anneheche blog

Odi et Amo

Questo è il mio Libro

"Lesbo è un'isola del Mar Egeo", Borelli editore, collana Pizzo Nero, 166 pagine, 12 euro. E' una storia d'amore, di sesso e di passione. Lo spunto di partenza del romanzo è dato dall'incontro della protagonista con Maddalena, una ragazza conosciuta al mare, che la seduce, iniziandola all'amore saffico. La vicenda si svolge fra Milano e Cannes, il Giappone e la Brianza, alla ricerca di un sentimento puro che sembra non possa appartenere al karma di Alessandra... Lo trovate nelle migliori librerie; se non dovesse esserci, sarà sufficiente ordinarlo. Comunque, è reperibile anche su IBS: basta digitare il mio nome e cognome, oppure il titolo del libro.

LA RECENSIONE DI LUNA70: “Lesbo è un’isola del Mar Egeo” è il romanzo d’esordio di Alessandra Bianchi. Il tema trattato è piuttosto attuale: la storia di una ragazza che si rende conto di sentirsi attratta sessualmente dalle donne e le sue prime esperienze d’amore e di sesso, nonché i turbamenti che ne derivano. Il linguaggio è semplice e scorrevole, cattura l’attenzione del lettore sin dalle prime righe senza mai stancare; le descrizioni sono brevi e concise ma si inseriscono nel contesto con precisione ed accuratezza. Anche le scene erotiche sono ben delineate, senza mai risultare volgari o banali e i personaggi sono decisamente credibili al punto da non riuscire a distinguere dove comincia la finzione e finisce la realtà. Il lettore è portato, pagina dopo pagina, a provare simpatia per la protagonista, a gioire e soffrire con lei come durante l’episodio in cui è vittima di uno stupro, o quando per la follia di una psicopatica prima rischia di perdere il lavoro e successivamente la donna che ama fino ad arrivare a un finale che è un crescendo di suspense e paura. Insomma, per essere un romanzo erotico che non è di certo il genere preferito dall’autrice (Alessandra predilige gli horror alla maniera di Stephen King, che più volte nomina all’interno della sua opera) beh non posso far altro che complimentarmi con lei per la sua bravura..

LA RECENSIONE DI MARLENEINNOIR:

Coesistono in esso descrizioni paesaggistiche e naturali sublimi , moti della psiche ed emozionali dei personaggi principali descritti in modo magistrale e , non da meno , avventura umana , sentimenti veri , con uno stile assolutamente personale che la contraddistingue assolutamente . “Lesbo è un’isola del Mar Egeo ” è un libro intriso di tutto questo , c’è una grande scorrevolezza , si “beve” tutto d’un fiato , si respira , si sente dentro , si sentono le emozioni dell’autrice che ne diventa la protagonista perchè scrive in prima persona e si avvertono le atmosfere giocate tra varie ambientazioni rurali o urbane . Avendo conosciuto Alessandra Bianchi non mi ritengo fortunata solo perchè io sono sicura che avrà il successo che merita con questa sua opera , ma anche e soprattutto perchè ho avuto l’occasione di conoscere (seppur solo mediaticamente) una persona con un alto livello culturale e soprattutto uno spessore spirituale e morale incredibile , una sensibilità non comune.

LA RECENSIONE DI VINCE:

Ho terminato il tuo libro domenica, ecco cosa ne penso. DIFETTI: Un paio di ripetizioni e, in qualche occasione, arrivi troppo presto al "succo". PREGI: Scrittura scorrevole,chiara,che coinvolge il lettore. Mi è piaciuta,in particolare, la seconda metà del libro:l'ho letteralmente divorata! Giudizio finale:Very bello... Ora, però,aspetto il seguito.

LA RECENSIONE DI GIOVE181:

Ho finito pochi minuti fa di leggere il tuo libro. L'ho trovato bello e intrigante. Mi ha fatto scoprire un mondo che non conoscevo anche se spero non sia tutto così. L'immagine complessiva del mondo omosessuale femminile che ne deriva non è forse dei migliori. Non so quanta realtà vi sia nel tuo racconto ma nell'esperienza che descrivi a volte, spesso, sembra che la donna sia merce di se stessa. Ideale tanto combattuto nei confronti dell'uomo. Il racconto è scorrevole e sono contento di averlo letto.

LA RECENSIONE DI UNDERWETBASTARD:

Ieri mattina mi è arrivato il tuo libro, come un bimbo a natale mi ci sono tuffato e in un'apnea durata un paio d'ore scarse l'ho letteralmente divorato. Bello, mi è piaciuto molto, nonostante i molti momenti cupi e decadenti della tua storia che spero ardentemente essere stati meno drammatici di come li hai descritti. Lo stile fresco e scorrevole ne fa un piacevole romanzo, le vicende erotiche narrate nei dettagli (anche se spesso fini a loro stesse) scatenano nel lettore emozioni molto forti e l'immaginazione vola a quei letti madidi di sudore e sesso. E' comunque un ottimo lavoro che merita le luci della ribalta.

LA RECENSIONE DI MONICA8000:

Volevo dirti che ho finito di leggere il tuo libro. E' bellissimo! Come fai a essere così scorrevole? Se scrivessi di spionaggio saresti una Ken Follett. E la sai una cosa? Le ultime pagine mi hanno fatto venire il mal di pancia per lo stress! Complimenti, sei grande!

LA RECENSIONE DI BRIANZOLITUDINE:

Mi è piaciuto molto il finale, narrazione con sorpresa che non mi aspettavo. Poi la tua prosa è davvero incantevole.

LA RECENSIONE DI LADYSACKVILLE:

Sincera, sincera, sincera!!! Ti ho seguita per mano avida di sapere che cosa sarebbe successo in seguito, mi sono comunque ritrovata costretta a bloccarmi più volte nel corso della lettura. Ci sono certi aspetti che mi hanno fatto molto male (confesso: fino a portarmi alle lacrime), altri che erano talmente poetici da meritare una rilettura, alcuni, invece, mi hanno divertita tantissimo (la cura che dedichi al vestiario e alle scarpe dà molta verità alla tua storia – detto tra noi condivido i tuoi gusti ^^). Nell’autodistruzione del tuo personaggio avrei preferito, a tratti, una maggiore introspezione, ma non è una critica! L’hai già resa molto bene così, ma c’è una tale profondità in alcuni punti del romanzo, che quando manca, si percepisce subito la differenza e sembra quasi che qualcosa ti abbia trattenuta. Che dire alla fine?! Ti ho letta passando in rassegna tutte le sensazioni possibili e immaginabili. “Trasmettere” e scuotere le anime è un po’ l’obiettivo di ogni artista (uno dei miei più grandi piaceri è far ridere o piangere il mio pubblico a teatro!). Tu con me hai fatto questo ed altro, mi hai davvero emozionata. Ti ammiro moltissimo Alessandra, sia per la tua bravura, che per il tuo coraggio. Sappi che hai una grande fan.

LA RECENSIONE DI LADYLILITH:

Ieri ho ricevuto il tuo libro...l'ho finito SUBITO!!ci ho messo circa due ore e mezza...ok,forse ho fatto male a divorarlo,ma se un romanzo mi piace non vedo l'ora di finirlo!! E', per dirla alla Isabella Santacroce,very coinvolgente ;-) mi è piaciuta molto la figura di tuo padre. grandioso anche il capo americano. Barbara è semplicemente odiosa.sei stata fin troppo paziente con lei. Mi ha indignata la vicenda giudiziaria a seguito della violenza. Tra le donne che hai descritto mi è piaciuta la francesina, Isabelle se non sbaglio. Invece Maddalena insomma...forse perchè sono di parte e odio come ha trattato Alessandra... nel romanzo varie persone ammirano le tue gambe...ricordi che anch'io avevo notato questo tuo (bel) particolare?

LA RECENSIONE DI FAMOHPSSE:

E’ stato bello leggerti. Avere delle pagine in mano che diventano una persona. Essere coinvolti nei momenti che segnano. Seguire l’abbandono a se stessi quando questo giunge per incontrollabile corrente. Sesso come vita, puro in quanto solamente tale. Pieno, senza spazi per altro. Determinante, perché barca con cui fare i conti per arrivare alla propria isola, per arrivare a quel che si vuole d’altro. E’ stato bello leggerti e coglierti donna nelle tue sensibilità, nelle tue fragilità e risolutezze. Nel tuo modo d’essere sfrontato e vulnerabile, naturalmente femminile. A prescindere. LESBO E’ UN’ISOLA DEL MARE EGEO ha pagine calde, di buon fuoco, visive nei nudi, con punte di emozioni senza via di fuga. Ci sei dentro con il tuo vissuto, omo o etero che sia, e lo trasmetti e lo partecipi come ad un amico, che diviene amico, e l’ultima pagina suona come un arrivederci.

LA RECENSIONE DI SILENES:

...è un libro che leggi d'un fiato...la via del piacere per scappare dagli abissi del dolore...per frantumare lo specchio dell'anima...

LA RECENSIONE DI MAURAROCK:

E'un romanzo, di quelli che si leggono velocissimamente, perchè non ti va di fermarti ed aspettare. Un interessante e soggettiva spiegazione dell'omosessualità, priva di retorica sul maschio solo sesso - calcio -bistecca, si evita il maschio ma si comprende l'uomo. Folkloristiche le sensazioni di una donna, profondamente rispettosa dell'universo femminile, che oltre a far parte di questo, lo ama, lo desidera e vuole assaporare il gusto della donna, intesa come femmina, intesa come amante e come Amore. Viscerale, straziante ed eccitante. Amare, come solo una Donna, sa fare.

LA RECENSIONE DI BLUEYES9:

La volontà quanto l'immaginazione sono ingenuità terrene,costantemente in rilievo,in questo mirabile,romanzo a sfondo erotico.Le circostanze,crude,vicine tanto da sfiorarci,intense come assaporate dalle nostre stesse labbra,vengono espresse,ottenendo una narrazione scorrevole,in forma avvolgente ed essenziale.Non temono di certo la franchezza,le parole della scrittrice,se non,quella,schietta,della passione stessa,condotta per mano in caduta libera,verso isole inesplorate.Nella mente di Alessandra le intime carezze fanno da culla,apparentemente imprigionate,dai primi smarrimenti d'amore,lasciandole quell'amaro in bocca che la trascinerà al limite dell'apparente rassegnazione agli eventi,fino al completo accoglimento delle sue emozioni.Tra incertezze abbandoni e donne interessate a corrompergli il cuore e lo spirito,ci sarà anche chi saprà viverla proprio come ciò a cui lei ambisce...?La si vedrà ,nelle ultime tracce di sè,donare tutte le sue virtù, ad una donna degna di ogni stima?

LA RECENSIONE DI MOON:

Lesbo è un’isola del Mar Egeo di Alessandra Bianchi (Borelli editore), ormai diventato icona cartacea dei circoli lesbo del web, ma non solo, racconta la scoperta dell’omosessualità femminile di una bambina. Che si scopre ragazza e poi donna. La vita dell’autrice, in parte romanzata, si dipana in direzioni spazio-temporali e geografiche diverse, in più percorsi mentali, perdendosi in un abisso di momentanea perversione…un’immersione nel torbido per poi riaffiorare in superficie. Da Milano a Cannes al lago di Como e zone limitrofe, l’esistenza di una donna che ha scelto di parlare scrivere raccontare in prima persona la sua diversità senza falsi pudori. La protagonista esplora le strade dell’eros, cerca se stessa, la sua dimensione. E forse alla fine si trova…. Bello il finale aperto…. Ci sarà un seguito?

LA RECENSIONE DI JOLIE78:

Ciao, non ho mai scritto in questo sito e nemmeno in un blog, ho letto di te e pur non avendo ancora terminato il tuo libro ho sentito di doverti cercare per farti i miei complimenti. Ho letto le recensioni che ti hanno scritto e io non ritengo di essere all'altezza per replicare meglio di quanto non abbiano già fatto...però volevo dirti che sin dalle primissime pagine mi sono emozionata, la facilità di lettura, il trasporto che trasmetti nelle tue parole, i racconti travolgenti e così intensi a tratti angoscianti e strazianti mi hanno avvolto, rapito e inebriato. Raramente un solo libro riesce a trasmettermi tanto...leggo abbastanza e di vario genere ma tu per essere un'"esordiente" sei davvero molto brava. Ti faccio i miei complimenti....spero di rileggerti presto...ma ovviamente solo dopo una degna ispirazione! :-) Un bacio

LA RECENSIONE DI FABIOART:

Ho letto il tuo libro durante un viaggio, e mi hai lasciato senza parole... cosa peraltro non particolarmente facile! Non so quanto di quello che hai scritto appartenga alla realtá e quanto all'immaginazione (non sta a me credere o non credere), ma lascia che ti dica che in un caso ammiro la forza che dimostri, anche se travestita da fragilitá; nell'altro lo splendido percorso che fantasia e sensibilità hanno compiuto per comunicare in modo gentile concetti tanto pesanti. Se il tuo libro è la risultante delle due cose assieme, allora siamo davanti ad un'opera che definire "romanzo" è riduttivo. Perdona la frammentarietá di questo messaggio, ma sto scrivendo dal palmare: non volevo attendere un istante di piú per scriverti. Ti ammiro. Sinceramente e spudoratamente! Scherzi a parte: sull'Eurostar mi sono bevuto il tuo libro in un solo fiato. Bello! Mi piace. Ha una prosa scorrevole, avvolgente... mi sembrava quasi di ascoltare un'amica che si raccontava davanti ad una birra col caminetto acceso. Tutta la stima di questo mondo, Ale... Tutta la stima.

LA RECENSIONE DI GATTOQUATTO:

La prima sensazione che si è impadronita di me durante la lettura del libro di Sandra è stata di disagio: disagio per essere maschio. Invero in tutto il romanzo l’unica figura maschile che si salva dal naufragio è quella del padre della protagonista (se si esclude un accenno finale ad un incontro estemporaneo con un amico, volutamente lasciato in sospeso dall’autrice). A parte il drammatico episodio dello stupro di gruppo rimasto impunito, vi sono figure maschili che appaiono qua e là sospese nel vuoto, come semplici comparse. Né avrebbe potuto essere altrimenti. Non m’interessa in questa riflessione ripercorrere le tappe dell’odissea della protagonista nell’universo femminile delle sue amanti, amiche, o rivali che siano. Certo Alessandra intraprende il viaggio alla ricerca di sé, un viaggio irto di pericoli, che rischia di portarla ad una morte precoce, assurda ed improbabile come il suo disperato viaggio nell’ignoto (questa è una delle soluzioni proposte al termine del viaggio)…e più volte mi è venuto in mente, scorrendo le peregrinazioni della giovane donna verso gli abissi dei sensi nei quali è intenzionalmente sprofondata per poi riemergere con coraggio ad un nuovo incipit, l’esordio dantesco: “nel mezzo del cammin di nostra vita m’incamminai per una selva oscura, che la diritta via era smarrita”. Non m’interessa neppure il masochismo della ragazza che, pur avendo una soglia del dolore molto bassa, assume come viatico per la catarsi la sofferenza fisica disperatamente cercata nel piacere dei sensi, nell’impervio connubio tra eros e thanatos. Qui mi preme invece sottolineare come il romanzo si dipani in mille rivoli di sensazioni, emozioni, escursioni naturalistiche e baccanali, abiezioni e riscatti, in una sorta di panacea della sofferenza, di allegoria della sopravvivenza, di esaltazione della solitudine interiore…con piglio sicuro e padronanza stilistica la Bianchi porta il lettore a compromettersi con l’autolesionismo della protagonista, a diventarne complice, a subirne le conseguenze morali ed emotive. E poi ci sono i luoghi, non i luoghi comuni, ma i luoghi che, per uno strano scherzo del destino, conosco per averli visitati o perché sono quelli dove vivo attualmente. Dai più remoti, come l’isola di Mitilene, dove trascorsi una delle più intense vacanze della mia vita, a Cannes, dove non riuscivo mai a sostare con la mia auto, finché un giorno non scoprii un parcheggio incustodito lungo una stradina angusta, descritta da Alessandra come la strada delle streghe (un’idea narrativa rimasta incompiuta). Attraverso le esperienze profonde od estemporanee di Sandra mi sono sentito un testimone scomodo, scomodo in quanto maschio e, come tale, fuori dalle regole del gioco, e tuttavia coinvolto nel tourbillon erotico ed autodistruttivo che conduce Sandra all’appuntamento col suo destino. E poi la Brianza, dove vivo attualmente; i boschi dell’entroterra lecchese, i parchi, il rumore del silenzio tra le foglie di platani e faggi messi lì a proteggere con una fugace parentesi la protagonista dai marosi e dalle tempeste provocate delle delazioni anonime di un’amante gelosa.. Da ultima, la nostra madre patria, una Milano che ho rinnegato molti anni fa, quando capii che da bere restava soltanto l’acqua putrida dei Navigli, e l’inquinamento ambientale e delle coscienze. Un racconto che non accusa mai momenti di “stanca”, e non solo grazie al “facile” espediente delle descrizioni erotiche (peraltro mai volgari), ma anche, anzi, soprattutto perché i personaggi sono dipinti con pochi, ma efficaci tratti di pennello nella loro essenzialità. Alessandra Bianchi non perde mai di vista la dimensione interiore dei suoi personaggi, la loro conflittualità emotiva ed esistenziale, non si lascia mai prendere la mano dalle descrizioni più crudelmente erotiche, il suo progetto è chiaro e coerente nella sua complessa semplicità. Dunque, un libro che si “beve” tutto d’un fiato e che, soprattutto, ci induce istintivamente a riflettere una volta di più su noi stessi e sul senso della nostra vita.

LA RECENSIONE DI ARGENIOGIULIANA:

Il libro di Alessandra mi ha lasciato un retrogusto di disagio e rabbia: disagio poiché nella sofferenza femminile mi ci ritrovo al cento per cento e rabbia nei confronti del “branco”. Indipendentemente dal percorso esistenziale della protagonista, vi è un solo e unico punto sul quale mi soffermerò. L’auto distruzione e l’autolesionismo sono gli ingredienti che pervadono dall’inizio alla fine il romanzo, lasciando uno spiraglio di luce e speranza unicamente alla fine del libro. Lo stupro di gruppo è stato il passaggio più doloroso da affrontare durante la lettura, non tanto perché vi abbia ravvisato similitudini di esperienza ma perchè ho provato l’insano bisogno di uccidere materialmente gli aggressori. Probabilmente per una questione che mi appartiene per nascita e per l’istinto feroce che mi assale immediato, nei riguardi di un certo atteggiamento criminale maschile. La ricerca d’amore autentico spinge una giovane donna a sfiorare lungamente il crinale sottile che esiste tra la vita e la morte. Secondo il mio modestissimo punto di vista, vi è un equivoco macroscopico all’origine del bisogno amoroso. Tutto passa attraverso la pura attrazione fisica immediata, quasi questa ragazza non fosse null’altro che corpo-materia. Probabilmente ciò è dovuto alla giovane età di tutti i protagonisti e la necessità di sperimentare si allaccia alla condizione anagrafica. Sfiorare il disastro produce una quantità di endorfine distillate purissime ma, alla lunga, annienta. Vi sono tutti gli ingredienti per immaginare una pellicola tristissima e attuale. La storia trova brevi respiri nella descrizioni di luoghi che conosco e Alessandra mi ci accompagna per mano mentre continuo a lacrimare dentro, non tanto per presunti rimpianti della mia vita passata, ma per il terribile decorso della sua. A tratti ho provato l’impulso di spingerla fuori dalla storia che narra, di prenderla per un braccio e darle due potenti ceffoni. Immancabilmente mi ritrovavo a fare l’esatto contrario e, proteggerla, era l’unica sensazione reale che mi pervadeva. Il libro è scritto con uno stile semplice e fluido, quasi vi fosse l’intenzione voluta di dar spazio solo agli avvenimenti terribili, alle delusioni costanti. Più che erotico, il romanzo mi è apparso spaventosamente drammatico. Va letto senza pregiudizio di sorta, ponendo attenzione all’anima della protagonista che pur nella sua immensa fragilità, nasconde un istinto di sopravvivenza notevole.

LA RECENSIONE DI IRINAP:

“Saffo era una grande poetessa ma è passata alla storia perché era lesbica”. Questa la frase con la quale Alessandra Bianchi apre il suo libro… ed è solo l’inizio, un incipit storico, semplice, diretto, privo di virtuosismi. E così Alessandra colpisce per la prima volta… e di colpi di scena, batticuori, battaglie se ne ritrovano fino all’ultima pagina di “Lesbo è un’isola del Mar Egeo”. Può non piacere il suo stile, personalmente lo trovo scorrevole, da mangiare con gli occhi e l’immaginazione in poche ore e… genuino. Non ci è dato sapere quanto sia stato davvero vissuto dall’Autrice e quanto, invece, sia frutto della sua fantasia… ma si tratta comunque di episodi narrati in prima persona, assolutamente verosimili e che si susseguono velocemente uno dietro l’altro e uno tira l’altro, come le ciliegie. Episodi che aprono l’universo, o meglio, una parte dell’universo della personalità della protagonista e di una parte della sua vita, sicuramente non banale… costellata non solo di persone che agiscono nel bene o nel male, ma anche di descrizioni, sensazione a fior di pelle, brevi attimi di poesia e riflessioni sincere. Il romanzo è ricco di immagini piccanti le quali non cadono mai e poi mai nella volgarità, ma conservano intriso nell’inchiostro il sentimento autentico della protagonista e dei personaggi che l’accopagnano. Erotico? Non solo, il racconto è Vita in quanto tocca molteplici corde del cuore e della mente, quelle di ognuno di noi, facendole vibrare talvolta rumorosamente, talvolta con delicatezza… e questo spesso a prescindere dal fatto che le corde appartengano a un essere omosessuale o ad uno eterosessuale… perché siamo tutti uomini con le stesse debolezze e con quelle dinamiche sotterranee tanto simili che poi si manifestano in maniera molto diversa, a seconda del proprio vissuto, del luogo in cui si vive… a seconda delle sorprese, belle o brutte, che la vita inesorabilmente riserva a tutti senza fare troppe distinzioni. Ed è così che rimane impresso, durante la lettura di “Lesbo è un’isola del Mar Egeo”, il percorso ramificato di un’anima giovane in cerca di se stessa, che conosce l’Amore nel corpo di altre donne, che conosce il sesso nel corpo di altre donne e ancora: la protagonista alterna momenti di gioia ad altri di perdizione, attraversa strade trasgressive, impervie ed oscure e poi giunge in radure incantate e il ciclo ricomincia: autodistruzione e rinascita, come lava che cola lungo i pendii dello spirito per lasciare spazio poi, col tempo, ad una natura sempre più rigogliosa. Ondivaga: l’Alessandra del libro è ondivaga, si mette a nudo, sembra voglia sfogarsi, sembra voler farsi ascoltare a tutti i costi e incanalare messaggi di vita, chiari e forti, tra le righe, riga dopo riga. E colpisce davvero fino all’ultimo pensiero… un pensiero, a dire il vero, sospeso: sembra non avere fine il romanzo e il senso pare quello di voler continuare, sorridendo e sanguinando, mentre un rimescolamento interiore, irrefrenabile, quasi incomprendibile, getta l’inconscio nel passato a spolverare le antiche radici.

LA RECENSIONE DI FAUS:

Questo romanzo è classificato come erotico,ma dentro c'è molto, molto di più. L'erotismo prevale su tutto,un erotismo di classe, sensuale, intrigante, a volte molto crudo e schietto, da farti venir voglia di essere donna per poter amare un'altra donna!!! Il romanzo scorre veloce, le pagine frusciano come seta pregiata, regalando emozioni e sensazioni sublimi. Ma il bello arriva solo leggendo ... ci si accorge che non c'è solo erotismo. E' un'opera completa, puoi leggere di dolcezza, eros, autodistruzione, malinconia, dolore, amore, tragedia, vita quotidiana, leggerissime gocce di thriller in una "scena". Sì, scena, perchè mentre scorre la lettura, nella mente le parole diventano scene animate, che ti portano da Milano a Cannes, in un turbinio di sesso, mare, cibo, droga, tanto da rendere sconvolgente la lettura in certi passaggi. Come scrissi nel blog di Alessandra, a volte sentivo l'esigenza di abbracciare la protagonista del romanzo,per consolarla quando era triste, per sussurrarle nelle orecchie che certe scelte di vita la stavano portando al baratro, per farle sentire il calore di un gesto amico. Come ammesso da Alessandra, il romanzo è un misto tra autobiografia ed invenzione, e il lettore si pone spesso la fatidica domanda: "Le sarà successo davvero questo? E questo?" L'unica pecca che si può sottolineare è la velocità con cui vengono descritti gli amplessi,spesso si vorrebbe leggerne all'infinito,con descrizione dettagliata di ogni piccolo particolare. Ma questo credo che sia un difetto di noi ometti, che quando entriamo in "Pig Version" ci piacerebbe sapere per filo e per segno l'evolversi dell'atto sessuale. Che poi nel romanzo ci sono due tipi di atti sessuali (come spesso amo specificare anche io): "Scopare" e "fare all'amore". E Alessandra ci tiene molto a far capire al lettore se si trova di fronte ad un semplice appagamento sessuale o ad un amplesso tra due donne che si amano, e ci riesce benissimo. La descrizione di una scopata è evidente dallo stile di scrittura,sbrigativo,senza peli sulla lingua, quasi fosse un cerotto da strappare via. Invece il fare l'amore è descritto con passione,ardore,in maniera tale che quasi si riescono a sentire i battiti del cuore della protagonista che aumentano, il respiro che diventa affannoso, fino all'esplosione dell'orgasmo, e poi ancora, e ancora, e ancora... C'è altro da dire? Consiglio vivamente questo libro a tutti,perchè è scritto davvero bene. Dimenticavo:avrei scritto la stessa recensione anche se non avessi conosciuto l'autrice,ci tengo a precisarlo :-)

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Le Recensioni Del Mio Libro

martedì, 30 maggio 2006
Postato da anneheche

Mi telefona Antonella, è un casino di tempo che non la sento.

ANNE Ciao Lellissima! Come stai?

LELLA Male...

ANNE Perchè, Lella?

LELLA Mi sono lasciata con Giorgio ( detto "Il Verme", nota di Anne )

ANNE ???

LELLA Continuava a insistere che dovevamo fare un figlio...io ero perplessa, sai ha trent'anni e gli mancano ancora otto esami di medicina, e poi quella storia che ha tenuto il piede in due scarpe con me e la sua ex, mentendo ad entrambe ( da cui il soprannome di "Verme", nota di Anne ). Alla fine, beh sono rimasta incinta.

ANNE E lui?

LELLA Felicissimo. Ha detto: Parigi, ostriche e champagne, dobbiamo festeggiare. Siamo andati a Parigi, naturalmente ho pagato tutto io, visto che non ha il becco di un quattrino e poi... quando siamo tornati ha detto che doveva parlarmi. Ha fatto un lungo discorso e ha concluso con queste parole: comunque penso che la soluzione ottimale sia che io gestisca la faccenda dall'esterno...

ANNE E tu?

LELLA L'ho rimandato da sua madre!

GESTIRE LA FACCENDA DALL'ESTERNO: che stronzata!

Ad ogni modo  credo proprio che a Lella sia andata bene! Un Verme è meglio perderlo che trovarlo...

 

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venerdì, 26 maggio 2006
Postato da anneheche

anneRicky ieri sera mi ha invitato a cena in un ristorante giapponese. Ricky è dolcissimo, intelligente e molto sensibile. Io mi sona messa dei fuseaux con ballerine di Pollini ( non sopporto le scarpe con i tacchi con i fuseaux ). Serata splendida: sushi e sashimi, tranquilli discorsi, atmosfera rilassata. Poi vicino a noi si è seduta una coppia: lei carina, fine, mora, coda di cavallo, sui trenta-trentadue anni; lui stempiato, massiccio, camicia aperta a mostrare petto villoso e catenone d'oro, rolex d'oro al polso, sui quarantacinque. Passati dieci minuti, ha incominciato a lamentarsi con lei: ma in che cazzo di posto mi hai portato? Devo cacciare 100 euro per questa merda di pesce crudo! Non la fanno la costata? E via dicendo. Coda di cavallo era sull'allibito. Rolex si rivolge a me: meno male che è finito l'inverno! Col nuovo Porsche facevo una fatica bestiale ad andare nella  mia casa in montagna. A Natale mi compro il Land. Coda di cavallo sempre più a disagio; io sorriso di circostanza. Parlo con Ricky e gli racconto che ho letto il libro di Eliselle e che mi è piaciuto molto. Rolex interviene: Eliselle chi? Quella dell'Isola dei famosi? Non so, rispondo io, non vedo quei programmi ( a parte tre puntate della Fattoria di quest'anno ). Rolex: sì, sì ,è lei, e prima lavorava con Mike Bongiorno. Boh, faccio io, e cerco di ignorarlo. Ma Rolex insiste: eh, averlo il tempo di leggere! Ma devo mandare avanti la baracca! Sai quanti operai ho? ( E chi se ne frega, penso io ). Coda di cavallo, scocciatissima, lo interrompe e cambia discorso. Io e Ricky mangiamo uno squisito dolce.

Poi Rolex dice a Coda: ma che cazzo, i culattoni vogliono i pacs! E poi ci abbiamo anche una lesbica che è ministro e si occupa della famiglia. Noi ormai avevamo finito di cenare. Ci alziamo. Ricky è molto timido, ma io no. Godetevi la cena, dico a Rolex. Comunque noi due siamo gay. Cioè...lui è culattone ( e indico Ricky ) e io frocia.

A questo punto ce ne siamo andati.

Povera Coda di cavallo!!!

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martedì, 23 maggio 2006
Postato da anneheche

anneClaudia, come alcuni di voi sanno, è la mia parrucchiera. Per saperne di più, potete leggervi il post dedicato a lei. Ieri era lunedì, non lavorava e mi ha cellulato. Ho pensato di organizzare una cenetta con te, mi ha detto. Bene, ho risposto io. Però mio marito vorrebbe conoscerti, ha aggiunto; fai così: portati qualcuno. Non ero particolarmente entusiasta, ma ho acconsentito. Per evitare casini  ( il consorte è gelosissimo ) ho invitato un mio carissimo amico gay, Ricky. Alle otto in punto ci siamo ritrovati davanti a un noto ristorante di Milano. Il marito di Claudia si chiama Calogero ed è un pò tamarro, comunque mi ha baciata ed abbracciata. Ecco la famosa amica di Claudia!, ha esclamato tutto giulivo. Poi ha guardato Ricky con diffidenza, tuttavia si è tranquillizzato rapidamente. Ricky non poteva costituire un problema. Io e Claudia siamo andate in bagno, e ci siamo date una slinguatina, quindi siamo tornate al tavolo. Beh, cena piacevole a base di pesce, annaffiato da un ottimo vino bianco. A un tratto, Claudia è tornata in bagno, questa volta per fare pipì, e Calogero mi ha subito preso da parte, ignorando il povero Ricky.

Sono contento che mia moglie esca con te, ha esordito. Bene, ho risposto io. Sai, ha continuato, io non le permetto le minigonne e neanche i jeans a vita bassa, la controllo insomma, perchè l'occasione fa l'uomo ladro, anzi la donna porcella. Vigilo sempre su di lei, sebbene sappia che è una donna come si deve. Certo, però, che quando so che esce con te dormo fra due guanciali. Ahahah! Anzi, fra tre guanciali!

Gli ho rivolto il mio sorriso più innocente e gli ho detto: sono contenta! Sei proprio un marito in gamba, Calogero.

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venerdì, 19 maggio 2006
Postato da anneheche

anneQualche anno fa ho visto un film che si intitolava Women. Era un film composto da tre episodi: il secondo e il terzo erano soprattutto sexy. In uno di questi due Sharon Stone andava a letto con la "mia ex" Ellen... Ma è del primo che voglio parlare. Ci sono due donne anziane che vivono insieme ( con tanto amore reciproco ) da una vita. Un brutto giorno, una delle due ha un incidente domestico e muore. Arrivano i nipoti, legittimi eredi, e  cacciano via la superstite. Punto. E' chiaro  che la casa era un "bene comune", tuttavia per trascuratezza o altro non era mai stata intestata a entrambe. E' palese che la donna deceduta non avrebbe mai voluto che il suo amore fosse buttato fuori. Ma così accade.

E non è solo una questione di casa, di soldi o comunque di beni terreni; il peggio è rappresentato dal sentimento di esclusione - anche affettiva - dalla mancanza di un riconoscimento morale, umano. TU NON SEI NESSUNO. E invece...quanto amore, quanta complicità reciproca, quanto affetto, quanta stima, quanti ricordi condivisi... E' tutto annullato, cancellato, dimenticato, calpestato.

E questo non è giusto. Io la penso così.

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sabato, 13 maggio 2006
Postato da anneheche

anne heche pollAvete mai baciato qualcuno del vostro stesso sesso? Non mi basta una risposta, vorrei qualche dettaglio, magari un breve raccontino. E se non è successo, ci siete andati vicino? Siete stati tentati? Lo avete solo immaginato? O qualcuno ci ha provato con voi, ma non avete voluto? Coraggio, massima sincerità!
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domenica, 07 maggio 2006
Postato da anneheche

anne1 LED ZEPPELIN - STAIRWAY TO HEAVEN

2 JOHN LENNON - IMAGINE

3 BEATLES - STRAWBERRY FIELDS FOREVER

4 PINK FLOYD - BRAIN DAMAGE

5 GRATEFUL DEAD - DARK STAR

6 JEFFERSON AIRPLANE - LATHER

7 WHO - 5:15

8 CRANBERRIES - ZOMBIE

9 ALANIS MORISSETTE - YOU OUGHTA KNOW

10 BEACH BOYS - GOD ONLY KNOWS

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mercoledì, 03 maggio 2006
Postato da anneheche

claudiaPremetto che negli ultimi tempi mi sono sentita vagamente inibita dato che molta gente di pregio viene a visitarmi ( anche prima c'erano persone di pregio, ma in misura minore ). Ogni tanto, però, devo scatenare il mio lato hard...

Quindi CHI NON AMA CERTE COSE "SPINTE" NON LEGGA QUESTO POST!

I MINORI LO LEGGANO SOLO SE SONO PRESENTI I GENITORI ( O ALMENO UNO ZIO ).

Claudia è la mia parrucchiera ed eravamo già uscite per bere un drink insieme. Ieri sera l'ho invitata a cena e lei è riuscita a convincere il marito very geloso: ovviamente non correva rischi con un'altra donna. Inoltre, gli ha giurato che non ci sarebbero stati uomini; perciò ha avuto l'okay. Evidentemente è destino che non mi portino mai fiori, bottiglie di vino o gelati: Claudia infatti si è presentata con un paio di manette e un barattolo di miele. A che serve il miele?, le ho chiesto mentre assaggiavamo gli spaghetti con i pomodorini freschi ( e un cucchiaio di olio d'oliva ). Poi vedrai, ha risposto facendo la misteriosa. Abbiamo finito di cenare, ci siamo bevute uno scotch, io ho messo nel lettore il CD di Alanis Morissette in cui dice al suo ex: ti ricordi quando ti facevo i pompini? E' questo che pensi quando stai con lei? Beh, per farla breve, siamo andate in camera da letto e ci siamo spogliate. Claudia ha un corpo bellissimo, lunghi capelli scuri e uno sguardo che brucia. Ci siamo baciate, poi lei mi ha ammanettato e mi ha fatto sdraiare sul letto. Ha aperto il barattolo e mi ha cosparso tutto il corpo di miele, quindi ha incominciato a leccarmi tutta: dai piedi al collo, passando per i polpacci, le cosce, il ventre, i seni. Io impazzivo per il piacere ardente e cercavo di baciarla, ma lei si ritraeva ridendo e continuava a dirmi di aspettare. A un tratto, come per magia, è comparso nelle sue mani un enorme fallo di plastica; se l'è sistemato e mi ha penetrato, prima davanti, poi dietro. Very stupendo. Alla fine ci siamo baciate e io le ho detto che volevo invertire le parti. L'ho cosparsa di miele e a mia volta ho leccato. Very inebriante! Claudia si dimenava e strabuzzava gli occhi. poi l'ho penetrata, e anch'io l'ho presa sia davanti, sia dietro ( lei ha un culetto eccezionale ). Il tempo di cambiare musica ( Led Zeppelin 4 ) e ci siamo dedicate a un salutare sixty nine, devo dire eseguito alla perfezione da entrambe.

Claudia è super, peccato che abbia un marito geloso...comunque ci rivedremo presto.

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martedì, 02 maggio 2006
Postato da anneheche

anneFanciulla che guardi nello specchio del mare

il volto solcato da lacrime amare

nel cielo buio e infinito le remote stelle

il vento freddo soffia sulla tua pelle

corre veloce nella notte il pensiero

la vita è aspra, questo è vero

ma ciò che credi è un abbaglio

gettarla via sarebbe uno sbaglio.

Il mattino torna sempre col sole ridente

le ore cupe spazzate dalla brezza di ponente

le spighe di grano si offrono al vento

scorderai i perduti amori col tempo.

Immagini di neri capelli sul cuscino

una donna e un bianco vestito di lino

dolci dita accarezzavano il tuo seno

un ricordo destinato a trasformarsi in veleno.

Bambina bionda sei sull'uscio di casa

davanti a te il prato con l'erba rasa

ancora le montagne dietro e sopra i tetti

respiro l'aria pura dei fiori e dei loro insetti.

Mi rivedo in te, dolce piccola bambina

ho affrontato la stessa amara china

ma poi sono risalita a veder le stelle

erano milioni, non mille, ed eran belle.

 

 

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