, si sentiva invadere nuovamente dal panico: aveva temuto che la picchiassero, che la torturassero, che la punissero duramente per ciò che aveva fatto. E adesso Sandrine aveva la faccia tosta di venirla a trovare?

La fronteggiò, le guance arrossate per la collera. “Cosa vuoi da me? Vattene!”

Sandrine rise.  Si accomodò su una sedia, accavallando le gambe nude. “Cosa voglio da te? Che torni al collegio! Ho bisogno di una complice che sappia eseguire alla perfezione i miei ordini.” In pratica, si trattava della stessa proposta che tempo prima la biondina aveva fatto a lei.

Juliette scosse il capo. Non avrebbe mai potuto tornare in quell’istituto; Corinne e Michelle l’avrebbero tormentata, rendendole la vita un inferno. Inoltre, non aveva dimenticato che Sandrine l’aveva costretta a leccarle le scarpe: era stato l’atto più umiliante della sua vita. “Vattene!”, ripetè quasi urlando. Sandrine si alzò, andandole vicino, sino a sfiorarla. “Ascoltami, pisciasotto. Ormai sei guarita: tu tornerai al collegio. Altrimenti, questa sera, il tuo paparino riceverà due foto e vedrà la sua adorata figliola nuda su un letto, con un uomo accanto, naturalmente anch’egli nudo.”

Juliette la guardò sconcertata. Anche Mimmo l’aveva tradita!

Sandrine sembrò leggerle nel pensiero. “Ora Henry lavora per me.”, disse. “Perché io sono la più forte.”

“Ti detesto!”, gridò la biondina.

Sandrine le rivolse un sorriso divertito.

 

Michelle rifletteva, affacciata alla finestra della sua camera. Daniel Leblanc si era confidato con lei, rivelandole l’infame ricatto di Sandrine. Corinne, interrogata con astuzia, le aveva detto che era tornata con Mimmo e che lo amava perdutamente. Michelle aveva capito che Sandrine era perfida. Perfida quanto Juliette: ma molto più pericolosa. Sarebbe intervenuta lei, doveva interrompere quella catena di menzogne e di sotterfugi! Però, si sarebbe comportata in modo diverso: a Juliette aveva tagliato i capelli a zero, ma con Sandrine occorreva usare un altro metodo, più sottile, che fosse all’altezza della sua mente malvagia. La chiamarono a tavola per il pranzo pasquale. Mentre usciva dalla stanza, la ragazza sorrise. Aveva un piano. E poteva funzionare.

Per leggere il riassunto delle puntate precedenti cliccate qui.

Foto by DeepDungeonDark.

permalink | Leggi i commenti (109)
Categorie del post: corinne |Grazie per i vostri commenti (109)(pop-up)
venerdì, 20 aprile 2007
Postato da anneheche

DeepDungeonDarkLa Luce Verde è uno strano personaggio che si aggira per i blog, lasciando inevitabilmente sempre lo stesso commento: Che bel blog che hai! Vieni a vedere il mio. Alcuni, fra cui Anneheche, ignorano il banale spam; altri sono attratti dalla curiosità e visitano il suo sito, scoprendo un blog completamente vuoto, privo di post, di link e di categorie. Ma quando arriva la preside Nina Loeilouvert trova una serie di immagini che hanno come tema il circo...

DeirdreLaStrega capitò lì assolutamente per caso. Infatti la Luce Verde non aveva spammato da lei: semplicemente Deirdre aveva notato il suo ameno commento in un blog che lei frequentava assiduamente. Appena entrata vide l’immagine di un bosco: era una fotografia stupenda, grande, che arrivava a occupare quasi l’intero template. Fece scorrere il cursore. C’era una seconda foto che raffigurava un dettaglio del bosco. Una quercia maestosa occupava la parte centrale dello spazio. Legata all’albero c’era una blogger che Deirdre conosceva bene. La donna indossava un tanga nero e calzava lunghi stivali che arrivavano fino al ginocchio. Per il resto era nuda. Davanti a lei, su un tappeto di foglie, c’era una frusta. DeirdreLaStrega provò un irresistibile impulso, un’emozione cui era impossibile resistere. Sebbene stimasse Anneheche, si chinò e raccolse la frusta. La soppesò fra le mani, in preda a una vera e propria battaglia interiore; quindi vibrò una scudisciata non tanto forte, giusto un assaggio. Ma fu sufficiente per strappare uno strillo alla bionda. L’aveva presa sulle gambe, all’altezza delle cosce. Deirdre esitò, tuttavia era incapace di trattenersi. Questa volta la colpì sul seno, con tutta la forza di cui disponeva. Il grido di Anneheche le rimescolò il sangue nelle vene. Incominciò a frustarla in tutte le parti del corpo, con violenza sempre maggiore. Più forte risuonavano le urla, più accorate erano le implorazioni, più ferocemente lei colpiva. Non riusciva a ragionare, era fuori di sé: desiderava soltanto frustare, procurare dolore, ascoltare le invocazioni disperate della sua vittima. Quel gioco era quanto di più eccitante avesse mai fatto nella sua vita, superava ogni recondita fantasia, rasentava l’estasi. L’orgasmo la travolse con un’intensità straordinaria; fino a quel giorno non aveva mai provato nulla di simile.

Guardò Anneheche. La bionda era svenuta. Il suo corpo appariva devastato, la delicata pelle ambrata delle gambe e del ventre era orribilmente martoriata.

“Dio mio cosa ho fatto!”

DeirdreLaStrega si strinse il capo fra le mani.

Poi scrollò la testa e si guardò attorno. Si trovava in ufficio e davanti a sé aveva solo lo schermo di un computer. Adesso il blog della Luce Verde era tornato a essere vuoto. Deirdre mosse la mano per disconnettersi, ma un istante prima che lo facesse, sul template comparve una scritta, tracciata in verde.

Torna a trovarmi!

 

permalink | Leggi i commenti (185)
Categorie del post: the green light |Grazie per i vostri commenti (185)(pop-up)
martedì, 17 aprile 2007
Postato da anneheche

JasmineJasmine si stava dirigendo verso il bosco. Camminava a passo svelto, quasi assecondando il corso tumultuoso dei suoi pensieri. Corinne le aveva giurato che l'amava ancora, ma il suo istinto femminile le diceva che quelle parole erano false. Probabilmente alla brunetta era mancato il coraggio necessario per confessarle la verità, ma presto lo avrebbe trovato e allora sarebbe finita per sempre. Si asciugò le lacrime con il dorso della mano, quindi lanciò un'occhiata svagata al sole che si apprestava al tramonto, in un'incredibile suggestione di colori che incendiava il cielo. L'aria ora si era fatta tiepida; incantevoli profumi si sprigionavano dalla moltitudine di fiori; un vento fresco proveniva da settentrione, sussurrando promesse d'amore ai maestosi alberi che facevano da cornice al parco.
Riconobbe immediatamente Mimmo. Il giovane fumava tranquillamente una sigaretta, seduto sull'erba verde del prato. Jasmine gli sorrise.Malgrado la tristezza, era contenta di vederlo: le era riuscito subito simpatico e lo considerava un ragazzo educato e sensibile. Henry ricambiò il sorriso e con un cenno della mano la invitò ad accomodarsi vicino a lui. Jasmine si sedette, incrociando le gambe. Come a volte succede, sentiva l'impulso di sfogarsi, di confidarsi con qualcuno, e il fatto che Mimmo fosse praticamente uno sconosciuto le facilitava il compito. Può capitare: nello scompartimento di un treno, sapendo che non si vedrà mai più la persona cui si sta aprendo il proprio cuore, oppure in un ristorante, o sulla panchina di un giardino pubblico.
Henry la ascoltò in silenzio, con grande attenzione. Poi le disse che lui era omosessuale e che il suo uomo lo aveva appena lasciato. A Jasmine vennero i brividi: che singolare gioco del destino! Due persone emotive e sensibili accomunate dalla stessa sorte avversa. Sapendo di non correre alcun rischio, lo abbracciò. L'odore di Mimmo era buono e la sua stretta forte e rassicurante. Le sussurrò dolci parole all'orecchio, mentre la coccolava teneramente. Jasmine sentì che qualcosa si agitava in lei. Tuttavia non riusciva decifrare il gioco di emozioni che le suscitava la vicinanza di quell'uomo. Aveva perso l'amore di Corinne. Ma aveva trovato un nuovo amico. Forse il bene più prezioso, pensò in preda a una strana commozione.

 

Poco distante da loro, Sandrine li osservava. Con un sorriso divertito si disse che probabilmente avrebbe perso la scommessa. Quel Mimmo era veramente un mago! Daniel Leblanc era nelle sue mani, e con lui Michelle; Corinne aveva perso la testa per Henry...e adesso anche l'insegnante di ginnastica rischiava di cadere nella rete preparata appositamente per lei. La ragazza trasse un sospiro soddisfatto. Poi il sorriso si trasformò in un ghigno. Ora toccava a Juliette.

PER I NUOVI LETTORI: cliccando qui potrete leggere il riassunto delle puntate precedenti.

Sandrine

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


.
 

 


permalink | Leggi i commenti (160)
Categorie del post: corinne |Grazie per i vostri commenti (160)(pop-up)
domenica, 15 aprile 2007
Postato da anneheche

Jasmine e CorinneNello studio adiacente la palestra faceva caldo. La primavera era ormai avanzata, rigogliosa e generosa di frutti, nettamente in anticipo sui tempi, dato che non era ancora arrivata la Pasqua, sebbene quell’anno la festività cadesse tardi. Era un pomeriggio silenzioso e assolato. Nel parco un soffio di brezza accarezzava i fiori e baciava le punte delle dita degli alberi; ma la finestra era chiusa per impedire che qualcuno guardasse dentro.

Le due donne erano madide di sudore. I corpi avvinghiati si muovevano lentamente, allo stesso ritmo, come in una danza ipnotica. Corinne aveva gli occhi chiusi e stringeva i denti, mentre Jasmine la penetrava con il dildo e si muoveva in lei. La brunetta le graffiava la schiena, a tratti gemeva: ma era solo una messinscena. Non provava più nulla. L’insegnante di ginnastica le succhiava i capezzoli, e lei immaginava che fosse Mimmo a farlo; la baciava avidamente, ma non era la bocca di Henry; e il fallo artificiale si dimostrava solo un pallido surrogato di quel meraviglioso oggetto magico che era il membro del suo amante. Benché sudato, il corpo di Jasmine emanava un buon profumo: tuttavia non era l’odore di Mimmo; e il suo fisico tonico da atleta nata non possedeva la stessa forza di quello del giovane.

Alla fine, Jasmine si accorse che Corinne, in realtà, era fredda e distante, e che la sua non era altro che una finzione. Si staccò da lei, guardandola negli occhi. “Non mi ami più.”, disse.

 

Sandrine contò i soldi, quindi rivolse uno sguardo ironico a Leblanc. “Tremila euro!” Il professore si strinse nelle spalle. “E’ tutto quello che posseggo.” La ragazza si sedette a gambe larghe davanti alla scrivania. Anche se era angosciato, Daniel non potè evitare un’occhiata alle splendide cosce. Sandrine indossava dei calzoncini corti, una maglietta attillata e sembrava l’emblema della salute. Leblanc distolse subito lo sguardo, ma la giovane lo aveva notato e scoppiò a ridere. “Non ti basta Michelle?”, lo provocò. Poi si fece seria. “Ovviamente i soldi non sono sufficienti.”, disse. “Ma io sono buona! Vorrà dire che mi renderai alcuni piccoli servigi.”

 

Vi ricordo che nel CORINNE BLOG c'è il riassunto delle puntate precedenti, aggiornato in tempo reale. Per leggerlo, cliccate qui. Inoltre, troverete IL GIOCO DI CORINNE, i PROFILI dei personaggi principali e i vostri preziosissimi commenti. Ho impaginato il blog all'incontrario, in modo che il post con il riassunto appaia sempre per primo.(E quindi l'ultimo post, SCENE DI SESSO AL COLLEGIO, è in fondo alla pagina: comunque, per vederlo subito basta cliccare sulla categoria "love"). Corinne Blog viene costantemente ampliato, anche se non sempre sotto forma di nuovi post.

 

Foto by DEEPDUNGEONDARK

permalink | Leggi i commenti (118)
Categorie del post: corinne |Grazie per i vostri commenti (118)(pop-up)
venerdì, 13 aprile 2007
Postato da anneheche

Non desiderare lMarco arrancava, cercando disperatamente di salire nel modo più rapido possibile. Ma lo stretto sentiero che si inerpicava, fra rovi e sassi, verso il culmine della scarpata gli offriva scarsi appigli. Spesso incespicava; si rialzava, grondante di sudore, e ricominciava quella folle corsa contro il tempo. Il treno era ancora distante, tuttavia macinava chilometri su chilometri; la sua corsa era inarrestabile e l'uomo non ignorava che gli restava pochissimo, qualche minuto appena, per scongiurare la tragedia. Man mano che si avvicinava al tratto pianeggiante dove correvano le rotaie, i suoi occhi inquadravano sempre più chiaramente la terribile scena che si stava svolgendo sotto il sole accecante di quel pomeriggio di agosto. Le due donne erano vestite curiosamente allo stesso modo: in pantaloncini corti e stivaletti estivi. Marzia calzava un cappello nero, che non tratteneva la folta chioma bionda. Carlotta era legata, stesa in mezzo alle rotaie. Non parlava più, probabilmente aveva esaurito tutte le suppliche possibili: guardava la sua rivale con espressione angosciata. Marzia ricambiava lo sguardo. Sembrava che assaporasse tutto lo sgomento, la disperazione e lo strazio della donna che le aveva rubato il marito. Era una scena impressionante. Marco chiamò a raccolta le ultime forze rimastegli e continuò la sua disperata corsa contro il tempo.

Quando Marzia le aveva telefonato, chiedendole un nuovo incontro, Carlotta aveva soffocato uno sbadiglio annoiato. Si erano già viste una volta, e la bionda moglie di Marco si era comportata in maniera patetica: con le lacrime agli occhi, l'aveva implorata di non portarle via il marito. Carlotta le aveva riso in faccia. Era abituata a prendere ciò che voleva, e ormai quell'uomo era suo. Presto sarebbe venuto a vivere da lei, abbandonando per sempre la moglie piagnucolosa. Marzia era sicuramente una donna attraente: ma era anche una debole, una perdente nata. Carlotta sapeva riconoscerle e l'aveva inquadrata immediatamente. Lei, invece, era una vincente, e la legge della vita non prevedeva compassione per gli esseri destinati a soccombere. L'aveva scacciata dall'appartamento in malo modo. E adesso la stupida voleva un nuovo incontro? Accettò per il gusto di umiliarla nuovamente. L'avrebbe fatta piangere ancora, si sarebbe divertita ascoltando le sue patetiche suppliche, e infine l'avrebbe buttata fuori di casa.
Il campanello squillò e lei andò ad aprire la porta. Si aspettava la stessa donna sottomessa e tremante, che torcendosi le mani l'aveva scongiurata di non rovinare una famiglia, di pensare almeno al piccolo figlio che non aveva ancora compiuto sei anni. Ma la attendeva una sorpresa. Prima ancora di entrare, Marzia le sferrò un violento pugno, colpendola esattamente sulla mascella. Carlotta finì per terra, intontita e dolorante. Mentre cercava di riprendersi, si sentì afferrare il braccio, vide l'ago che entrava nella sua pelle, e immediatamente dopo perse i sensi. Poi visse una specie di oblio doloroso, vagamente capì che veniva trascinata fuori di casa e caricata su una macchina.
In uno stato di semi incoscienza, si rese conto che l'auto partiva, affrontava un lungo tragitto e quindi si fermava. Capì che Marzia se l'era caricata in spalla e stava salendo lungo uno stretto sentiero. Il sole era simile a un martello implacabile, il caldo si era fatto insopportabile; Carlotta aveva le ascelle fradice di sudore, tuttavia era percorsa da brividi gelati, come se avesse la febbre. Intuiva che stava per accadere qualcosa di  spaventoso.  Quando riprese pienamente conoscenza, si ritrovò legata saldamente. Ascoltò la voce fredda che le annunciava che presto sarebbe passato un treno. Invano, pianse, si disperò, promise di lasciare Marco. Una risata beffarda accolse le sue parole. Non voleva morire: voleva vivere, fare all'amore, godere della sua giovinezza. Ma tutto ciò le era precluso. Sentì distintamente il fischio del treno. Il terrore la avvolse come un manto avvelenato. Mentre l'angoscia la divorava, udì un grido:"Carlotta, arrivo!"Riconobbe la voce di Marco. Il cuore incominciò a batterle selvaggiamente nel petto. Era salva!

Marco era a pochi metri dalla fine della scarpata. Vide il treno arrivare. Sua moglie si stava allontanando con calma, non lo aveva notato, così come non si era accorta che l'aveva seguita con la macchina fin lì. Purtroppo un camion lentissimo si era frapposto fra loro, facendogli perdere minuti preziosi. Urlò a Carlotta che stava arrivando, ma in quel mentre incespicò, cadendo e scivolando sul pendio scosceso. Si rialzò immediatamente; poteva ancora farcela. Con un balzo raggiunse la ferrovia. Ma era troppo tardi. Si lasciò cadere all'indietro per evitare che il treno travolgesse anche lui. Non sentì l'urlo disumano che lanciò Carlotta.

Trash post ispirato dalla foto di DEEPDUNGEONDARK

permalink | Leggi i commenti (115)
Categorie del post: racconti |Grazie per i vostri commenti (115)(pop-up)
mercoledì, 11 aprile 2007
Postato da anneheche

30693a4aa8462c07eb10ea778b9883b4Per un tempo che a Corinne era parso lunghissimo era stato fermo dentro di lei, quasi stesse attendendo qualcosa; quindi aveva incominciato a muoversi con lentezza estenuante. Fuori dal gazebo il sole illuminava il bosco, facendo risaltare le infinite sfumature dei colori degli alberi. Un ruscello gorgogliava accarezzato pigramente dalla brezza primaverile. Piccole gocce di sudore si formarono sulle tempie della ragazza. Il cuore le batteva forte; quella sorta di attesa, di interminabile preludio, rappresentava il primo passo di un viaggio che lei sapeva si sarebbe dimostrato stupendo. Ma era un primo passo estenuante, avvolto nelle spire dell'attesa: e quell'attesa diventava, minuto dopo minuto, sempre più intollerabile. Mimmo leccò i piccoli rivoli di sudore, le cercò la bocca, concedendole un bacio colmo di passione, quindi si ritrasse. Era un gioco eccitante e perfido, che tuttavia a un tratto terminò. Il giovane iniziò ad accelerare i movimenti, la sua formidabile consistenza sembrò ingrandirsi ancora, assumendo la durezza di una roccia. Corinne lo avvinghiò con le gambe. Era una sensazione vicina all'estasi: lui la riempiva completamente, e adesso le movenze si trasformarono in un assalto che era quasi brutale, violento, simile a una fiamma che divorasse il bosco, bruciando tronchi, muschio, erba e terra; un fuoco che si innalzava sprigionando fumi percorsi da scintille, salendo alto verso il cielo azzurro e alla fine tutto oscurando. La brunetta si mise a gridare, mentre gli orgasmi si succedevano l'uno all'altro, in una successione che non aveva mai conosciuto sino a quel giorno. Si inarcò in un ultimo sussulto, mentre Mimmo veniva dentro di lei. Poi, stremata, si abbandonò al ricordo di quanto era successo. Lacrime di gioia scivolarono sul suo viso. Henry le bevve, una ad una, coccolandola teneramente.
Fu soltanto dopo, quando Henry si rivestì, che le lacrime di Corinne scaturirono da un sentimento diverso. Il rimorso. Sapeva di aver perduto Jasmine per sempre, e quella prospettiva era agghiacciante. Fu come se all'improvviso il vento gelido dell'inverno avesse scacciato la primavera. La fiamma era spenta, e la pioggia cadeva battente. Il suo cuore non riusciva a reggere due emozioni tanto diferenti: la passione e la tristezza. Avrebbe voluto confidarsi con qualcuno, avrebbe voluto ascoltare un consiglio, una traccia di vita da seguire: ma sapeva che la decisione spettava solo a lei. Ed era già presa.
Mimmo uscì dal gazebo. Corinne si abbandonò a un pianto dirotto.

Per i nuovi lettori: qui troverete il riassunto delle puntate precedenti.

permalink | Leggi i commenti (118)
Categorie del post: corinne |Grazie per i vostri commenti (118)(pop-up)
domenica, 08 aprile 2007
Postato da anneheche

KateCorinne si sentiva scissa in due. Era una sensazione angosciante, nella quale rischiava di perdersi. Invano cercava di affidarsi alla forza della ragione. Se esaminava con attenzione i suoi sentimenti, sentiva di amare Jasmine: non aveva scordato il suo sogno di vivere con l’insegnante; né quel desiderio aveva perso suggestione e incanto. Ma i suoi sensi le dicevano un’altra cosa. Le carezze di Jasmine, i baci teneri e appassionati, la delicata esplorazione dei loro sessi, quello che era sembrato essere l’apice della sua sensualità, ora appariva come un sole lontano, celato alla vista da vaste formazioni di nubi. Nubi che racchiudevano la potenza del fulmine. Non aveva mai provato orgasmi tanto devastanti come quelli che sapeva donarle Mimmo; la semplice idea di perderlo, di non poter più assaporare la magia che quel giovane era in grado di creare, la colmava di una sorta di panico paralizzante, quasi la sua vita fosse destinata a svilirsi in un piatto grigiore se privata di quei momenti. Eppure non era una sciocca e si rendeva conto che, prima o dopo, avrebbe dovuto fare una scelta.

Nella stanza buia chiuse gli occhi. Immaginò i due scenari, così come un pittore arriva a figurarsi un quadro prima di dipingerlo, o un musicista ascolta le sue note senza aver ancora toccato il pianoforte. Se avesse lasciato Jasmine, si sarebbe disperata. La sua infelicità non avrebbe conosciuto limiti. Ma se avesse perso Mimmo, sarebbe stato come cessare di vivere.

Si girò nel letto, inquieta. Era stata raggiunta da un’idea curiosa. Si sfiorò una coscia nuda, giocò con un capezzolo. Mentre le dita stuzzicavano il clitoride, lasciò che i pensieri vagassero in assoluta libertà.

Dapprima indistinta, quindi sempre più chiara, un’immagine si formò nella sua mente.

Quella di Mimmo.

 

Tutto perfetto, pensò Sandrine. Si era liberata di Juliette e teneva saldamente nelle mani i destini di Corinne e di Michelle. Leblanc sarebbe diventato il suo schiavo, dato che non avrebbe mai trovato i soldi che gli aveva chiesto. Lei avrebbe preso quello che c’era da prendere e avrebbe continuato a ricattarlo sotto altre forme. Con un sorriso divertito si chiese se Mimmo sarebbe riuscito a vincere la scommessa, seducendo Jasmine. Poi il sorriso si trasformò in un ghigno malvagio. Le vacanze pasquali si stavano avvicinando. Sarebbe andata a fare una visita a Juliette. Con la biondina non aveva ancora finito.

 

Vi ricordo che nel CORINNE BLOG c'è il riassunto delle puntate precedenti, aggiornato in tempo reale. Per leggerlo, cliccate qui. Inoltre, troverete IL GIOCO DI CORINNE, i PROFILI dei personaggi principali e i vostri preziosissimi commenti. Ho impaginato il blog all'incontrario, in modo che il post con il riassunto appaia sempre per primo. I caratteri diversi di questo post non sono imputabili a me, ma al consueto eccezionale funzionamento di Splinder.

Vi ricordo anche il blog di Sandra, dove troverete un nuovo post: Caterina e il bosco. Se volete leggerlo, cliccate qui.