anneheche blog

Odi et Amo

Questo è il mio Libro

"Lesbo è un'isola del Mar Egeo", Borelli editore, collana Pizzo Nero, 166 pagine, 12 euro. E' una storia d'amore, di sesso e di passione. Lo spunto di partenza del romanzo è dato dall'incontro della protagonista con Maddalena, una ragazza conosciuta al mare, che la seduce, iniziandola all'amore saffico. La vicenda si svolge fra Milano e Cannes, il Giappone e la Brianza, alla ricerca di un sentimento puro che sembra non possa appartenere al karma di Alessandra... Lo trovate nelle migliori librerie; se non dovesse esserci, sarà sufficiente ordinarlo. Comunque, è reperibile anche su IBS: basta digitare il mio nome e cognome, oppure il titolo del libro.

LA RECENSIONE DI LUNA70: “Lesbo è un’isola del Mar Egeo” è il romanzo d’esordio di Alessandra Bianchi. Il tema trattato è piuttosto attuale: la storia di una ragazza che si rende conto di sentirsi attratta sessualmente dalle donne e le sue prime esperienze d’amore e di sesso, nonché i turbamenti che ne derivano. Il linguaggio è semplice e scorrevole, cattura l’attenzione del lettore sin dalle prime righe senza mai stancare; le descrizioni sono brevi e concise ma si inseriscono nel contesto con precisione ed accuratezza. Anche le scene erotiche sono ben delineate, senza mai risultare volgari o banali e i personaggi sono decisamente credibili al punto da non riuscire a distinguere dove comincia la finzione e finisce la realtà. Il lettore è portato, pagina dopo pagina, a provare simpatia per la protagonista, a gioire e soffrire con lei come durante l’episodio in cui è vittima di uno stupro, o quando per la follia di una psicopatica prima rischia di perdere il lavoro e successivamente la donna che ama fino ad arrivare a un finale che è un crescendo di suspense e paura. Insomma, per essere un romanzo erotico che non è di certo il genere preferito dall’autrice (Alessandra predilige gli horror alla maniera di Stephen King, che più volte nomina all’interno della sua opera) beh non posso far altro che complimentarmi con lei per la sua bravura..

LA RECENSIONE DI MARLENEINNOIR:

Coesistono in esso descrizioni paesaggistiche e naturali sublimi , moti della psiche ed emozionali dei personaggi principali descritti in modo magistrale e , non da meno , avventura umana , sentimenti veri , con uno stile assolutamente personale che la contraddistingue assolutamente . “Lesbo è un’isola del Mar Egeo ” è un libro intriso di tutto questo , c’è una grande scorrevolezza , si “beve” tutto d’un fiato , si respira , si sente dentro , si sentono le emozioni dell’autrice che ne diventa la protagonista perchè scrive in prima persona e si avvertono le atmosfere giocate tra varie ambientazioni rurali o urbane . Avendo conosciuto Alessandra Bianchi non mi ritengo fortunata solo perchè io sono sicura che avrà il successo che merita con questa sua opera , ma anche e soprattutto perchè ho avuto l’occasione di conoscere (seppur solo mediaticamente) una persona con un alto livello culturale e soprattutto uno spessore spirituale e morale incredibile , una sensibilità non comune.

LA RECENSIONE DI VINCE:

Ho terminato il tuo libro domenica, ecco cosa ne penso. DIFETTI: Un paio di ripetizioni e, in qualche occasione, arrivi troppo presto al "succo". PREGI: Scrittura scorrevole,chiara,che coinvolge il lettore. Mi è piaciuta,in particolare, la seconda metà del libro:l'ho letteralmente divorata! Giudizio finale:Very bello... Ora, però,aspetto il seguito.

LA RECENSIONE DI GIOVE181:

Ho finito pochi minuti fa di leggere il tuo libro. L'ho trovato bello e intrigante. Mi ha fatto scoprire un mondo che non conoscevo anche se spero non sia tutto così. L'immagine complessiva del mondo omosessuale femminile che ne deriva non è forse dei migliori. Non so quanta realtà vi sia nel tuo racconto ma nell'esperienza che descrivi a volte, spesso, sembra che la donna sia merce di se stessa. Ideale tanto combattuto nei confronti dell'uomo. Il racconto è scorrevole e sono contento di averlo letto.

LA RECENSIONE DI UNDERWETBASTARD:

Ieri mattina mi è arrivato il tuo libro, come un bimbo a natale mi ci sono tuffato e in un'apnea durata un paio d'ore scarse l'ho letteralmente divorato. Bello, mi è piaciuto molto, nonostante i molti momenti cupi e decadenti della tua storia che spero ardentemente essere stati meno drammatici di come li hai descritti. Lo stile fresco e scorrevole ne fa un piacevole romanzo, le vicende erotiche narrate nei dettagli (anche se spesso fini a loro stesse) scatenano nel lettore emozioni molto forti e l'immaginazione vola a quei letti madidi di sudore e sesso. E' comunque un ottimo lavoro che merita le luci della ribalta.

LA RECENSIONE DI MONICA8000:

Volevo dirti che ho finito di leggere il tuo libro. E' bellissimo! Come fai a essere così scorrevole? Se scrivessi di spionaggio saresti una Ken Follett. E la sai una cosa? Le ultime pagine mi hanno fatto venire il mal di pancia per lo stress! Complimenti, sei grande!

LA RECENSIONE DI BRIANZOLITUDINE:

Mi è piaciuto molto il finale, narrazione con sorpresa che non mi aspettavo. Poi la tua prosa è davvero incantevole.

LA RECENSIONE DI LADYSACKVILLE:

Sincera, sincera, sincera!!! Ti ho seguita per mano avida di sapere che cosa sarebbe successo in seguito, mi sono comunque ritrovata costretta a bloccarmi più volte nel corso della lettura. Ci sono certi aspetti che mi hanno fatto molto male (confesso: fino a portarmi alle lacrime), altri che erano talmente poetici da meritare una rilettura, alcuni, invece, mi hanno divertita tantissimo (la cura che dedichi al vestiario e alle scarpe dà molta verità alla tua storia – detto tra noi condivido i tuoi gusti ^^). Nell’autodistruzione del tuo personaggio avrei preferito, a tratti, una maggiore introspezione, ma non è una critica! L’hai già resa molto bene così, ma c’è una tale profondità in alcuni punti del romanzo, che quando manca, si percepisce subito la differenza e sembra quasi che qualcosa ti abbia trattenuta. Che dire alla fine?! Ti ho letta passando in rassegna tutte le sensazioni possibili e immaginabili. “Trasmettere” e scuotere le anime è un po’ l’obiettivo di ogni artista (uno dei miei più grandi piaceri è far ridere o piangere il mio pubblico a teatro!). Tu con me hai fatto questo ed altro, mi hai davvero emozionata. Ti ammiro moltissimo Alessandra, sia per la tua bravura, che per il tuo coraggio. Sappi che hai una grande fan.

LA RECENSIONE DI LADYLILITH:

Ieri ho ricevuto il tuo libro...l'ho finito SUBITO!!ci ho messo circa due ore e mezza...ok,forse ho fatto male a divorarlo,ma se un romanzo mi piace non vedo l'ora di finirlo!! E', per dirla alla Isabella Santacroce,very coinvolgente ;-) mi è piaciuta molto la figura di tuo padre. grandioso anche il capo americano. Barbara è semplicemente odiosa.sei stata fin troppo paziente con lei. Mi ha indignata la vicenda giudiziaria a seguito della violenza. Tra le donne che hai descritto mi è piaciuta la francesina, Isabelle se non sbaglio. Invece Maddalena insomma...forse perchè sono di parte e odio come ha trattato Alessandra... nel romanzo varie persone ammirano le tue gambe...ricordi che anch'io avevo notato questo tuo (bel) particolare?

LA RECENSIONE DI FAMOHPSSE:

E’ stato bello leggerti. Avere delle pagine in mano che diventano una persona. Essere coinvolti nei momenti che segnano. Seguire l’abbandono a se stessi quando questo giunge per incontrollabile corrente. Sesso come vita, puro in quanto solamente tale. Pieno, senza spazi per altro. Determinante, perché barca con cui fare i conti per arrivare alla propria isola, per arrivare a quel che si vuole d’altro. E’ stato bello leggerti e coglierti donna nelle tue sensibilità, nelle tue fragilità e risolutezze. Nel tuo modo d’essere sfrontato e vulnerabile, naturalmente femminile. A prescindere. LESBO E’ UN’ISOLA DEL MARE EGEO ha pagine calde, di buon fuoco, visive nei nudi, con punte di emozioni senza via di fuga. Ci sei dentro con il tuo vissuto, omo o etero che sia, e lo trasmetti e lo partecipi come ad un amico, che diviene amico, e l’ultima pagina suona come un arrivederci.

LA RECENSIONE DI SILENES:

...è un libro che leggi d'un fiato...la via del piacere per scappare dagli abissi del dolore...per frantumare lo specchio dell'anima...

LA RECENSIONE DI MAURAROCK:

E'un romanzo, di quelli che si leggono velocissimamente, perchè non ti va di fermarti ed aspettare. Un interessante e soggettiva spiegazione dell'omosessualità, priva di retorica sul maschio solo sesso - calcio -bistecca, si evita il maschio ma si comprende l'uomo. Folkloristiche le sensazioni di una donna, profondamente rispettosa dell'universo femminile, che oltre a far parte di questo, lo ama, lo desidera e vuole assaporare il gusto della donna, intesa come femmina, intesa come amante e come Amore. Viscerale, straziante ed eccitante. Amare, come solo una Donna, sa fare.

LA RECENSIONE DI BLUEYES9:

La volontà quanto l'immaginazione sono ingenuità terrene,costantemente in rilievo,in questo mirabile,romanzo a sfondo erotico.Le circostanze,crude,vicine tanto da sfiorarci,intense come assaporate dalle nostre stesse labbra,vengono espresse,ottenendo una narrazione scorrevole,in forma avvolgente ed essenziale.Non temono di certo la franchezza,le parole della scrittrice,se non,quella,schietta,della passione stessa,condotta per mano in caduta libera,verso isole inesplorate.Nella mente di Alessandra le intime carezze fanno da culla,apparentemente imprigionate,dai primi smarrimenti d'amore,lasciandole quell'amaro in bocca che la trascinerà al limite dell'apparente rassegnazione agli eventi,fino al completo accoglimento delle sue emozioni.Tra incertezze abbandoni e donne interessate a corrompergli il cuore e lo spirito,ci sarà anche chi saprà viverla proprio come ciò a cui lei ambisce...?La si vedrà ,nelle ultime tracce di sè,donare tutte le sue virtù, ad una donna degna di ogni stima?

LA RECENSIONE DI MOON:

Lesbo è un’isola del Mar Egeo di Alessandra Bianchi (Borelli editore), ormai diventato icona cartacea dei circoli lesbo del web, ma non solo, racconta la scoperta dell’omosessualità femminile di una bambina. Che si scopre ragazza e poi donna. La vita dell’autrice, in parte romanzata, si dipana in direzioni spazio-temporali e geografiche diverse, in più percorsi mentali, perdendosi in un abisso di momentanea perversione…un’immersione nel torbido per poi riaffiorare in superficie. Da Milano a Cannes al lago di Como e zone limitrofe, l’esistenza di una donna che ha scelto di parlare scrivere raccontare in prima persona la sua diversità senza falsi pudori. La protagonista esplora le strade dell’eros, cerca se stessa, la sua dimensione. E forse alla fine si trova…. Bello il finale aperto…. Ci sarà un seguito?

LA RECENSIONE DI JOLIE78:

Ciao, non ho mai scritto in questo sito e nemmeno in un blog, ho letto di te e pur non avendo ancora terminato il tuo libro ho sentito di doverti cercare per farti i miei complimenti. Ho letto le recensioni che ti hanno scritto e io non ritengo di essere all'altezza per replicare meglio di quanto non abbiano già fatto...però volevo dirti che sin dalle primissime pagine mi sono emozionata, la facilità di lettura, il trasporto che trasmetti nelle tue parole, i racconti travolgenti e così intensi a tratti angoscianti e strazianti mi hanno avvolto, rapito e inebriato. Raramente un solo libro riesce a trasmettermi tanto...leggo abbastanza e di vario genere ma tu per essere un'"esordiente" sei davvero molto brava. Ti faccio i miei complimenti....spero di rileggerti presto...ma ovviamente solo dopo una degna ispirazione! :-) Un bacio

LA RECENSIONE DI FABIOART:

Ho letto il tuo libro durante un viaggio, e mi hai lasciato senza parole... cosa peraltro non particolarmente facile! Non so quanto di quello che hai scritto appartenga alla realtá e quanto all'immaginazione (non sta a me credere o non credere), ma lascia che ti dica che in un caso ammiro la forza che dimostri, anche se travestita da fragilitá; nell'altro lo splendido percorso che fantasia e sensibilità hanno compiuto per comunicare in modo gentile concetti tanto pesanti. Se il tuo libro è la risultante delle due cose assieme, allora siamo davanti ad un'opera che definire "romanzo" è riduttivo. Perdona la frammentarietá di questo messaggio, ma sto scrivendo dal palmare: non volevo attendere un istante di piú per scriverti. Ti ammiro. Sinceramente e spudoratamente! Scherzi a parte: sull'Eurostar mi sono bevuto il tuo libro in un solo fiato. Bello! Mi piace. Ha una prosa scorrevole, avvolgente... mi sembrava quasi di ascoltare un'amica che si raccontava davanti ad una birra col caminetto acceso. Tutta la stima di questo mondo, Ale... Tutta la stima.

LA RECENSIONE DI GATTOQUATTO:

La prima sensazione che si è impadronita di me durante la lettura del libro di Sandra è stata di disagio: disagio per essere maschio. Invero in tutto il romanzo l’unica figura maschile che si salva dal naufragio è quella del padre della protagonista (se si esclude un accenno finale ad un incontro estemporaneo con un amico, volutamente lasciato in sospeso dall’autrice). A parte il drammatico episodio dello stupro di gruppo rimasto impunito, vi sono figure maschili che appaiono qua e là sospese nel vuoto, come semplici comparse. Né avrebbe potuto essere altrimenti. Non m’interessa in questa riflessione ripercorrere le tappe dell’odissea della protagonista nell’universo femminile delle sue amanti, amiche, o rivali che siano. Certo Alessandra intraprende il viaggio alla ricerca di sé, un viaggio irto di pericoli, che rischia di portarla ad una morte precoce, assurda ed improbabile come il suo disperato viaggio nell’ignoto (questa è una delle soluzioni proposte al termine del viaggio)…e più volte mi è venuto in mente, scorrendo le peregrinazioni della giovane donna verso gli abissi dei sensi nei quali è intenzionalmente sprofondata per poi riemergere con coraggio ad un nuovo incipit, l’esordio dantesco: “nel mezzo del cammin di nostra vita m’incamminai per una selva oscura, che la diritta via era smarrita”. Non m’interessa neppure il masochismo della ragazza che, pur avendo una soglia del dolore molto bassa, assume come viatico per la catarsi la sofferenza fisica disperatamente cercata nel piacere dei sensi, nell’impervio connubio tra eros e thanatos. Qui mi preme invece sottolineare come il romanzo si dipani in mille rivoli di sensazioni, emozioni, escursioni naturalistiche e baccanali, abiezioni e riscatti, in una sorta di panacea della sofferenza, di allegoria della sopravvivenza, di esaltazione della solitudine interiore…con piglio sicuro e padronanza stilistica la Bianchi porta il lettore a compromettersi con l’autolesionismo della protagonista, a diventarne complice, a subirne le conseguenze morali ed emotive. E poi ci sono i luoghi, non i luoghi comuni, ma i luoghi che, per uno strano scherzo del destino, conosco per averli visitati o perché sono quelli dove vivo attualmente. Dai più remoti, come l’isola di Mitilene, dove trascorsi una delle più intense vacanze della mia vita, a Cannes, dove non riuscivo mai a sostare con la mia auto, finché un giorno non scoprii un parcheggio incustodito lungo una stradina angusta, descritta da Alessandra come la strada delle streghe (un’idea narrativa rimasta incompiuta). Attraverso le esperienze profonde od estemporanee di Sandra mi sono sentito un testimone scomodo, scomodo in quanto maschio e, come tale, fuori dalle regole del gioco, e tuttavia coinvolto nel tourbillon erotico ed autodistruttivo che conduce Sandra all’appuntamento col suo destino. E poi la Brianza, dove vivo attualmente; i boschi dell’entroterra lecchese, i parchi, il rumore del silenzio tra le foglie di platani e faggi messi lì a proteggere con una fugace parentesi la protagonista dai marosi e dalle tempeste provocate delle delazioni anonime di un’amante gelosa.. Da ultima, la nostra madre patria, una Milano che ho rinnegato molti anni fa, quando capii che da bere restava soltanto l’acqua putrida dei Navigli, e l’inquinamento ambientale e delle coscienze. Un racconto che non accusa mai momenti di “stanca”, e non solo grazie al “facile” espediente delle descrizioni erotiche (peraltro mai volgari), ma anche, anzi, soprattutto perché i personaggi sono dipinti con pochi, ma efficaci tratti di pennello nella loro essenzialità. Alessandra Bianchi non perde mai di vista la dimensione interiore dei suoi personaggi, la loro conflittualità emotiva ed esistenziale, non si lascia mai prendere la mano dalle descrizioni più crudelmente erotiche, il suo progetto è chiaro e coerente nella sua complessa semplicità. Dunque, un libro che si “beve” tutto d’un fiato e che, soprattutto, ci induce istintivamente a riflettere una volta di più su noi stessi e sul senso della nostra vita.

LA RECENSIONE DI ARGENIOGIULIANA:

Il libro di Alessandra mi ha lasciato un retrogusto di disagio e rabbia: disagio poiché nella sofferenza femminile mi ci ritrovo al cento per cento e rabbia nei confronti del “branco”. Indipendentemente dal percorso esistenziale della protagonista, vi è un solo e unico punto sul quale mi soffermerò. L’auto distruzione e l’autolesionismo sono gli ingredienti che pervadono dall’inizio alla fine il romanzo, lasciando uno spiraglio di luce e speranza unicamente alla fine del libro. Lo stupro di gruppo è stato il passaggio più doloroso da affrontare durante la lettura, non tanto perché vi abbia ravvisato similitudini di esperienza ma perchè ho provato l’insano bisogno di uccidere materialmente gli aggressori. Probabilmente per una questione che mi appartiene per nascita e per l’istinto feroce che mi assale immediato, nei riguardi di un certo atteggiamento criminale maschile. La ricerca d’amore autentico spinge una giovane donna a sfiorare lungamente il crinale sottile che esiste tra la vita e la morte. Secondo il mio modestissimo punto di vista, vi è un equivoco macroscopico all’origine del bisogno amoroso. Tutto passa attraverso la pura attrazione fisica immediata, quasi questa ragazza non fosse null’altro che corpo-materia. Probabilmente ciò è dovuto alla giovane età di tutti i protagonisti e la necessità di sperimentare si allaccia alla condizione anagrafica. Sfiorare il disastro produce una quantità di endorfine distillate purissime ma, alla lunga, annienta. Vi sono tutti gli ingredienti per immaginare una pellicola tristissima e attuale. La storia trova brevi respiri nella descrizioni di luoghi che conosco e Alessandra mi ci accompagna per mano mentre continuo a lacrimare dentro, non tanto per presunti rimpianti della mia vita passata, ma per il terribile decorso della sua. A tratti ho provato l’impulso di spingerla fuori dalla storia che narra, di prenderla per un braccio e darle due potenti ceffoni. Immancabilmente mi ritrovavo a fare l’esatto contrario e, proteggerla, era l’unica sensazione reale che mi pervadeva. Il libro è scritto con uno stile semplice e fluido, quasi vi fosse l’intenzione voluta di dar spazio solo agli avvenimenti terribili, alle delusioni costanti. Più che erotico, il romanzo mi è apparso spaventosamente drammatico. Va letto senza pregiudizio di sorta, ponendo attenzione all’anima della protagonista che pur nella sua immensa fragilità, nasconde un istinto di sopravvivenza notevole.

LA RECENSIONE DI IRINAP:

“Saffo era una grande poetessa ma è passata alla storia perché era lesbica”. Questa la frase con la quale Alessandra Bianchi apre il suo libro… ed è solo l’inizio, un incipit storico, semplice, diretto, privo di virtuosismi. E così Alessandra colpisce per la prima volta… e di colpi di scena, batticuori, battaglie se ne ritrovano fino all’ultima pagina di “Lesbo è un’isola del Mar Egeo”. Può non piacere il suo stile, personalmente lo trovo scorrevole, da mangiare con gli occhi e l’immaginazione in poche ore e… genuino. Non ci è dato sapere quanto sia stato davvero vissuto dall’Autrice e quanto, invece, sia frutto della sua fantasia… ma si tratta comunque di episodi narrati in prima persona, assolutamente verosimili e che si susseguono velocemente uno dietro l’altro e uno tira l’altro, come le ciliegie. Episodi che aprono l’universo, o meglio, una parte dell’universo della personalità della protagonista e di una parte della sua vita, sicuramente non banale… costellata non solo di persone che agiscono nel bene o nel male, ma anche di descrizioni, sensazione a fior di pelle, brevi attimi di poesia e riflessioni sincere. Il romanzo è ricco di immagini piccanti le quali non cadono mai e poi mai nella volgarità, ma conservano intriso nell’inchiostro il sentimento autentico della protagonista e dei personaggi che l’accopagnano. Erotico? Non solo, il racconto è Vita in quanto tocca molteplici corde del cuore e della mente, quelle di ognuno di noi, facendole vibrare talvolta rumorosamente, talvolta con delicatezza… e questo spesso a prescindere dal fatto che le corde appartengano a un essere omosessuale o ad uno eterosessuale… perché siamo tutti uomini con le stesse debolezze e con quelle dinamiche sotterranee tanto simili che poi si manifestano in maniera molto diversa, a seconda del proprio vissuto, del luogo in cui si vive… a seconda delle sorprese, belle o brutte, che la vita inesorabilmente riserva a tutti senza fare troppe distinzioni. Ed è così che rimane impresso, durante la lettura di “Lesbo è un’isola del Mar Egeo”, il percorso ramificato di un’anima giovane in cerca di se stessa, che conosce l’Amore nel corpo di altre donne, che conosce il sesso nel corpo di altre donne e ancora: la protagonista alterna momenti di gioia ad altri di perdizione, attraversa strade trasgressive, impervie ed oscure e poi giunge in radure incantate e il ciclo ricomincia: autodistruzione e rinascita, come lava che cola lungo i pendii dello spirito per lasciare spazio poi, col tempo, ad una natura sempre più rigogliosa. Ondivaga: l’Alessandra del libro è ondivaga, si mette a nudo, sembra voglia sfogarsi, sembra voler farsi ascoltare a tutti i costi e incanalare messaggi di vita, chiari e forti, tra le righe, riga dopo riga. E colpisce davvero fino all’ultimo pensiero… un pensiero, a dire il vero, sospeso: sembra non avere fine il romanzo e il senso pare quello di voler continuare, sorridendo e sanguinando, mentre un rimescolamento interiore, irrefrenabile, quasi incomprendibile, getta l’inconscio nel passato a spolverare le antiche radici.

LA RECENSIONE DI FAUS:

Questo romanzo è classificato come erotico,ma dentro c'è molto, molto di più. L'erotismo prevale su tutto,un erotismo di classe, sensuale, intrigante, a volte molto crudo e schietto, da farti venir voglia di essere donna per poter amare un'altra donna!!! Il romanzo scorre veloce, le pagine frusciano come seta pregiata, regalando emozioni e sensazioni sublimi. Ma il bello arriva solo leggendo ... ci si accorge che non c'è solo erotismo. E' un'opera completa, puoi leggere di dolcezza, eros, autodistruzione, malinconia, dolore, amore, tragedia, vita quotidiana, leggerissime gocce di thriller in una "scena". Sì, scena, perchè mentre scorre la lettura, nella mente le parole diventano scene animate, che ti portano da Milano a Cannes, in un turbinio di sesso, mare, cibo, droga, tanto da rendere sconvolgente la lettura in certi passaggi. Come scrissi nel blog di Alessandra, a volte sentivo l'esigenza di abbracciare la protagonista del romanzo,per consolarla quando era triste, per sussurrarle nelle orecchie che certe scelte di vita la stavano portando al baratro, per farle sentire il calore di un gesto amico. Come ammesso da Alessandra, il romanzo è un misto tra autobiografia ed invenzione, e il lettore si pone spesso la fatidica domanda: "Le sarà successo davvero questo? E questo?" L'unica pecca che si può sottolineare è la velocità con cui vengono descritti gli amplessi,spesso si vorrebbe leggerne all'infinito,con descrizione dettagliata di ogni piccolo particolare. Ma questo credo che sia un difetto di noi ometti, che quando entriamo in "Pig Version" ci piacerebbe sapere per filo e per segno l'evolversi dell'atto sessuale. Che poi nel romanzo ci sono due tipi di atti sessuali (come spesso amo specificare anche io): "Scopare" e "fare all'amore". E Alessandra ci tiene molto a far capire al lettore se si trova di fronte ad un semplice appagamento sessuale o ad un amplesso tra due donne che si amano, e ci riesce benissimo. La descrizione di una scopata è evidente dallo stile di scrittura,sbrigativo,senza peli sulla lingua, quasi fosse un cerotto da strappare via. Invece il fare l'amore è descritto con passione,ardore,in maniera tale che quasi si riescono a sentire i battiti del cuore della protagonista che aumentano, il respiro che diventa affannoso, fino all'esplosione dell'orgasmo, e poi ancora, e ancora, e ancora... C'è altro da dire? Consiglio vivamente questo libro a tutti,perchè è scritto davvero bene. Dimenticavo:avrei scritto la stessa recensione anche se non avessi conosciuto l'autrice,ci tengo a precisarlo :-)

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Le Recensioni Del Mio Libro

mercoledì, 28 febbraio 2007
Postato da anneheche

deepdungeondarkCorinne è una ricca fanciulla di Strasburgo. Durante le vacanze estive, nella grande tenuta provenzale della famiglia, conosce Nathalie, la figlia del fattore. Le due ragazze sono molto diverse fra loro: intelligente, malinconica e sensibile, la bruna Corinne; solare, esuberante e vitale, la bionda Nathalie. Dapprima diventano amiche, poi scoprono l'amore. Ma un triste giorno il padre di Corinne le sorprende: manda sua figlia in un severo collegio, e licenzia il fattore. Nel rigido istituto, l'infelice Corinne deve sopportare le continue angherie di Juliette, bionda "reginetta" della scuola. Una sera viene sorpresa  dalle sue compagne di stanza mentre si masturba; Juliette e Michelle le strappano di dosso coperte e lenzuola, ricoprendola di ingiurie. Un giorno, però, Corinne si ribella e affronta Juliette in uno scontro fisico, nel quale riporta nettamente la meglio. Umiliata davanti alle altre collegiali, la biondina decide di vendicarsi: fingendosi umile e sottomessa, seduce la brunetta ( scoprendo le gioie dell'amore saffico ). Il suo perfido piano ha due precisi obiettivi, e il primo viene raggiunto quando fa in modo che Nathalie, la figlia dell'ex fattore, assista incredula e disperata a un appassionato bacio fra lei e Corinne. Ma Juliette commette un errore, annotando le sue intenzioni su un diario. Trascinata a forza in una camera,  sarà punita da Michelle che le taglia i capelli a zero. Nel frattempo, sbocciano due nuovi amori: quello fra Corinne e Jasmine, la seducente insegnante di educazione fisica del collegio; e quello fra Michelle e Daniel Leblanc, il nuovo supplente di matematica, fidanzato con la tenera Domenique. Juliette sembra finita: abbandonata dalle amiche e presa continuamente in giro per il  cranio rasato, ottiene tuttavia il permesso di mettersi una parrucca...e assieme ai capelli torna a crescere l'ombra della sua malizia. Ora la sua nemica mortale si chiama Michelle, sebbene la sua sete di vendetta riguardi anche Corinne. Entrata furtivamente nello studio di Leblanc, invia un'e-mail a Domenique, incolpando poi dell'accaduto Michelle. Il professore tronca immediatamente la sua relazione, ma durante la pausa natalizia scopre di non poter vivere senza Michelle; va a cercarla e si rende conto della sua innocenza. Per colpire Corinne, la perfida Juliette ingaggia Henry, in arte Mimmo, un gigolò superdotato, la cui caratteristica è quella di rovinare per sempre le donne che vanno a letto con lui, in quanto mai più potranno riassaporare un'estasi simile. La biondina incarica Mimmo di sedurre Corinne. Quindi riconquista alla sua causa la cinica Sandrine, facendone il suo braccio destro. In realtà, le due giovani si disprezzano a vicenda.

Bene, pensò Sandrine, mentre coccolava la sua amante. Juliette si era innamorata di lei, e questo significava che avrebbe potuto usarla. Tutto sommato, non aveva cambiato idea, riteneva sempre che la biondina fosse una debole. Una ragazza dal carattere fragile. Comunque, era anche vero che Juliette era intelligente e maliziosa: e, standole vicina, Sandrine, avrebbe imparato a usare quella intelligenza e quella malizia. Poi sarebbe venuto il suo momento. Juliette si lasciava accarezzare e baciare, come una gattina desiderosa delle attenzioni del padrone; ma la sua mente correva. Era stato più facile del previsto riconquistare Sandrine; era soddisfatta perché si era assicurata una valida alleata. Naturalmente l'avrebbe usata, sinchè le sarebbe stata utile, quindi, l'avrebbe castigata. Non aveva certo dimenticato quello che le aveva fatto. Prima toccava a Corinne e a Michelle. Ma poi, al momento opportuno,sarebbe venuto anche il suo turno. Sorrise e sembrò il sorriso di un angelo. Con un tono di voce dolce e suadente ripetè:"Ti amo, Sandrine!"

Dopo le vacanze di Natale, Juliette entra nottetempo nello studio di Leblanc e, facendosi passare per  Michelle, fa all'amore con lui.

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domenica, 25 febbraio 2007
Postato da anneheche

dianaloveDaniel Leblanc fissò sconcertato la ragazza che giaceva nuda sul divano letto. Era un uomo riflessivo, che si affidava quasi sempre alla forza della ragione; tuttavia in quel momento il suo pur vasto intelletto non gli venne in soccorso. Non sapeva cosa dire, non sapeva cosa pensare; il primo impulso sarebbe stato quello di insultarla: ma come poteva, se fino a un attimo prima aveva goduto del suo corpo? Scosse la testa, quasi a ribadire la sua incredulità. Poi la vide sorridere, un sorriso sfrontato e impudente. Non riuscì a trattenere la collera gelida che lo invase. "Sei una puttana!", esclamò. Juliette rise. "Certo!", ribattè. Sono una puttana, la tua puttana, visto che d'ora in avanti mi farò scopare da te ogni volta che lo vorrò!" L'insegnante scosse nuovamente il capo, completamente frastornato. "Non sei male, sai?", proseguì la biondina. "Non proprio la fine del mondo...ma te la cavi. Chissà come hai fatto godere quella cagna in calore di Michelle!" Il professore si rese conto che durante quella breve conversazione non aveva smesso di guardare il delizioso corpo nudo, sottile, efebico, disteso a gambe aperte sul divano; distolse gli occhi, sentendosi vagamente ridicolo. "Tu hai accusato ingiustamente Michelle!", disse con un tono di voce più controllato. "Sei stata tu a scrivere a Domenique!" Più che di un'accusa, si trattava di un'amara constatazione. Juliette rise. "Come sei intelligente!" Leblanc si passò una mano sui capelli. Cercava di riflettere, di capire l'assurdo disegno di quella ragazza; ma, per quanto si sforzasse, non riusciva a pervenire a una conclusione razionale. "Ma perchè?", chiese infine. Juliette gli posò un piede sul torace. "Perchè", rispose, "voglio che tu diventi il mio amante. Voglio che tu mi divida con Michelle, sino a quando non cambierò idea. E' possibile che un giorno ti chiederò di lasciarla...e tu obbedirai!" Daniel Leblanc stava per replicare, ma non ne ebbe il tempo. In quel preciso momento, la porta dello studio si spalancò.

Corinne rilesse per la terza volta la lettera. Nessuno le aveva mai scritto frasi tanto dolci e coinvolgenti, nessuno l'aveva mai compresa in quel modo, quasi entrando nel suo cuore e sfogliandolo, petalo dopo petalo, come  fosse un fiore. Quel giovane le era stato simpatico fin dal primo momento in cui l'aveva visto, ma adesso, dopo quelle stupende parole, voleva rivederlo. Decise che sarebbe andata all'appuntamento segreto, che con estremo tatto e  infinita gentilezza Mimmo le aveva proposto.

 Vorrei segnalarvi un libro che mi è piaciuto molto: SEI TU di Claudia Baldini. Narra la storia d'amore fra Paolo, un aitante medico di Follonica, e Giulia, un' affascinante scrittrice. La splendida spiaggia di Calaviolina fa da cornice a questo eccitante racconto, in grado di regalare ai lettori intense emozioni dal profumo di mare. Le pagine scorrono una dopo l'altra, senza un attimo di sosta, grazie allo stile assolutamente coinvolgente e scorrevole.
 
http://www.lulu.com/content/467295

Foto by DIANALOVE.

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mercoledì, 21 febbraio 2007
Postato da anneheche

VISTA DA ANNEHECHE:

Quella sera il professor Leblanc era uscito a cena con alcuni colleghi; quasi un modo per dire addio alle vacanze natalizie e predisporsi all'attività didattica, che sarebbe ripresa l'indomani. A tavola parlarono degli ultimi film, di politica, di letteratura. Daniel non partecipava alla conversazione, pensava a Michelle: non vedeva l'ora di stringerla nuovamente fra le braccia, di fare all'amore con lei, di vedere quello splendido viso illuminato dalla passione. Torno' al collegio verso le undici e andò subito a letto. Aveva bevuto un pò troppo e, non essendo abituato all'alcool, gli girava lievemente la testa. Prima di partire, aveva comprato un nuovo divano letto: non gli piaceva la camera che gli era stata destinata, preferiva dormire nel suo studio, accanto ai libri, agli scritti e alle cose che gli erano care. Si addormentò immediatamente. Circa un'ora dopo, una ragazza penetrò furtivamente nella stanza. Abituati gli occhi all'oscurità, si spogliò e si avvicinò al divano letto. Scostò delicatamente coperte e lenzuola, e si sdraiò accanto a Leblanc. L'insegnante dormiva profondamente, non si accorse di nulla: altrimenti avrebbe intravisto una silhouette inginocchiarsi, chinarsi verso di lui e prendere in bocca il suo membro. Daniel stava sognando confusamente. Strane visioni si alternavano nella sua mente: laghi azzurri incastonati fra alte montagne cosparse di neve, cavalli lanciati al galoppo contro le postazioni nemiche, scoiattoli nel folto di un bosco incantato...ma qualcosa lo strappò al sogno.
Confuso e intontito, si rese tuttavia conto di essere fortemente eccitato; un istante dopo, percepì il contatto di una bocca, di una lingua. Non voleva venire in quel modo! "No, Michelle!", esclamò con la voce resa roca dal sonno e dal vino. La sospinse con dolcezza sul letto, e fu sopra di lei. La penetrò, mentre un'immensa gioia si impossessava di lui. Incominciò a possederla con furia, pazzo d'amore e di
desiderio. Lei assecondava i suoi movimenti, gli graffiava la schiena, ricambiava avidamente i baci. Era meraviglioso. Forse a causa dell'alcool, forse per quella circostanza assolutamente imprevista, l'amplesso durò moltissimo, un tempo infinito, sospeso su ali di una dolcezza inenarrabile. Alla fine, Leblanc venne, e la ragazza con lui. Daniel rimase sopra di lei, a riprender fiato; e, a un tratto, si rese conto che c'era qualcosa che non quadrava. All'inizio non riuscì a comprendere,ma poi...Il corpo femminile che stava sotto al suo gli era sconosciuto. Michelle aveva seni più sviluppati, cosce più grosse, bacino più largo. E, inoltre, faceva all'amore in modo diverso. Improvvisamente sobrio e cosciente, l'insegnante saltò giù dal divano e accese la luce.

VISTA DA PASSAGGISEGRETI:

Luce, sguardo e mani.
Vedo, sento e provo.
 Alchimie.
 Movimento sensuale di capo.
 S'apre la carne al contatto .
Nessuno può godere del mio silenzioso pensiero.
 Mi ubriaco di pelle nuda ...

Il respiro mi desta, il sospiro m'ingabbia.
 Una voce lontana ma viva mi scuote.
 E' pelle e profumo.
 Si modifica il corpo, si arrossa il pensiero.
 E' impetuosa l'onda che mi sommerge.
Ti tremo addosso tra i veli d'indecenza.

E' il sogno forte e compatto, il desidero fatto di labbra.
 Bramare o volare ?
 Trattenere o toccare ?
 Reprimere il desiderio mentre scoppia la mente ed il fluido.
Non puoi controllarti, non puoi controllarmi, perchè dentro è intensità pura ...

IL MIO POST SU CAFFE' LETTERARIO:
Li svegliarono prima dell'alba. Il tempo di scendere dalla branda e di stropicciarsi le mani per il freddo, e furono sospinti fuori, nel gelo quasi irreale della steppa...

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domenica, 18 febbraio 2007
Postato da anneheche

scarlett johansson e keira knightleyCamminavano lentamente, fianco a fianco, evitando di guardarsi. Michelle rifletteva sulle parole che Daniel Leblanc le aveva detto; una ragazza era stata da lui e l'aveva accusata di aver mandato una e-mail a Domenique, inoltre aveva affermato che lei si era vantata pubblicamente della sua relazione con lui. Il professore non aveva voluto dirle il nome della delatrice; ma Michelle era pressochè certa che si trattava di Juliette. Se solo avesse avuto uno straccio di prova, questa volta non si sarebbe limitata a tagliarle i capelli: con il cuore gonfio di ira passava in rassegna tutto ciò che avrebbe voluto farle...ma le mancava la sicurezza assoluta che fosse stata davvero la biondina. Finalmente, parlò. A voce bassa, scandendo lentamente le parole. "Mi credi adesso, amore?" L'insegnante si girò verso di lei, le sorrise, poi annuì. "Si, ti credo, tesoro. E sono felice che tu sia innocente, perchè ti amo. Mi sei entrata nel sangue, ero disposto a perdonarti, volevo soltanto capire; ma naturalmente è meglio così." Michelle gli prese una mano e la portò al viso. "Non vuoi proprio dirmi il nome di quella ragazza?" L'uomo scosse il capo. "No, Michelle, non posso. Ma le parlerò. Desidero comprendere il motivo del suo comportamento, mi sembra così assurdo..." La giovane esibì un sorriso triste. "Non è assurdo, amore mio: è dettato dall'odio e dall'invidia. Io credo di sapere chi è, tuttavia non la toccherò nemmeno con un dito; sarà la vita a punirla. Alla fine, sarà costretta a pagare un prezzo molto alto per la sua malvagità. Ma adesso basta, Daniel...parliamo di noi!" Poi Michelle baciò Leblanc. Entrambi si sentirono immensamente felici.

Juliette faticava a seguire il resoconto di Henry. A quanto pareva, ogni cosa procedeva per il verso giusto e Corinne era già quasi cotta. Ora Mimmo le stava annunciando la prossima mossa: subito dopo le vacanze natalizie,  sarebbe andato a trovarla in collegio dove l'avrebbe sedotta definitivamente. Gli occorreva una camera da letto. La biondina avrebbe voluto rispondergli che gliela avrebbe procurata, ma non era in grado di parlare. Mimmo aveva ripreso a muoversi dentro di lei, con la stupefacente abilità che gli era propria; le succhiava un capezzolo, mentre la scopava. Nell'immaginazione della biondina quel membro era qualcosa di immenso, e di prodigioso. Sollevò le gambe, era il modo che preferiva di fare all'amore; un istante dopo, incominciò a godere. Il piacere che provò fu addirittura superiore a quello dell'incontro precedente, una sensazione che non avrebbe mai saputo descrivere, un orgasmo che la condusse alla porta del cielo. Gridò, mentre gli occhi le si colmavano di lacrime. Ai suoi piani avrebbe pensato dopo.

Sandrine era molto soddisfatta di sè. Da Juliette avrebbe imparato molto, quanto le sarebbe servito in futuro, quando, dopo essersi liberata di lei, avrebbe infine agito in prima persona. Per di più,  le era piaciuto molto fare sesso con la biondina, e il fatto di averla sodomizzata le arrecava una soddisfazione sottile. Nel mondo degli animali, rappresentava la prova di chi era l'essere dominante. O almeno le sembrava di aver letto qualcosa di simile su un libro.

Qui vi attende un gioco veramente difficile...per duri!

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mercoledì, 14 febbraio 2007
Postato da anneheche

katie 3Quando la vide provò un tuffo al cuore. Ricordava la piccola immagine racchiusa nell'avatar, raffigurante un volto giovane e grazioso, quello di una fanciulla pulita e serena, affamata di vita. Ma dal vivo era molto di più: una splendida ragazza, alta almeno un metro e settanta, i lunghi capelli neri che incorniciavano un viso semplicemente stupendo, un corpo perfetto, e soprattutto una luce profonda negli occhi scuri  pieni di vita. Antonio Malinverno si incamminò verso di lei, quasi esitando; abbozzò un sorriso timido, simile a quello di un ragazzo al primo appuntamento. E invece aveva sessant'anni.

Dopo la morte della moglie, era andato in pensione e aveva aperto un blog. Non contava molti amici, non gli interessava uscire di casa ed affrontare il mondo esterno senza di lei; la casa rappresentava un rifugio sereno e il computer uno svago che gli permetteva di scordare la sua solitudine. Incominciò a scrivere. Poesie meravigliose, ricche di immagini che scaturivano direttamente dal suo cuore; racconti  realizzati con una prosa perfetta, squarci di vita vissuta oppure avventure incantate in mondi lontani e suggestivi. Il primo post ebbe dieci commenti, il secondo quindici, poi, in rapida successione, diventarono trenta, quaranta, cento, duecento. Molti gli mandavano messaggi privati. Antonio rispondeva sempre. A tutti. Diventò un punto di riferimento: dispensava consigli, parole di incoraggiamento, frasi gentili e sempre sincere, perchè era buono d'animo. Poi arrivò Isabella. Era la sua prima lettrice, la prima fan. Ormai egli sapeva che avrebbe trovato il suo commento pochi minuti dopo aver postato, e si trattava di commenti profondi che rivelavano intelligenza e sensibilità. Il passo successivo fu rappresentato dai messaggi. Isabella si era innamorata di lui. Voleva conoscerlo. Malinverno aveva scelto un avatar che raffigurava un pinguino, gli erano sempre piaciuti i pinguini; le rispose che aveva sessant'anni...non gli sembrava il caso. Ma Isabella insisteva. Con la caparbia tenacia dei giovani gli spiegò infinite volte che non era interessata all'aspetto fisico, ma alla sua anima. Al suo ingegno tanto vasto. Alla fine, Antonio Malinverno acconsentì. Provava molta paura all'idea di incontrare una ragazza così giovane, sapeva che, al di là della differenza di età, egli non era prestante, nemmeno da ragazzo era stato bello. Tuttavia Isabella era riuscita a stregarlo. Non sapeva cosa sarebbe successo, non voleva porsi domande alle quali non avrebbe potuto rispondere. Ma desiderava vederla. Parlare con lei. Assaporare il suo profumo. Bearsi della sua avvenenza. Fissarono un appuntamento in una città a metà strada. Entrambi descrissero come si sarebbero vestiti.

Sebbene fosse il 14 febbraio, il clima era mite. Nel cielo azzurro splendeva un sole che sapeva di primavera. Antonio Malinverno si fermò a pochi passi da Isabella. Sorrise nuovamente. Questa volta in modo più convinto. Ma poi...vide un'ombra passare nello sguardo della ragazza. Cercò di interpretare l'espressione di quel viso tanto bello, di dare un senso alla nuova luce che passava in quegli occhi, di capire il motivo della strana piega che aveva assunto la sua bocca. Non ne ebbe il tempo. Isabella si voltò e fuggì via.

Dedicato con tanto affetto a una persona speciale.

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domenica, 11 febbraio 2007
Postato da anneheche

anne heche, lMichelle uscì di casa molto presto. Andava a trovare un'amica che non vedeva dall'estate precedente; voleva confidarsi, sfogare l'amarezza e la desolazione che si erano impadronite di lei dopo che Leblanc l'aveva lasciata. A dispetto del clima rigido, portava dei jeans a vita bassa che le lasciavano scoperta la pancia; essendo piuttosto stretti, mettevano in risalto le splendide forme del suo sedere e delle gambe. Calzava scarpe da ginnastica nere. Un giubbotto di pelle completava il suo abbigliamento. Quando uscì dal portone, provò un tuffo al cuore. Un uomo la stava attendendo. Aveva un'espressione seria, quasi sofferente; immobile davanti alla casa, sembrava una statua. Era Daniel Leblanc.

Il locale era caldo e accogliente. Si respirava un buon profumo di dolci. Seduti a un tavolino d'angolo, Corinne e Mimmo sorbivano una cioccolata bollente. La ragazza si trovava perfettamente a suo agio: quel giovane era educato e gentile, con un modo di fare quasi timido che la inteneriva. Inoltre, era simpatico e intelligente. Chiacchierare con lui era un vero piacere; i minuti correvano, senza che la brunetta se ne rendesse conto. In Mimmo riscontrava alcuni tratti del suo carattere: la riservatezza, una certa aura malinconica, l'amore per la natura e per la poesia. Si sorprese a parlargli di sensazioni e di ricordi che non avrebbe mai pensato di svelare a qualcuno; era felice di averlo conosciuto. Henry, in arte Mimmo, sembrava ascoltare con attenzione le sue parole: ma, in realtà, pensava ad altro. Era stato più facile del previsto conquistare la fiducia di quella sciocca ragazzina; ancora un'ora, e sarebbe stata cotta di lui. Juliette sarebbe stata contenta del suo operato. Pregustò il lauto compenso che lo attendeva. Poi si lasciò sfuggire un sorriso malizioso: avrebbe fatto nuovamente sesso con lei, e la prospettiva lo attirava molto. Un nuovo pensiero lo raggiunse: sarebbe stato più bello con la biondina o con Corinne? Erano due ragazze diverse, e lui si sentiva pronto a scommettere che la morettina era in grado di riservargli molte piacevoli sorprese.

Sandrine non si sentiva sazia di Juliette. Ricominciò a baciarle i seni, mentre le sue abili dita stuzzicavano il clitoride. La biondina mugolò di piacere. Poi le dita entrarono in lei, conducendola rapidamente all'orgasmo. Sandrine scese dal letto e, camminando scalza, andò ad aprire l'armadio; frugò sotto una pila di maglioni, estraendo infine un dildo. Tornando verso il letto, sorrise con una strana luce negli occhi. "Ti farò provare qualcosa di nuovo!", mormorò con un tono di voce basso e lievemente roco.  Juliette si stirò pigramente. "Mi piacciono le novità.", rispose, chiedendosi cosa intendesse esattamente dire. Lo scoprì pochi minuti dopo. Sandrine la penetrò a fondo, facendole scoprire le gioie e i dolori della sodomia.

Sul blog di Sandra c'è un giochino. Se volete, cliccate qui.                

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mercoledì, 07 febbraio 2007
Postato da anneheche

the green lightIl template del blog era nero, molto semplice. In alto, sulla sinistra, si stagliava una figura geometrica di colore verde che sembrava un cilindro; il nome del sito, tracciato a lettere verdi, era La Luce Verde. Non c'erano link. Non c'erano categorie. Non c'erano post. Fastidiosetta esaminò lo schermo, perplessa. Guardò il contatore delle visite: segnalava 1. Una sola visita, evidentemente la sua.  Era chiaro che quel sito era stato aperto da poco; ma che senso aveva fare spamming se non si aveva nemmeno un post da offrire? Il mondo è pieno di gente stravagante, si disse la donna. E in fondo cos'è Splinder, se non un riflesso della vita reale? Decise di tornare nella stanzetta-degli-orrori, tuttavia, un istante prima che potesse cliccare, sullo schermo apparve improvvisamente una scritta: BEN ARRIVATA, FASTIDIOSETTA! Fasti era una persona coraggiosa, ma quelle parole, tracciate in verde, ebbero il potere di spaventarla. Esitò per un solo momento, poi abbandonò quell'assurdo sito.

La seconda ad arrivare fu Loeilouvert. Si era concessa un'oretta di tempo per navigare, quindi si sarebbe dedicata alle scartoffie del liceo. Lei trovò un post. O per essere più precisi, una foto e una scritta: l'immagine raffigurava il tendone di un circo, le parole invitavano a cliccare per leggere il testo. La preside seguì le istruzioni, ma non trovò un racconto, bensì una serie di fotografie, peraltro tutte molto belle. Nella prima si vedeva un domatore, in giacca rossa e pantaloni neri, alle prese con due maestosi leoni. La seconda mostrava tre clown, con i caratteristici nasi posticci; la terza alcuni splendidi cavalli che correvano in circolo lungo la pista del circo. Curioso!, pensò Loeilouvert. Poi vide la quarta immagine. Sbiancò in viso e rimase immobile a fissarla, come ipnotizzata. Scosse la testa. Distolse lo sguardo, dicendosi che si trattava di un'allucinazione. Lasciò trascorrere qualche secondo, trasse un profondo respiro e, dopo una breve esitazione, tornò a guardare. L'immagine non era cambiata. Non è possibile!, mormorò Loeilouvert, sgomenta.

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domenica, 04 febbraio 2007
Postato da anneheche

scarlettSandrine non era più invaghita di Juliette, tuttavia la desiderava ancora. Quel corpo sottile ed efebico, i soffici capelli biondi, gli occhi chiari, il sorriso ad un tempo malizioso ed ingenuo, uniti al suo profumo fresco che sapeva di primavera, ebbero il potere di stordirla. Ricambiò il bacio avidamente, mentre le sue  mani correvano ai piccoli seni, soffermandosi sui capezzoli rosei.  Juliette aveva in mente soltanto Mimmo, ma era già stata a letto con una donna, e l'esperienza non le era dispiaciuta affatto. Inoltre, sotto il profilo fisico, Sandrine la attirava più di Corinne: non era una ragazza bella, nel senso classico del termine, però era attraente e sensuale. Castana, con gli occhi di un verde screziato, era alta e ben fatta; i lineamenti del viso erano regolari, e il naso lievemente lungo non stonava assolutamente: anzi, se fosse stato un nasino alla francese, mal si sarebbe adattato alla configurazione del suo volto. Le due giovani si baciarono a lungo, con passione, poi tenendosi abbracciate si trasferirono nella camera di Sandrine. Si spogliarono e si stesero sul letto. Sandrine incominciò a baciare i piedi della biondina; le succhiò gli alluci, risalì alle caviglie sottili, ai polpacci, alle cosce. Le infilò un dito nell'ano, inizialmente, con delicatezza, ma subito dopo spingendolo con decisione, giusto per osservare la sua reazione. Juliette strabuzzò gli occhi, ma non oppose resistenza. Infine, Sandrine entrò con la lingua in lei, esplorandola a fondo; intanto, le mani stringevano i seni, titillavano i capezzoli, tornavano a stringere con forza. Juliette iniziò a godere; aveva le gambe divaricate; con i piedi strusciava le lenzuola, con le mani spingeva quasi la testa dell'altra, come ad assicurarsi che non smettesse di colmarla di delizia. S'inarcò e con un movimento aggraziato sollevò le gambe, offrendosi completamente. Sandrine leccò voracemente, bevendo il suo nettare. Juliette si mise a gemere, mentre l'orgasmo la travolgeva. Poi gridò:" Sandrine, ti amo!". L'estasi dipinta sul suo viso, la luce quasi selvaggia che avevano assunto i suoi occhi, l'intonazione della voce: ogni particolare conferiva sincerità a quella frase, e Sandrine ne fu assolutamente compiaciuta.

Bene, pensò, mentre coccolava la sua amante. Juliette si era innamorata di lei, e questo significava che avrebbe potuto usarla. Tutto sommato, non aveva cambiato idea, riteneva sempre che la biondina fosse una debole. Una ragazza dal carattere fragile. Sandrine non avrebbe mai chiesto pietà a Corinne, nemmeno dopo venti schiaffi. Né avrebbe pianto, e supplicato Michelle di non tagliarle i capelli; si sarebbe comportata con gelida fermezza. Non avrebbe perso la dignità. Tuttavia, era anche vero che Juliette era intelligente e maliziosa: e, standole vicina, Sandrine, avrebbe imparato a usare quella intelligenza e quella malizia. Poi sarebbe venuto il suo momento. Juliette si lasciava accarezzare e baciare, come una gattina desiderosa delle attenzioni del padrone; ma la sua mente correva. Era stato più facile del previsto riconquistare Sandrine; era soddisfatta perché si era assicurata una valida alleata. Naturalmente l'avrebbe usata, sinchè le sarebbe stata utile, quindi, l'avrebbe castigata. Non aveva certo dimenticato quello che le aveva fatto. Prima toccava a Corinne e a Michelle. Ma poi, al momento opportuno,sarebbe venuto anche il suo turno. Sorrise e sembrò il sorriso di un angelo. Con un tono di voce dolce e suadente ripetè:"Ti amo, Sandrine!"

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