anneheche blog

Odi et Amo

Questo è il mio Libro

"Lesbo è un'isola del Mar Egeo", Borelli editore, collana Pizzo Nero, 166 pagine, 12 euro. E' una storia d'amore, di sesso e di passione. Lo spunto di partenza del romanzo è dato dall'incontro della protagonista con Maddalena, una ragazza conosciuta al mare, che la seduce, iniziandola all'amore saffico. La vicenda si svolge fra Milano e Cannes, il Giappone e la Brianza, alla ricerca di un sentimento puro che sembra non possa appartenere al karma di Alessandra... Lo trovate nelle migliori librerie; se non dovesse esserci, sarà sufficiente ordinarlo. Comunque, è reperibile anche su IBS: basta digitare il mio nome e cognome, oppure il titolo del libro.

LA RECENSIONE DI LUNA70: “Lesbo è un’isola del Mar Egeo” è il romanzo d’esordio di Alessandra Bianchi. Il tema trattato è piuttosto attuale: la storia di una ragazza che si rende conto di sentirsi attratta sessualmente dalle donne e le sue prime esperienze d’amore e di sesso, nonché i turbamenti che ne derivano. Il linguaggio è semplice e scorrevole, cattura l’attenzione del lettore sin dalle prime righe senza mai stancare; le descrizioni sono brevi e concise ma si inseriscono nel contesto con precisione ed accuratezza. Anche le scene erotiche sono ben delineate, senza mai risultare volgari o banali e i personaggi sono decisamente credibili al punto da non riuscire a distinguere dove comincia la finzione e finisce la realtà. Il lettore è portato, pagina dopo pagina, a provare simpatia per la protagonista, a gioire e soffrire con lei come durante l’episodio in cui è vittima di uno stupro, o quando per la follia di una psicopatica prima rischia di perdere il lavoro e successivamente la donna che ama fino ad arrivare a un finale che è un crescendo di suspense e paura. Insomma, per essere un romanzo erotico che non è di certo il genere preferito dall’autrice (Alessandra predilige gli horror alla maniera di Stephen King, che più volte nomina all’interno della sua opera) beh non posso far altro che complimentarmi con lei per la sua bravura..

LA RECENSIONE DI MARLENEINNOIR:

Coesistono in esso descrizioni paesaggistiche e naturali sublimi , moti della psiche ed emozionali dei personaggi principali descritti in modo magistrale e , non da meno , avventura umana , sentimenti veri , con uno stile assolutamente personale che la contraddistingue assolutamente . “Lesbo è un’isola del Mar Egeo ” è un libro intriso di tutto questo , c’è una grande scorrevolezza , si “beve” tutto d’un fiato , si respira , si sente dentro , si sentono le emozioni dell’autrice che ne diventa la protagonista perchè scrive in prima persona e si avvertono le atmosfere giocate tra varie ambientazioni rurali o urbane . Avendo conosciuto Alessandra Bianchi non mi ritengo fortunata solo perchè io sono sicura che avrà il successo che merita con questa sua opera , ma anche e soprattutto perchè ho avuto l’occasione di conoscere (seppur solo mediaticamente) una persona con un alto livello culturale e soprattutto uno spessore spirituale e morale incredibile , una sensibilità non comune.

LA RECENSIONE DI VINCE:

Ho terminato il tuo libro domenica, ecco cosa ne penso. DIFETTI: Un paio di ripetizioni e, in qualche occasione, arrivi troppo presto al "succo". PREGI: Scrittura scorrevole,chiara,che coinvolge il lettore. Mi è piaciuta,in particolare, la seconda metà del libro:l'ho letteralmente divorata! Giudizio finale:Very bello... Ora, però,aspetto il seguito.

LA RECENSIONE DI GIOVE181:

Ho finito pochi minuti fa di leggere il tuo libro. L'ho trovato bello e intrigante. Mi ha fatto scoprire un mondo che non conoscevo anche se spero non sia tutto così. L'immagine complessiva del mondo omosessuale femminile che ne deriva non è forse dei migliori. Non so quanta realtà vi sia nel tuo racconto ma nell'esperienza che descrivi a volte, spesso, sembra che la donna sia merce di se stessa. Ideale tanto combattuto nei confronti dell'uomo. Il racconto è scorrevole e sono contento di averlo letto.

LA RECENSIONE DI UNDERWETBASTARD:

Ieri mattina mi è arrivato il tuo libro, come un bimbo a natale mi ci sono tuffato e in un'apnea durata un paio d'ore scarse l'ho letteralmente divorato. Bello, mi è piaciuto molto, nonostante i molti momenti cupi e decadenti della tua storia che spero ardentemente essere stati meno drammatici di come li hai descritti. Lo stile fresco e scorrevole ne fa un piacevole romanzo, le vicende erotiche narrate nei dettagli (anche se spesso fini a loro stesse) scatenano nel lettore emozioni molto forti e l'immaginazione vola a quei letti madidi di sudore e sesso. E' comunque un ottimo lavoro che merita le luci della ribalta.

LA RECENSIONE DI MONICA8000:

Volevo dirti che ho finito di leggere il tuo libro. E' bellissimo! Come fai a essere così scorrevole? Se scrivessi di spionaggio saresti una Ken Follett. E la sai una cosa? Le ultime pagine mi hanno fatto venire il mal di pancia per lo stress! Complimenti, sei grande!

LA RECENSIONE DI BRIANZOLITUDINE:

Mi è piaciuto molto il finale, narrazione con sorpresa che non mi aspettavo. Poi la tua prosa è davvero incantevole.

LA RECENSIONE DI LADYSACKVILLE:

Sincera, sincera, sincera!!! Ti ho seguita per mano avida di sapere che cosa sarebbe successo in seguito, mi sono comunque ritrovata costretta a bloccarmi più volte nel corso della lettura. Ci sono certi aspetti che mi hanno fatto molto male (confesso: fino a portarmi alle lacrime), altri che erano talmente poetici da meritare una rilettura, alcuni, invece, mi hanno divertita tantissimo (la cura che dedichi al vestiario e alle scarpe dà molta verità alla tua storia – detto tra noi condivido i tuoi gusti ^^). Nell’autodistruzione del tuo personaggio avrei preferito, a tratti, una maggiore introspezione, ma non è una critica! L’hai già resa molto bene così, ma c’è una tale profondità in alcuni punti del romanzo, che quando manca, si percepisce subito la differenza e sembra quasi che qualcosa ti abbia trattenuta. Che dire alla fine?! Ti ho letta passando in rassegna tutte le sensazioni possibili e immaginabili. “Trasmettere” e scuotere le anime è un po’ l’obiettivo di ogni artista (uno dei miei più grandi piaceri è far ridere o piangere il mio pubblico a teatro!). Tu con me hai fatto questo ed altro, mi hai davvero emozionata. Ti ammiro moltissimo Alessandra, sia per la tua bravura, che per il tuo coraggio. Sappi che hai una grande fan.

LA RECENSIONE DI LADYLILITH:

Ieri ho ricevuto il tuo libro...l'ho finito SUBITO!!ci ho messo circa due ore e mezza...ok,forse ho fatto male a divorarlo,ma se un romanzo mi piace non vedo l'ora di finirlo!! E', per dirla alla Isabella Santacroce,very coinvolgente ;-) mi è piaciuta molto la figura di tuo padre. grandioso anche il capo americano. Barbara è semplicemente odiosa.sei stata fin troppo paziente con lei. Mi ha indignata la vicenda giudiziaria a seguito della violenza. Tra le donne che hai descritto mi è piaciuta la francesina, Isabelle se non sbaglio. Invece Maddalena insomma...forse perchè sono di parte e odio come ha trattato Alessandra... nel romanzo varie persone ammirano le tue gambe...ricordi che anch'io avevo notato questo tuo (bel) particolare?

LA RECENSIONE DI FAMOHPSSE:

E’ stato bello leggerti. Avere delle pagine in mano che diventano una persona. Essere coinvolti nei momenti che segnano. Seguire l’abbandono a se stessi quando questo giunge per incontrollabile corrente. Sesso come vita, puro in quanto solamente tale. Pieno, senza spazi per altro. Determinante, perché barca con cui fare i conti per arrivare alla propria isola, per arrivare a quel che si vuole d’altro. E’ stato bello leggerti e coglierti donna nelle tue sensibilità, nelle tue fragilità e risolutezze. Nel tuo modo d’essere sfrontato e vulnerabile, naturalmente femminile. A prescindere. LESBO E’ UN’ISOLA DEL MARE EGEO ha pagine calde, di buon fuoco, visive nei nudi, con punte di emozioni senza via di fuga. Ci sei dentro con il tuo vissuto, omo o etero che sia, e lo trasmetti e lo partecipi come ad un amico, che diviene amico, e l’ultima pagina suona come un arrivederci.

LA RECENSIONE DI SILENES:

...è un libro che leggi d'un fiato...la via del piacere per scappare dagli abissi del dolore...per frantumare lo specchio dell'anima...

LA RECENSIONE DI MAURAROCK:

E'un romanzo, di quelli che si leggono velocissimamente, perchè non ti va di fermarti ed aspettare. Un interessante e soggettiva spiegazione dell'omosessualità, priva di retorica sul maschio solo sesso - calcio -bistecca, si evita il maschio ma si comprende l'uomo. Folkloristiche le sensazioni di una donna, profondamente rispettosa dell'universo femminile, che oltre a far parte di questo, lo ama, lo desidera e vuole assaporare il gusto della donna, intesa come femmina, intesa come amante e come Amore. Viscerale, straziante ed eccitante. Amare, come solo una Donna, sa fare.

LA RECENSIONE DI BLUEYES9:

La volontà quanto l'immaginazione sono ingenuità terrene,costantemente in rilievo,in questo mirabile,romanzo a sfondo erotico.Le circostanze,crude,vicine tanto da sfiorarci,intense come assaporate dalle nostre stesse labbra,vengono espresse,ottenendo una narrazione scorrevole,in forma avvolgente ed essenziale.Non temono di certo la franchezza,le parole della scrittrice,se non,quella,schietta,della passione stessa,condotta per mano in caduta libera,verso isole inesplorate.Nella mente di Alessandra le intime carezze fanno da culla,apparentemente imprigionate,dai primi smarrimenti d'amore,lasciandole quell'amaro in bocca che la trascinerà al limite dell'apparente rassegnazione agli eventi,fino al completo accoglimento delle sue emozioni.Tra incertezze abbandoni e donne interessate a corrompergli il cuore e lo spirito,ci sarà anche chi saprà viverla proprio come ciò a cui lei ambisce...?La si vedrà ,nelle ultime tracce di sè,donare tutte le sue virtù, ad una donna degna di ogni stima?

LA RECENSIONE DI MOON:

Lesbo è un’isola del Mar Egeo di Alessandra Bianchi (Borelli editore), ormai diventato icona cartacea dei circoli lesbo del web, ma non solo, racconta la scoperta dell’omosessualità femminile di una bambina. Che si scopre ragazza e poi donna. La vita dell’autrice, in parte romanzata, si dipana in direzioni spazio-temporali e geografiche diverse, in più percorsi mentali, perdendosi in un abisso di momentanea perversione…un’immersione nel torbido per poi riaffiorare in superficie. Da Milano a Cannes al lago di Como e zone limitrofe, l’esistenza di una donna che ha scelto di parlare scrivere raccontare in prima persona la sua diversità senza falsi pudori. La protagonista esplora le strade dell’eros, cerca se stessa, la sua dimensione. E forse alla fine si trova…. Bello il finale aperto…. Ci sarà un seguito?

LA RECENSIONE DI JOLIE78:

Ciao, non ho mai scritto in questo sito e nemmeno in un blog, ho letto di te e pur non avendo ancora terminato il tuo libro ho sentito di doverti cercare per farti i miei complimenti. Ho letto le recensioni che ti hanno scritto e io non ritengo di essere all'altezza per replicare meglio di quanto non abbiano già fatto...però volevo dirti che sin dalle primissime pagine mi sono emozionata, la facilità di lettura, il trasporto che trasmetti nelle tue parole, i racconti travolgenti e così intensi a tratti angoscianti e strazianti mi hanno avvolto, rapito e inebriato. Raramente un solo libro riesce a trasmettermi tanto...leggo abbastanza e di vario genere ma tu per essere un'"esordiente" sei davvero molto brava. Ti faccio i miei complimenti....spero di rileggerti presto...ma ovviamente solo dopo una degna ispirazione! :-) Un bacio

LA RECENSIONE DI FABIOART:

Ho letto il tuo libro durante un viaggio, e mi hai lasciato senza parole... cosa peraltro non particolarmente facile! Non so quanto di quello che hai scritto appartenga alla realtá e quanto all'immaginazione (non sta a me credere o non credere), ma lascia che ti dica che in un caso ammiro la forza che dimostri, anche se travestita da fragilitá; nell'altro lo splendido percorso che fantasia e sensibilità hanno compiuto per comunicare in modo gentile concetti tanto pesanti. Se il tuo libro è la risultante delle due cose assieme, allora siamo davanti ad un'opera che definire "romanzo" è riduttivo. Perdona la frammentarietá di questo messaggio, ma sto scrivendo dal palmare: non volevo attendere un istante di piú per scriverti. Ti ammiro. Sinceramente e spudoratamente! Scherzi a parte: sull'Eurostar mi sono bevuto il tuo libro in un solo fiato. Bello! Mi piace. Ha una prosa scorrevole, avvolgente... mi sembrava quasi di ascoltare un'amica che si raccontava davanti ad una birra col caminetto acceso. Tutta la stima di questo mondo, Ale... Tutta la stima.

LA RECENSIONE DI GATTOQUATTO:

La prima sensazione che si è impadronita di me durante la lettura del libro di Sandra è stata di disagio: disagio per essere maschio. Invero in tutto il romanzo l’unica figura maschile che si salva dal naufragio è quella del padre della protagonista (se si esclude un accenno finale ad un incontro estemporaneo con un amico, volutamente lasciato in sospeso dall’autrice). A parte il drammatico episodio dello stupro di gruppo rimasto impunito, vi sono figure maschili che appaiono qua e là sospese nel vuoto, come semplici comparse. Né avrebbe potuto essere altrimenti. Non m’interessa in questa riflessione ripercorrere le tappe dell’odissea della protagonista nell’universo femminile delle sue amanti, amiche, o rivali che siano. Certo Alessandra intraprende il viaggio alla ricerca di sé, un viaggio irto di pericoli, che rischia di portarla ad una morte precoce, assurda ed improbabile come il suo disperato viaggio nell’ignoto (questa è una delle soluzioni proposte al termine del viaggio)…e più volte mi è venuto in mente, scorrendo le peregrinazioni della giovane donna verso gli abissi dei sensi nei quali è intenzionalmente sprofondata per poi riemergere con coraggio ad un nuovo incipit, l’esordio dantesco: “nel mezzo del cammin di nostra vita m’incamminai per una selva oscura, che la diritta via era smarrita”. Non m’interessa neppure il masochismo della ragazza che, pur avendo una soglia del dolore molto bassa, assume come viatico per la catarsi la sofferenza fisica disperatamente cercata nel piacere dei sensi, nell’impervio connubio tra eros e thanatos. Qui mi preme invece sottolineare come il romanzo si dipani in mille rivoli di sensazioni, emozioni, escursioni naturalistiche e baccanali, abiezioni e riscatti, in una sorta di panacea della sofferenza, di allegoria della sopravvivenza, di esaltazione della solitudine interiore…con piglio sicuro e padronanza stilistica la Bianchi porta il lettore a compromettersi con l’autolesionismo della protagonista, a diventarne complice, a subirne le conseguenze morali ed emotive. E poi ci sono i luoghi, non i luoghi comuni, ma i luoghi che, per uno strano scherzo del destino, conosco per averli visitati o perché sono quelli dove vivo attualmente. Dai più remoti, come l’isola di Mitilene, dove trascorsi una delle più intense vacanze della mia vita, a Cannes, dove non riuscivo mai a sostare con la mia auto, finché un giorno non scoprii un parcheggio incustodito lungo una stradina angusta, descritta da Alessandra come la strada delle streghe (un’idea narrativa rimasta incompiuta). Attraverso le esperienze profonde od estemporanee di Sandra mi sono sentito un testimone scomodo, scomodo in quanto maschio e, come tale, fuori dalle regole del gioco, e tuttavia coinvolto nel tourbillon erotico ed autodistruttivo che conduce Sandra all’appuntamento col suo destino. E poi la Brianza, dove vivo attualmente; i boschi dell’entroterra lecchese, i parchi, il rumore del silenzio tra le foglie di platani e faggi messi lì a proteggere con una fugace parentesi la protagonista dai marosi e dalle tempeste provocate delle delazioni anonime di un’amante gelosa.. Da ultima, la nostra madre patria, una Milano che ho rinnegato molti anni fa, quando capii che da bere restava soltanto l’acqua putrida dei Navigli, e l’inquinamento ambientale e delle coscienze. Un racconto che non accusa mai momenti di “stanca”, e non solo grazie al “facile” espediente delle descrizioni erotiche (peraltro mai volgari), ma anche, anzi, soprattutto perché i personaggi sono dipinti con pochi, ma efficaci tratti di pennello nella loro essenzialità. Alessandra Bianchi non perde mai di vista la dimensione interiore dei suoi personaggi, la loro conflittualità emotiva ed esistenziale, non si lascia mai prendere la mano dalle descrizioni più crudelmente erotiche, il suo progetto è chiaro e coerente nella sua complessa semplicità. Dunque, un libro che si “beve” tutto d’un fiato e che, soprattutto, ci induce istintivamente a riflettere una volta di più su noi stessi e sul senso della nostra vita.

LA RECENSIONE DI ARGENIOGIULIANA:

Il libro di Alessandra mi ha lasciato un retrogusto di disagio e rabbia: disagio poiché nella sofferenza femminile mi ci ritrovo al cento per cento e rabbia nei confronti del “branco”. Indipendentemente dal percorso esistenziale della protagonista, vi è un solo e unico punto sul quale mi soffermerò. L’auto distruzione e l’autolesionismo sono gli ingredienti che pervadono dall’inizio alla fine il romanzo, lasciando uno spiraglio di luce e speranza unicamente alla fine del libro. Lo stupro di gruppo è stato il passaggio più doloroso da affrontare durante la lettura, non tanto perché vi abbia ravvisato similitudini di esperienza ma perchè ho provato l’insano bisogno di uccidere materialmente gli aggressori. Probabilmente per una questione che mi appartiene per nascita e per l’istinto feroce che mi assale immediato, nei riguardi di un certo atteggiamento criminale maschile. La ricerca d’amore autentico spinge una giovane donna a sfiorare lungamente il crinale sottile che esiste tra la vita e la morte. Secondo il mio modestissimo punto di vista, vi è un equivoco macroscopico all’origine del bisogno amoroso. Tutto passa attraverso la pura attrazione fisica immediata, quasi questa ragazza non fosse null’altro che corpo-materia. Probabilmente ciò è dovuto alla giovane età di tutti i protagonisti e la necessità di sperimentare si allaccia alla condizione anagrafica. Sfiorare il disastro produce una quantità di endorfine distillate purissime ma, alla lunga, annienta. Vi sono tutti gli ingredienti per immaginare una pellicola tristissima e attuale. La storia trova brevi respiri nella descrizioni di luoghi che conosco e Alessandra mi ci accompagna per mano mentre continuo a lacrimare dentro, non tanto per presunti rimpianti della mia vita passata, ma per il terribile decorso della sua. A tratti ho provato l’impulso di spingerla fuori dalla storia che narra, di prenderla per un braccio e darle due potenti ceffoni. Immancabilmente mi ritrovavo a fare l’esatto contrario e, proteggerla, era l’unica sensazione reale che mi pervadeva. Il libro è scritto con uno stile semplice e fluido, quasi vi fosse l’intenzione voluta di dar spazio solo agli avvenimenti terribili, alle delusioni costanti. Più che erotico, il romanzo mi è apparso spaventosamente drammatico. Va letto senza pregiudizio di sorta, ponendo attenzione all’anima della protagonista che pur nella sua immensa fragilità, nasconde un istinto di sopravvivenza notevole.

LA RECENSIONE DI IRINAP:

“Saffo era una grande poetessa ma è passata alla storia perché era lesbica”. Questa la frase con la quale Alessandra Bianchi apre il suo libro… ed è solo l’inizio, un incipit storico, semplice, diretto, privo di virtuosismi. E così Alessandra colpisce per la prima volta… e di colpi di scena, batticuori, battaglie se ne ritrovano fino all’ultima pagina di “Lesbo è un’isola del Mar Egeo”. Può non piacere il suo stile, personalmente lo trovo scorrevole, da mangiare con gli occhi e l’immaginazione in poche ore e… genuino. Non ci è dato sapere quanto sia stato davvero vissuto dall’Autrice e quanto, invece, sia frutto della sua fantasia… ma si tratta comunque di episodi narrati in prima persona, assolutamente verosimili e che si susseguono velocemente uno dietro l’altro e uno tira l’altro, come le ciliegie. Episodi che aprono l’universo, o meglio, una parte dell’universo della personalità della protagonista e di una parte della sua vita, sicuramente non banale… costellata non solo di persone che agiscono nel bene o nel male, ma anche di descrizioni, sensazione a fior di pelle, brevi attimi di poesia e riflessioni sincere. Il romanzo è ricco di immagini piccanti le quali non cadono mai e poi mai nella volgarità, ma conservano intriso nell’inchiostro il sentimento autentico della protagonista e dei personaggi che l’accopagnano. Erotico? Non solo, il racconto è Vita in quanto tocca molteplici corde del cuore e della mente, quelle di ognuno di noi, facendole vibrare talvolta rumorosamente, talvolta con delicatezza… e questo spesso a prescindere dal fatto che le corde appartengano a un essere omosessuale o ad uno eterosessuale… perché siamo tutti uomini con le stesse debolezze e con quelle dinamiche sotterranee tanto simili che poi si manifestano in maniera molto diversa, a seconda del proprio vissuto, del luogo in cui si vive… a seconda delle sorprese, belle o brutte, che la vita inesorabilmente riserva a tutti senza fare troppe distinzioni. Ed è così che rimane impresso, durante la lettura di “Lesbo è un’isola del Mar Egeo”, il percorso ramificato di un’anima giovane in cerca di se stessa, che conosce l’Amore nel corpo di altre donne, che conosce il sesso nel corpo di altre donne e ancora: la protagonista alterna momenti di gioia ad altri di perdizione, attraversa strade trasgressive, impervie ed oscure e poi giunge in radure incantate e il ciclo ricomincia: autodistruzione e rinascita, come lava che cola lungo i pendii dello spirito per lasciare spazio poi, col tempo, ad una natura sempre più rigogliosa. Ondivaga: l’Alessandra del libro è ondivaga, si mette a nudo, sembra voglia sfogarsi, sembra voler farsi ascoltare a tutti i costi e incanalare messaggi di vita, chiari e forti, tra le righe, riga dopo riga. E colpisce davvero fino all’ultimo pensiero… un pensiero, a dire il vero, sospeso: sembra non avere fine il romanzo e il senso pare quello di voler continuare, sorridendo e sanguinando, mentre un rimescolamento interiore, irrefrenabile, quasi incomprendibile, getta l’inconscio nel passato a spolverare le antiche radici.

LA RECENSIONE DI FAUS:

Questo romanzo è classificato come erotico,ma dentro c'è molto, molto di più. L'erotismo prevale su tutto,un erotismo di classe, sensuale, intrigante, a volte molto crudo e schietto, da farti venir voglia di essere donna per poter amare un'altra donna!!! Il romanzo scorre veloce, le pagine frusciano come seta pregiata, regalando emozioni e sensazioni sublimi. Ma il bello arriva solo leggendo ... ci si accorge che non c'è solo erotismo. E' un'opera completa, puoi leggere di dolcezza, eros, autodistruzione, malinconia, dolore, amore, tragedia, vita quotidiana, leggerissime gocce di thriller in una "scena". Sì, scena, perchè mentre scorre la lettura, nella mente le parole diventano scene animate, che ti portano da Milano a Cannes, in un turbinio di sesso, mare, cibo, droga, tanto da rendere sconvolgente la lettura in certi passaggi. Come scrissi nel blog di Alessandra, a volte sentivo l'esigenza di abbracciare la protagonista del romanzo,per consolarla quando era triste, per sussurrarle nelle orecchie che certe scelte di vita la stavano portando al baratro, per farle sentire il calore di un gesto amico. Come ammesso da Alessandra, il romanzo è un misto tra autobiografia ed invenzione, e il lettore si pone spesso la fatidica domanda: "Le sarà successo davvero questo? E questo?" L'unica pecca che si può sottolineare è la velocità con cui vengono descritti gli amplessi,spesso si vorrebbe leggerne all'infinito,con descrizione dettagliata di ogni piccolo particolare. Ma questo credo che sia un difetto di noi ometti, che quando entriamo in "Pig Version" ci piacerebbe sapere per filo e per segno l'evolversi dell'atto sessuale. Che poi nel romanzo ci sono due tipi di atti sessuali (come spesso amo specificare anche io): "Scopare" e "fare all'amore". E Alessandra ci tiene molto a far capire al lettore se si trova di fronte ad un semplice appagamento sessuale o ad un amplesso tra due donne che si amano, e ci riesce benissimo. La descrizione di una scopata è evidente dallo stile di scrittura,sbrigativo,senza peli sulla lingua, quasi fosse un cerotto da strappare via. Invece il fare l'amore è descritto con passione,ardore,in maniera tale che quasi si riescono a sentire i battiti del cuore della protagonista che aumentano, il respiro che diventa affannoso, fino all'esplosione dell'orgasmo, e poi ancora, e ancora, e ancora... C'è altro da dire? Consiglio vivamente questo libro a tutti,perchè è scritto davvero bene. Dimenticavo:avrei scritto la stessa recensione anche se non avessi conosciuto l'autrice,ci tengo a precisarlo :-)

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martedì, 30 gennaio 2007
Postato da anneheche

a cosa starà pensando?

Sandrine andò ad aprire la porta in slip e canotta. Benchè fuori l'aria fosse gelida, la casa era esageratamente calda; i suoi genitori infatti si ostinavano a mantenere una temperatura superiore ai ventidue gradi. Era curiosa di sapere cosa Juliette volesse da lei. Dal giorno in cui le avevano tagliato i capelli, non si erano più rivolte la parola. Sandrine era stata per lungo tempo segretamente innamorata di lei, ma ora preferiva la compagnia di Corinne e di Michelle. Riteneva che la biondina fosse una sciocca vanesia, e inoltre si era dimostrata una perdente. Juliette entrò nell'appartamento, strofinandosi le mani per il freddo; era avvolta in una elegante pelliccia e calzava morbidi stivali foderati. Si guardò attorno con espressione vagamente disgustata: quella era la classica dimora di una famiglia di parvenue. Ma non era ciò che la interessava, al momento. Rivolse un sorriso mieloso all'ex amica, mentre si toglieva la pelliccia e la lasciava scivolare su una poltrona. Sandrine non la invitò ad accomodarsi, per godere del suo imbarazzo. Ma Juliette non sembrò accorgersi di quella scortesia. "Sono venuta a trovarti", disse."perchè vorrei che tornassimo amiche come un tempo." Ignorò l'occhiata incredula dell'altra e proseguì:"Non mi importa di quello che è successo...non ricordo nemmeno se hai collaborato con Michelle. Io ti volevo bene, e te ne voglio ancora." Sandrine ribattè con una una risatina sarcastica. "Ti bloccavo le caviglie per evitare che scalciassi." Juliette scosse la testa, facendo ondeggiare la parrucca bionda. "Sicuramente ti avevano obbligata. Michelle, Corinne...sono due carogne. Sparlano di te, lo sapevi? Ma presto la pagheranno cara! Tu sei sempre stata la mia preferita; adesso ho due nuove amiche, le mie compagne di stanza, ma non sono molto intelligenti, certamente non alla tua altezza." Sandrine le rivolse uno sguardo beffardo. "Vorresti farmi credere che, anche se ti ho tenuta ferma mentre ti rapavano, saresti disposta a scordarlo? Che vuoi la mia amicizia? Che Corinne e Michelle sparlano di me?" Juliette annuì, sorridendo dolcemente. "Di quello ho le prove! E a tempo debito te le mostrerò. Ti ripeto: per me il passato è sepolto. Ho bisogno di te, della tua amicizia, del tuo aiuto. Mi vendicherò di Michelle, stanne certa, e poi io e te avremo in mano il collegio. Ricordi i vecchi tempi?" Sandrine la ascoltò, pensierosa. Effettivamente, quando era stata amica di Juliette, aveva goduto di molti privilegi; le ragazze si inchinavano al suo passaggio, erano disposte a farle mille favori. Adesso la situazione era cambiata. Benchè fosse amica di Corinne, era una come tante. La biondina sembrava molto sicura di se stessa...e poi a Sandrine non interessava l'amicizia, bensì il potere. Aveva giudicato Juliette una perdente, ma forse si era sbagliata. Forse sarebbe andata davvero come la biondina diceva. La sua sicurezza era contagiosa. Si passò una mano sui capelli, studiando che risposta darle. Juliette capì di aver fatto centro, le prese una mano fra le sue e la strinse. Non ignorava l'antica passione che Sandrine aveva avuto per lei, anche se aveva sempre finto di non accorgersene. All'improvviso, la abbracciò. Poi, approfittando del suo stupore, la baciò sulla bocca.

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lunedì, 29 gennaio 2007
Postato da anneheche

the green light

CHE BEL BLOG CHE HAI! VIENI A VEDERE IL MIO.

Anneheche rimuginava cupamente. Si interrogava sul destino di Juliette: alla fine la biondina avrebbe avuto la sua vendetta o sarebbe stata sconfitta nuovamente? Anne sapeva che i lettori vogliono il lieto fine, che nella fattispecie significava il trionfo dell'amore fra Corinne e Jasmine, la riappacificazione di Michelle con Daniel Leblanc, e la giusta punizione di Juliette. Tuttavia si sentiva fortemente indecisa. Inoltre, posto che la storia avesse preso quella direzione, che genere di castigo avrebbe riservato a Juliette? Doveva intraprendere una strada splatter? Michelle le avrebbe tagliato la lingua, mozzato le orecchie, cavato gli occhi? Potrei parlarne con Elementale, si disse, oppure con Underwetbastard, che scrive racconti polizieschi. "Vedremo.", fu la sua conclusione finale. D'altro canto, non si era mai posta questo tipo di problema, non aveva mai cercato di organizzare una trama; le idee solitamente le venivano in macchina oppure di notte, e le soluzioni si presentavano da sole. Erano i personaggi che decidevano cosa fare, non lei. Bevve un sorso di acqua Evian e si collegò al suo blog. L'ultimo commento era di una certa Luce Verde. Lo lesse. Non le era mai interessato questo modo di presentarsi. Ignorò il commento e spense il pc.

Univers era un giovane intelligente e riflessivo. Prendeva ogni cosa con estrema serietà: che si trattasse degli studi, della musica o della lettura di un libro. Come blogger si comportava nello stesso modo, riservando la sua attenzione a pochi blog selezionati con cura. Dato che scriveva racconti, prediligeva ovviamente quelli a lui più vicini, scartando invece siti che considerava eccessivamente fatui. Quando si sedette davanti al pc, sentì l'insorgere di una fastidiosa emicrania. Si tolse gli occhiali e si massaggiò delicatamente le tempie. Non era di buon umore e il suo stato d'animo non migliorò quando lesse l'ultimo commento relativo al suo post. "Che bel blog che hai! Vieni a vedere il mio." Univers non aveva tempo per queste sciocchezze. Ignorò lo stupido invito, e andò invece in un altro blog, dove forse avrebbe trovato la nuova puntata di un racconto che gli piaceva. Aveva già dimenticato il nome dello sprovveduto blogger che gli aveva lasciato il messaggio. Se in quel momento qualcuno glielo avesse chiesto, avrebbe risposto: "Luce qualcosa..."

Angie7 era un'antropologa, che per diletto aveva aperto un blog su Splinder. Appassionata lettrice di Conrad, Noam Chomsky, De Martino e Baricco, aveva vissuto per un anno in Messico, dove si era innamorata, cinematograficamente parlando, della sensuale attrice Salma Hayek. Nel suo sito aveva scelto come presentazione "me stessa e il mio esatto opposto", e in effetti a volte faticava a comprendersi, aveva mille sfaccettature diverse, spesso in contrapposizione fra loro. Di volta in volta poteva essere ironica, irrequieta, super critica, disordinata, idealista, incazzata, viaggiatrice. Amava la musica e le sarebbe piaciuto vivere negli anni settanta. Quella mattina, quando visionò il suo blog, trovò un commento nuovo. "Che bel blog che hai! Vieni a vedere il mio." Essendo per natura curiosa, Angie7 andò a scoprire il mondo della Luce Verde.

Questa notte abbandonerò lungo il sentiero una briciola di perfidia. Qui.

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venerdì, 26 gennaio 2007
Postato da anneheche

the green light

CHE BEL BLOG CHE HAI! VIENI A VEDERE IL MIO.

In un'altra circostanza i due ragazzi sarebbero stati presi da una quantità di pensieri lascivi. Ad esempio, sbattersi la preside lì, sul pavimento, senza tante storie. Benchè avesse una quarantina d'anni la professoressa Nina Loeilouvert si mangiava in insalata quasi tutte le allieve del liceo. Potevano andare in giro con la pancia fuori, il piercing, gli orecchini al naso ed esibire tette giovani e sode, ma non avevano un decimo del fascino e del sex-appeal della preside. Mora, con i capelli mossi, senza un solo filo bianco, minuta ma provvista di seni generosi, con deliziose caviglie sottili, Nina Loeilouvert era il sogno proibito di tutta la scolaresca maschile, e anche di qualche ragazza. Rappresentava uno straordinario esempio di incrocio razziale: italiana a tutti gli effetti, era tuttavia di ascendenza austro-slavo-franco-tunisina. I professori, naturalmente, stravedevano per lei. Era anche gioviale e simpatica, ma quando, come quella mattina, i suoi occhi scuri dal particolare taglio allungato sprizzavano faville c'era proprio d'aver paura. Alla fine congedò i due studenti con un brusco cenno della mano. Rimasta sola, dedicò uno sguardo annoiato al mucchio di scartoffie che la attendevano sulla scrivania. Più tardi, si disse. Accese il pc e si collegò a Internet.

Come ogni lunedì mattina, Fastidiosetta si recò puntualmente al lavoro. Era una donna affascinante, sui trent'anni, alta più di un metro e settanta, con lunghi capelli neri e gambe strepitose. Quando fu in ufficio, si sedette davanti al computer, lo accese e si collegò a Internet. Fastidiosetta aveva un blog. Un blog è una sorta di diario postato in rete; quello di Fastidiosetta si chiamava "stanzetta-degli-orrori", ed era sulla piattaforma di Splinder. La donna decise di dare uno sguardo agli ultimi commenti. In cima alla lista, scorse un nome nuovo, che non conosceva e che la attrasse in modo singolare: La Luce Verde. Fastidiosetta cliccò e andò a vedere...

Il commento era di una banalità sconcertante, lo spam più insulso che avesse mai letto: "Che bel blog che hai! Vieni a vedere il mio." Fastidiosetta, detta anche Fasti, era nota per il suo spirito sarcastico. Decise di andare nell'insulso blog della Luce Verde e di lasciare un commento caustico. Puntò il mouse e cliccò...

QUESTO e i prossimi due episodi, che si intervalleranno a Corinne, sono episodi pilota. Se non dovessero piacere, interromperò la serie.

Vi ringrazio per l'affetto che mi state dimostrando: potete votare sino al 31 gennaio...Un bacione a tutti :)

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mercoledì, 24 gennaio 2007
Postato da anneheche

a cosa starà pensando?

Corinne uscì di casa per andare a sbrigare alcune commissioni. Era una mattina molto fredda, il cielo si stagliava grigio e minaccioso, la neve incombeva su Strasburgo. La ragazza camminava a passo sostenuto, nel tentativo di scaldarsi; era immersa in una serie di pensieri che in un modo o nell'altro riguardavano tutti Jasmine. Chissà perchè le donne non potevano sposarsi fra loro? E come sarebbe stato un matrimonio con l'insegnante di ginnastica? Avrebbero adottato un figlio? Sorrise fra sè di quelle puerili fantasticherie...e andò a sbattere contro un giovane che proveniva dall'alto lato. Fu lui a scusarsi. "Accidenti, sono proprio sbadato! Mi scusi, signorina." Corinne gli dedicò una rapida occhiata. Benchè infastidita dal piccolo incidente, era rimasta colpita dal suo linguaggio educato, addirittura formale, e dallo spiccato accento parigino. Il giovane le sorrise. Un sorriso quasi timido. Era un bel tipo, alto, con le spalle larghe e la vita sottile, un viso dai lineamenti mediterranei, occhi neri e una massa di folti capelli ricci. "E' stata colpa mia.", disse Corinne. "Ero distratta e non l'ho vista arrivare...ma diamoci del "tu"...non ti ho visto arrivare." Il ragazzo sorrise nuovamente. Un sorriso incantevole, pensò Corinne. "Mi chiamo Henry. Ma per gli amici sono Mimmo." La brunetta rise. "Mimmo! Mimmo! Che divertente." Lui le porse la mano e Corinne gliela strinse. La stretta del giovane era forte, salda, ma al contempo delicata. La mano era piacevolmente calda. "Posso offrirti una cioccolata?" Corinne lo guardò per qualche istante in silenzio, poi annuì. "Volentieri.", rispose.

Nuda nel letto, Juliette era attraversata da sensazioni contrastanti. Il suo piano era semplicemente perfetto, e fra poco avrebbe avuto finalmente l'agognata vendetta. Sebbene il suo odio fosse rivolto principalmente a Michelle, detestava profondamente anche Corinne...ed entrambe sarebbero cadute nella sua rete. Ma, benchè fosse soddisfatta di quanto aveva ideato, provava un forte senso di rabbia all'idea che Corinne... Si sentiva frustrata, con il cuore colmo di invidia. Decise che doveva assolutamente rivedere Mimmo. Voleva riassaporare i suoi baci, sentire nuovamente quelle abili mani giocare con il suo corpo, essere ancora penetrata, e posseduta in quella maniera strepitosa. Chiuse gli occhi, cercando di ricostruire nella mente le ore trascorse con lui; immaginò di essere ancora fra le sue braccia. Incominciò ad accarezzarsi un seno, strinse il capezzolo quasi con violenza. L'altra mano indugiò sul ventre, discese sino al pube, arrivò al clitoride. Dapprima lo toccò lievemente, lo sfiorò, tornò a titillarlo; poi, già bagnata, si infilò tutte le piccole dita dentro. Si morse la lingua, mentre si inarcava, sognando che fosse Mimmo a prenderla. E forse chiamò il suo nome, benchè, presa com'era dalla passione, non avrebbe potuto giurarlo.

Voglio dare un grande bacione a Elisabetta Canalis, che ha letto il mio post dedicato a lei e mi ha mandato una sua fotografia con autografo. Se riuscirò a scannerizzarla, la posterò sul blog. Ciao Eli!


Ultimissimi  voti...   :)

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domenica, 21 gennaio 2007
Postato da anneheche

a cosa starà pensando?

Quando una donna andava a letto con Mimmo non poteva sapere che stava per commettere il più grave errore della sua vita. Avrebbe rimpianto per sempre quel giorno, struggendosi al ricordo; si sarebbe masturbata di nascosto, dopo aver fatto all'amore con il marito o con il fidanzato, rivivendo nella mente e nell'anima la gioia sconfinata che Mimmo aveva saputo donarle. Era come fare sesso con il diavolo, e non dipendeva solamente da un fattore fisico, dalla consistenza del membro; in realtà Mimmo avrebbe potuto essere paragonato a Mozart, a Picasso, a Proust...con l'unica differenza che egli non componeva musica, non dipingeva, nè scriveva: la sua arte si esplicava nell'atto amoroso, e nessuno sapeva deliziare un'amante con la sua straordinaria capacità. Nato da genitori italiani, Mimmo era tuttavia francese e il suo vero nome era Henry. Mimmo gli serviva come "nome da battaglia", e in questo modo veniva chiamato dai portieri degli hotel di lusso che gli procuravano la clientela. Naturalmente non lavorava più, perchè guadagnava già a sufficienza. Non sempre era entusiasta delle donne con cui andava a letto, ma quel pomeriggio si sentiva fortemente eccitato. La ragazzina era bella, con un fisico acerbo e snello che lo solleticava; aveva un visino ingenuo e pulito che contrastava in maniera perversa con gli aspetti a volte quasi lascivi della propria sensualità; era calda e appassionata; e, benchè fosse molto giovane, dimostrava esperienza e grande capacità tecnica. Con lei lo avrebbe fatto gratuitamente, per il piacere di farlo: ma ovviamente non era tanto sciocco da rinunciare alla bella sommetta che si era fatto versare anticipatamente. Le aveva già procurato una serie infinita di orgasmi e adesso la stava sodomizzando. Lei stringeva i denti e graffiava il cuscino, quasi incapace di sopportare le ondate di piacere che la travolgevano con la forza di un mare in tempesta. Se non avesse avuto altri impegni, Mimmo sarebbe andato avanti sino a notte: la biondina gli piaceva proprio.

Juliette gemeva sempre più forte, pazza di gioia. In tutta la sua vita non aveva mai provato qualcosa di lontanamente simile a quello che Mimmo le stava facendo. I molti ragazzi con cui era stata, l'autista, Corinne... era come paragonare una modesta cittadina di provincia a Parigi, come scegliere fra un paio di jeans e un vestito di Armani, come cercare una similitudine fra una banale piscina e il mare aperto. Alla fine si rilasciò esausta sul letto. Era distrutta. Si domandò se sarebbe riuscita a trovare la forza per rivestirsi, uscire da quella stanza e affrontare il tragitto per tornare a casa. Ma benchè fosse fisicamente spossata, il suo cervello rimaneva sempre lucido e attento. Aveva sperimentato di persona. Ciò che si diceva in giro di Mimmo era vero. Gli rivolse un sorriso seducente, prese la Gauloise dalla sua bocca e aspirò una boccata di fumo. Poi gli fece la domanda: "Vuoi guadagnare molti soldi?" Mimmo le rivolse uno sguardo interrogativo. "Certamente!", rispose. "Cosa devo fare?" Juliette rise, si rotolò nel letto, gli puntò un piede nudo sul torace e incominciò a spiegare.

Ultimi giorni di gennaio...ultimi voti :)

Vi ricordo il blog Caffè Letterario con il grande esordio di Miskin!

 

 

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domenica, 21 gennaio 2007
Postato da anneheche

HillaryUNA GRANDE NOTIZIA CHE CI RIGUARDA TUTTI.

Nell'era della globalizzazione e dell'impero mondiale americano, questo fatto non interessa solamente gli elettori di New York o di Los Angeles: riguarda i cittadini di tutto il mondo. Dopo la disastrosa presidenza di Bush, nuovi scenari potrebbero aprirsi; porte spalancate verso la pace, la distensione e il progresso civile e democratico. Questo blog non si è mai occupato di politica, ma oggi faccio una doverosa eccezione. Sono molto contenta.

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venerdì, 19 gennaio 2007
Postato da anneheche

il diavolo veste PradaOGGI UN POST DEDICATO AI NUOVI AMICI: SI TRATTA DI UN CAPITOLO DI "LESBO E' UN'ISOLA DEL MAR EGEO", CHE FU EDITATO AD AGOSTO.

Con i primi di agosto smettemmo di andare in palestra. Il caldo si era fatto intollerabile ed era insensato continuare a sudare all'inverosimile. Io avevo fatto molti progressi: ero brava soprattutto negli esercizi per le gambe, leg press e leg extension, dato che, benchè snelle, le mie gambe sono piuttosto forti. Me la cavavo bene anche alla lat machine, una macchina che serve a sviluppare i muscoli dorsali. Il resto mi piaceva meno, ed evitavo accuratamente i manubri per rafforzare i bicipiti. Dopo l'ultimo allenamento, come al solito, entrammo nella sala docce. Mi stavo insaponando, quando Maddy si insinuò nel mio box.  "Sei pazza?", le chiesi sgranando gli occhi. In palestra c'erano ancora diverse ragazze, e anche un paio di signore meno giovani; da un momento all'altro avrebbero potuto raggiungerci e non mi sembrava il caso di suscitare uno scandalo. Ma forse Maddalena quel giorno voleva stupirmi. Oppure amava giocare con il fuoco perchè le piaceva il rischio. Non la conoscevo a sufficienza per azzardare un'ipotesi realistica. So solo che protestai vivacemente, mentre le sue mani incominciavano a percorrere il mio corpo, giocando con la schiuma ed eccitandomi mio malgrado. "Maddy, smettila!", protestai. Lei rise e si chinò per baciarmi i capezzoli. Sapeva perfettamente che questa è una delle due o tre cose a cui non so resistere. Chiusi gli occhi, pregando che non entrasse nessuno. Poi mi dimenticai del pericolo incombente, e la lasciai fare, abbandonandomi al piacere crescente. In effetti quella situazione rischiosa aumentava l'eccitazione, ed ero percorsa da scariche di adrenalina. A un tratto lei dimostrò tutta la sua forza fisica: mi sollevò, appoggiandomi al vetro della cabina, e portò il mio pube all'altezza della sua bocca. In quella posizione, iniziò a esplorarmi con la lingua. Cercavo di non dimenarmi perchè avevo paura di sfuggire alla sua presa e di cadere rovinosamente; tuttavia era molto difficile restare ferma mentre mi sentivo divorare, nel senso letterale del termine. Raggiunsi rapidamente un orgasmo di straordinaria intensità, ma mi sforzai disperatamente di non gemere. Una piccola parte di me restava sempre all'erta, con l'orecchio rivolto alla porta, ma devo onestamente precisare che si trattava di una parte decisamente minuscola. In realtà, stavo impazzendo di piacere. Quando finì e mi lasciò tornare con i piedi per terra, mi tremavano le gambe. La spinsi fuori dal box, insultandola scherzosamente. Un istante dopo, entrò Sabrina, l'istruttrice di aerobica.

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martedì, 16 gennaio 2007
Postato da anneheche

www.nelshael.comcorinne-jasmine_72dpi1

WEBCOMIC, AUGURANDOVI BUONA LETTURA, VI RICORDA CHE REALIZZA DISEGNI IN TUTTA EUROPA. VOLETE RENDERE PIU' SIMPATICO E PERSONALE IL VOSTRO BLOG? RIVOLGETEVI A WEBCOMIC, CLICCANDO SUL NOME.

Un bussare lieve alla porta fece trasalire Corinne. Vergognandosi di se stessa, si ricompose e scese dal letto, avviandosi verso l'uscio. Aprì e vide Jasmine. L'insegnante di ginnastica era più bella che mai: era vestita in modo semplice, con una gonna lunga, scarpe con poco tacco e un cappotto che dimostrava almeno un paio d'anni; ma il suo viso appariva radioso e il fisico, alto e armonioso, avrebbe fatto girare la testa alla stragrande maggioranza degli uomini. Le due donne si salutarono, non senza qualche imbarazzo; poi Corinne si scostò e la invitò ad entrare nella stanza. Mentre Jasmine si toglieva il cappotto, la ragazza chiuse a doppia mandata la porta. Sapeva che i suoi genitori sarebbero tornati molto tardi e che quindi quella sera avrebbe avuto il tempo e la calma che troppo spesso in collegio erano mancati. Si girò verso la professoressa e le rivolse un sorriso timido. Si sentiva a disagio, dato che l'aveva tradita con Juliette, ma in quel momento scordò i suoi sensi di colpa. La vista di quella stupenda donna aveva il potere di stordirla, di ammaliarla, di trasportarla in un mondo lontano e remoto, simile al regno di una fiaba. Le due giovani si abbracciarono, si baciarono con passione; poi quasi febbrilmente si liberarono dei vestiti. Stese sul letto, fianco a fianco, incominciarono a toccarsi a vicenda i seni, in un susseguirsi di movimenti lenti e delicati che si alternavano a carezze più urgenti, a tratti quasi rudi. Poi Jasmine si sollevò sulle ginocchia, alzò le gambe di Corinne e cercò con la lingua il suo pube. La brunetta chiuse gli occhi, si morse le labbra, mentre il piacere la attraversava a ondate sempre più forti. Iniziò a gemere e a contorcersi sul letto, incapace di rimanere ferma. Juliette era definitivamente scomparsa dalla sua mente: ora c'era spazio solo per Jasmine, e per quello che l'insegnante le stava facendo. Se avesse cercato un aggettivo, uno solo, per descrivere ciò che provava, avrebbe scelto "meraviglioso". Fino a quella sera non aveva mai provato sensazioni simili, era come perdersi in un mare di delizia. L'orgasmo la raggiunse con tale intensità che per un istante pensò che sarebbe morta.

Davanti allo specchio del bagno, Daniel Leblanc rifletteva cupamente. Da qualsiasi parte esaminasse la sua situazione, la conclusione cui perveniva era sempre la stessa: non amava più Domenique. Per quanto si fosse sforzato di allontanare per sempre da sè Michelle, era lei che voleva. In un incredulo lampo di consapevolezza, si rese conto che era disposto a perdonarla, che era pronto a scordare il suo comportamento da ragazzina sciocca...voleva solamente stringerla fra le sue braccia. Ed era ciò che avrebbe fatto. Sentì la voce di Domenique che lo chiamava dalla camera, trasse un profondo respiro e si preparò a dirle che aveva deciso di lasciarla. Desiderava Michelle. Tutto il resto non contava.

WEBCOMIC  si augura che questo episodio vi sia piaciuto e vi ricorda che è a vostra disposizione per personalizzare i vostri blog.

 

 

Ultimi giorni di voto...fino al 31 gennaio. Questa la classifica aggiornata: 1 ADW 2 Elisa e Susanna 3 Anneheche (251 partecipanti).

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domenica, 14 gennaio 2007
Postato da anneheche

La maglietta rossa leggermente bagnata di sudore contrasta piacevolmente con i capelli biondi che scendono sino alle spalle. Il verde brillante del prato accoglie i passi lenti della ragazzina. Cammina un pò curva, come ingobbita sotto il peso della sconfitta; è abituata a vincere, ma oggi è arrivata seconda: Letizia è partita meglio, e lei non è più riuscita a recuperare lo svantaggio iniziale. E' una giornata calda e piacevole, il sole primaverile, il vento tiepido, un cielo terso e limpido, quasi privo di nubi. La ragazzina si siede su una panchina appartata, celata alla vista da un gruppo di alberi. Si toglie le scarpe da ginnastica, i calzini bianchi, e si massaggia i piedi. Qualche lacrima scivola sulle sue guance, non ha ancora imparato che nello sport è prevista anche la sconfitta. Alza lo sguardo e vede l'insegnante di educazione fisica che cammina lentamente verso di lei, le mani infilate nelle tasche della tuta, un bel sorriso stampato sul volto. Prende posto accanto a lei e la cinge con un braccio, un gesto affettuoso, di conforto, a volte più importante di una parola. Lei rimane in silenzio, grata, mentre il sole asciuga le sue lacrime. Poi lui parla, con la sua voce rassicurante, bassa e profonda. "Hai perso perchè hai corso male.", le dice. "Letizia non è più forte di te, ha soltanto una partenza migliore perchè il suo baricentro è più basso, ma l'avevi sempre rimontata. Oggi ti sei fatta prendere dall'ansia, ti sei disunita, e hai perso la frequenza giusta. La prossima volta andrà meglio." Lei tira su con il naso e abbozza un sorriso incerto. Sa che il professore ha ragione...solo, odia perdere. Un altro silenzio, coccolato dal sole e dalla brezza che si fa sempre più calda; nell'aria si odono i richiami degli uccellini. Lei li ama, del resto ama tutti gli animali, i cani, i gatti, gli scoiattoli. La mano dell'insegnante si muove, dalle spalle scende sulla maglietta, sfiora i piccoli seni, indugia. Lei si irrigidisce, sorpresa e turbata, non capisce cosa sta succedendo. Poi l'altra mano va sulle cosce, e su, verso i pantaloncini; scosta l'elastico, tocca gli slip, si infila sotto. La ragazzina vive momenti di sgomento, sente distintamente il respiro dell'uomo che si è fatto pesante, avverte il contatto delle dita...di scatto si alza e corre verso il campo sportivo. Lui rimane seduto sulla panchina, di un verde logorato dal tempo. Lei corre, corre, mentre sente che ha perso per sempre l'innocenza. Vorrebbe morire.

Quella ragazzina si chiama Alessandra.

Vionne un solo segreto, ma credo basti. A mia volta nomino cinque blogger che dovranno raccontare cinque segreti e scegliere altri cinque partecipanti. I nominati: LATONASCOSTO, ARWEN, FASTIDIOSETTA, RINGER, TROPPOGENUINA.

 

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giovedì, 11 gennaio 2007
Postato da anneheche

elisabetta ancoraCosa ne sapete dei sogni di una ragazzina di quattordici anni? Crescendo, li avete dimenticati; la vita a volte è stata dura con voi e vi siete costruiti una scorza, vi siete rivestiti di acciaio, avete scordato l'incanto dell'immaginazione, avete perso il potere di costruire mondi fatti su misura, dove esiste solo il bello, dove non viene concesso spazio al male, alla cattiveria, all'invidia sottile e malvagia. Io invece so ancora creare spazi inimmaginabili, fiabe incantate; oppure viaggi alla ricerca del mio eros, colmi di sensazioni e di emozioni talmente profonde da lasciarmi senza fiato. Ed ecco: una spiaggia bianca; nel cielo perfettamente azzurro il sole splende e illumina la verde distesa del mare. Solo il rumore del vento, e il lontano stridio di qualche gabbiano. Lei è lì e mi aspetta. E' superbamente bella: alta, i capelli scuri che contrastano con il colore della sabbia, le gambe perfette, il costume bianco che spicca sulla pelle abbronzata. Mi attende. Io sono ancora piccola, sebbene già formata. Lei, invece, è una dea dei nostri giorni. Conosco in anticipo il sapore ad un tempo dolce e salato dei baci che ci scambieremo, fremo mentre le sue mani giocano con il mio seno tenero e acerbo, trasalisco quando mi tocca lievemente una gamba. Ricambio un pò goffamente. Prima ci siamo parlate, le ho esternato tutta la mia ammirazione, le ho detto che è la numero uno. Da sempre. Le ho confessato che a scuola sono stata presa in giro, perchè il mio diario è pieno di sue fotografie, e di poesie che le ho dedicato: mi ha sorriso, dolce e rassicurante. Non perdere i tuoi sogni, mi ha detto. Sono come le stelle di un cielo ancora pulito e innocente, senza macchia alcuna. Conservali più a lungo che puoi. Assaporo ancora adesso queste splendide parole, le ripeto nella mia mente come un magico mantra. Lo so, lo so che non potrà portarmi con sè in America; non ignoro certamente che questo incontro sarà l'unico. Non conta. Resterà per sempre incastonato nella mia anima, come il ricordo più prezioso e vivido della mia ancor giovane vita. Il vento gioca con i nostri capelli, li mischia e li confonde, una cascata d'oro lucente e il nero della notte più seducente. Mi rigiro nel mio lettino, adesso il sonno sta arrivando lentamente, chiudo gli occhi. Fra poco dormirò. Spero tanto di sognarti anche questa notte, domani sarà tempo di scuola, tempo di crescere, di diventar donna. Ma ora sono ancora una ragazzina, e tutto mi è lecito. Anche di dirti, di sussurrarti che ti amo. Elisabetta. Mi ascolterà soltanto la notte.

Se non vi siete stancati...il voto prosegue sino al 31 gennaio. Un bacio a tutti :)))

Caffè Letterario raddoppia: due post alla settimana. Sul template del blog il calendario.

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